Diritto
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379 quesiti trovati
La causa per compensi legati a lavori poi non eseguiti
Le spese legali derivanti da una situazione insorta a seguito di mancata esecuzione di lavori in superbonus, per le quali un tecnico chieda il pagamento al condominio a distanza di tempo (nel termine di cinque anni), rimangono a carico del proprietario al momento dell'insorgenza dell'azione legale di citazione in giudizio, poiché conseguente alla mediazione sullo stesso tema, conclusasi negativamente due anni prima, o a carico del nuovo proprietario, trattandosi di atto di citazione presentato dopo la vendita dell'immobile?
Le tutele in caso di errata attribuzione di consumi di gas
Sono proprietario di un appartamento in un supercondominio. A fine dicembre 2025 l’amministratore mi ha comunicato l'addebito relativo al consumo del riscaldamento nella stagione 2024-25 per un importo superiore del 160% rispetto alle stagioni precedenti. Sia l’amministratore del condominio che il gestore dell’impianto non hanno mostrato alcun interesse per verificare la correttezza di tale addebito. Soltanto a febbraio, dietro mia esplicita richiesta, un tecnico del gestore ha sostituito il cronotermostato dell’appartamento, avendo riscontrato relé non funzionanti, ma non identificabili dall’interfaccia utente, con conseguente perdurare del danno fino a questo intervento. Considerata l’inerzia sia dell’amministratore sia del gestore nonostante le diverse e-mail e pec a loro inviate, e alla luce dell’allegato 9, punto 2, del Dlgs 73/2020, che stabilisce l’obbligo di informazione sui consumi almeno due volte l’anno, e delle norme Uni, riguardo ai consumi anomali, chiedo se esistano i presupposti giuridici per un'azione legale tendente al recupero di circa duemila euro pagati in più dell’anno precedente.
Il debitore sceglie i beni «utili» alla ristrutturazione
Una persona fisica, sovraindebitata e non occupata, risulta beneficiaria di una pensione di invalidità Inps e dell'assegno di vitalizio ex legge 210/1992, erogato a titolo di risarcimento per errore sanitario. Questa persona vorrebbe ora presentare domanda di ristrutturazione dei debiti del consumatore, mettendo a disposizione dei creditori una rata mensile, calcolata come differenza tra la sola pensione di invalidità percepita e le spese di mantenimento. L'esclusione del vitalizio dal calcolo del reddito disponibile verrebbe giustificata dal carattere impignorabile e risarcitorio del vitalizio stesso. Si chiede se è possibile operare questa esclusione e se vi siano sentenze a riguardo che ricalchino questa tesi.
Quando il fratello non intende ripartire il terreno comune
Mio padre possiede un quinto di un terreno non edificabile, mentre suo fratello ne possiede i restanti quattro quinti. La ripartizione esatta non è mai stata fatta e mio padre ha più volte chiesto di effettuare la divisione, così da individuare precisamente il suo quinto di terreno. Vorrei sapere come può agire, dal momento che il fratello non intende procedere in tal senso.
Esecuzione immobiliare anche in base all'estratto di ruolo
Nell'ambito di una procedura esecutiva immobiliare, il creditore procedente è creditore fondiario assistito da ipoteca volontaria, iscritta il 18 aprile 2001 e rinnovata il 21 maggio 2021, un mese dopo la scadenza ventennale. L'agenzia delle Entrate-Riscossione è il creditore intervenuto tempestivamente nell'esecuzione, in virtù di estratti di ruolo versati in atti, e vanta un'ipoteca legale iscritta il 6 giugno 2013. Stante la rinnovazione tardiva dell'ipoteca che assisteva il credito del creditore procedente (al quale dovrebbero, perciò, corrispondersi le sole spese di esecuzione), l'Agenzia ha un credito garantito da ipoteca divenuta di primo grado e il ricavato della vendita dovrebbe esserle assegnato. Tuttavia, gli estratti di ruolo non dovrebbero costituire titolo esecutivo idoneo ai fini della partecipazione alla distribuzione del ricavato, considerato che la giurisprudenza ha chiarito che l'estratto di ruolo è solo un documento formato dal concessionario della riscossione e non dall'ente impositore. Se il quantum ricavato dalla vendita non è sufficiente per soddisfare entrambi i creditori, quale dei due dev'essere preferito?
