La rilevazione in bilancio del «debito» R&S contestato
Una società riceve, il 10 gennaio 2022, un processo verbale di constatazione, con il quale viene riconosciuto come inesistente il credito d'imposta R&S (ricerca e sviluppo) per gli anni 2017/2018/2019, pur avendo la società stessa prodotto tutta la documentazione necessaria richiesta a supporto dell'investimento. La società presenta, entro il 30 settembre 2022, istanza di riversamento spontaneo e, a metà novembre 2022, procede con il versamento dell'intera somma, senza avvalersi della rateazione. Nel bilancio 2022, considerata la proroga dei versamenti da effettuare negli anni 2023/2024/2025, si può imputare l'avvenuto pagamento come un credito tributario, che potrà poi essere stornato pro quota, negli anni 2023/2024/2025, così da non iscrivere, nel citato bilancio 2022, una rilevante sopravvenienza passiva? Ci sarebbe anche da valutare la possibilità di riportare a nuovo, nel quinquennio successivo, l'intero disavanzo conseguito, procedendo annualmente ad accantonare quote di utili, così da utilizzarli, a copertura dell'intera perdita, solo nel bilancio 2027.
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