Vecchia fattura; solidali i soci della Snc che ha cessato l'attività
Una Snc composta da due soci cessa l'attività il 31 marzo 2022 senza che ci siano debiti né crediti. Il 16 gennaio 2026 i due soci ricevono una fattura pro-forma dell'avvocato per il compenso dovuto dalla società per alcune telefonate. La pro-forma è intestata ai due soci come persone fisiche. Se un dei due soci non intende pagare, l'altro deve rispondere per l'intera somma?
Limiti di valore per ricorrere al giudice di pace senza legale
Nel 2022, avendo problemi di deambulazione, ho ordinato a una ditta di ascensori un impianto elevatore per la casa in cui abito, che è stato installato nel 2023. Al momento del collaudo, il tecnico della ditta fornitrice ha evidenziato la necessità di sostituire il pannello centrale (dove ci sono i comandi), precisando che la sostituzione doveva essere a carico della ditta stessa. Purtroppo, a distanza di oltre due anni, dopo diversi solleciti e note di messa in mora, non sono ancora riuscito a ottenere la sostituzione del pannello. Volendo evitare di spendere soldi “in avvocati”, posso rivolgermi direttamente al giudice di pace o ad altri enti per obbligare la ditta fornitrice dell'ascensore a rispettare gli obblighi contrattuali?
Dalla scrittura privata scatta l'ingiunzione per il debitore
Anni fa ho dato in locazione un appartamento di mia proprietà. Al momento del recesso (giugno 2017), è stato convenuto con una scrittura privata, firmata dal locatore e dal conduttore, che il debito pregresso sarebbe stato saldato dal conduttore con piccole rate, fino all’estinzione. Il locatore/debitore non ha mai versato alcunché e il 12 marzo 2025, tramite raccomandata, è stato richiamato all’impegno sottoscritto, senza risultato. Quali strade può intraprendere il creditore per recuperare quanto gli è dovuto?
Conciliazione, il valore dei verbali del cancelliere
Le sezioni unite civili della Corte di cassazione, con la sentenza 29 luglio 2021, n. 21761, hanno chiarito che anche il cancelliere, al pari del giudice, riveste la qualifica di pubblico ufficiale. Ne consegue che le attività svolte in udienza, inclusa la redazione del verbale, rientrano nell’esercizio di una funzione pubblica e che gli atti formati con il suo concorso costituiscono atti pubblici, ex articolo 2699 del Codice civile. La Corte ha quindi affermato che le pattuizioni aventi a oggetto il trasferimento di beni immobili, se inserite nel verbale di udienza redatto dall’ausiliario del giudice, destinato a fare fede dei fatti attestati, devono considerarsi stipulate nella forma dell’atto pubblico e, come tali, sono idonee alla trascrizione, ex articolo 2657 del Codice civile. Tenendo conto di tale assunto, si ritiene superata la posizione restrittiva espressa dall’agenzia del Territorio nella circolare 11/2001, e si chiede se il processo verbale di conciliazione in sede non contenziosa, ex articolo 322, terzo comma, del Codice di procedura civile, formato con l’assistenza del cancelliere e avente a oggetto beni immobili, possa oggi ritenersi titolo valido e sufficiente ai fini della trascrizione nei registri immobiliari.
I criteri per la collocazione delle cassette postali
Sono proprietario di due appartamenti in un condominio. All'interno dell'androne d’ingresso sono installate 18 cassette nominative per la corrispondenza in arrivo. L'ufficio postale competente per territorio vuole che il condominio collochi queste cassette all'esterno del fabbricato, con conseguente aggravio di spese e con difficoltà logistiche. Questa pretesa è legittima?
Se l'acquirente ha pagato ma è disinteressato al rogito
Ho sottoscritto un compromesso per la vendita di un immobile. Il futuro acquirente mi ha anticipato 15mila euro con un assegno, per l'impegno all'acquisto. A distanza di otto anni, e pur avendo, nel frattempo, versato a più riprese piccole somme fino a pagarmi interamente l'immobile, il promissario acquirente non si decide a certificare il tutto dal notaio con il rogito. Che cosa prevede la legge in questi casi?
Ë lecita la divisione di parte dei beni in comunione
È possibile adire le vie legali quando un comproprietario (in una comunione di più immobili, derivante da una eredità) rifiuta qualsiasi proposta di vendita di un immobile in comune, provocandone, di fatto, il deperimento? Ed è possibile ottenere la divisione della comproprietà di un solo immobile ereditato, o è obbligatorio procedere alla divisione di tutti gli immobili?





