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Dta, l'effetto della cessione sull'utilizzabilità del credito

L'agenzia delle Entrate, con le risposta agli interpelli 259/2025 e 300/2025, ha chiarito che nel caso di Dta (deferred tax assets) chiesti a rimborso in dichiarazione dal possessore, in caso di cessione del Dta stesso il cessionario può solo chiedere il rimborso ma non utilizzare il credito in compensazione. Riprendendo il concetto stesso espresso dell'Agenzia a mio parere tale posizione vale, oltre che per il caso di specie previsto nell'interpello, anche quando si tratta ( come dice l'agenzia stessa) di Dta da crediti di imposta chiesti a rimborso in dichiarazione (dal cedente). Ma se un Dta " nasce" libero in capo a una società la quale non si è espressa inizialmente sulla sua utilizzabilità e comunque non l'ha richiesta a rimborso, in caso di cessione a terzi, il cessionario dovrebbe poter utilizzare tale credito anche in compensazione con codice tributo 6834 compensando debiti tributari. Qual è l'opinione dell'esperto?

L'integrativa per le detrazioni in eccesso non invalida il Cpb

Un contribuente ha inviato il modello Redditi 2025 con relativa adesione al Cpb (concordato preventivo biennale) per il 2025 e 2026 entro il 30 settembre 2025. Ora è venuto a conoscenza che degli oneri detratti al 65 erano in realtà detraibili al 50 per cento, per cui ha intenzione di presentare una dichiarazione integrativa per versare con ravvedimento il maggior credito compensato. Si chiede all'esperto se tale procedura farà decadere dall'adesione al Cpb (i cui dati sono corretti), se sono dovute delle sanzioni e quali saranno gli importi da versare per la presentazione della dichiarazione integrativa (in questo caso il codice tributo da utilizzare e l'anno di riferimento).

Limiti all’obbligo di annotare le deleghe uniche nel registro

L’annotazione delle deleghe uniche nel registro cronologico previsto dev’essere effettuata anche per quelle deleghe che vengono conferite direttamente dai deleganti, attraverso la funzionalità presente nella loro area riservata, all’interno del portale dell'agenzia delle Entrate?

Per le dichiarazioni omesse dal 2017, ravvedibile solo il 2024

Un contribuente che negli ultimi anni non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi, ha ricevuto un accertamento per il 2017 in merito al quadro RW per una quota di un immobile in Francia ricevuta in eredità. Per gli anni successivi al 2017 (già accertato), e ripetendosi la fattispecie di proprietà e omessa dichiarazione, quali periodi d'imposta è possibile sanare con un invio tardivo della dichiarazione ed eventuale ravvedimento?

La modalità per ravvedere il visto di conformità infedele

Ho trasmesso una dichiarazione Iva per il 2023, con apposizione del visto di conformità. Il mio cliente ha, poi, ricevuto una lettera dall'agenzia delle Entrate, con l'invito ad aderire all'adempimento spontaneo, per un'errata registrazione di fatture di acquisto in reverse charge, che ha comportato una riduzione del credito Iva. La contestazione è stata sanata presentando una dichiarazione Iva integrativa e versando le sanzioni con ravvedimento operoso, ma non è stata regolarizzata l'apposizione del visto infedele. Come posso procedere in tal senso?

Conferimento differito al ‘26: salvo il Cpb che cessa nel ‘25

A dicembre 2025, viene stipulato l'atto di conferimento di uno studio professionale in una Srl precostituita, con efficacia differita in atto a gennaio 2026. Lo studio, costituito da un solo professionista, aveva aderito al concordato preventivo biennale (Cpb) nel 2023. A seguito del conferimento, il Cpb viene a cessare nel 2025?

Il Cpb e il ravvedimento dopo Il decesso del professionista

Un professionista, che aveva aderito al concordato preventivo biennale (Cpb) 2024-2025 e al ravvedimento speciale 2018-2022, con pagamento rateale, è deceduto nel novembre 2025. L'esperto conferma che si è verificata la decadenza, per l'anno 2025, riguardo al concordato preventivo biennale? E, con riferimento al ravvedimento speciale 2018-2022, gli eredi dovranno continuare a versare le rate fino al completo pagamento?

Il Cpb 2024-2025 non decade superando quanto concordato

Ho aderito al concordato preventivo biennale 2024-2025. L'imponibile concordato per l'anno 2025 ammonta a 150mila euro. Ho già fatturato 220mila euro - tra cui una parcella per un importo di 60mila euro - e il mio imponibile netto si aggirerà intorno a 210mila, avendo poche spese. Posso ancora fatturare, entro fine anno, circa 10mila euro? Il concordato 2025 rimane efficace? Quali sono i limiti di reddito per il suo mantenimento?

Il «regalo» tramite bonifico proveniente dagli Stati Uniti

Vorrei avere chiarimenti in merito all'eventualità che mi venga fatta una donazione in denaro tramite bonifico dall’estero, precisamente dagli Stati Uniti. Quali vincoli ci sono? Devo prima fare qualche comunicazione per l’arrivo del bonifico? Mi risulta che, per operazioni di valore pari o superiore a 5.000 euro, la banca notifica l'operazione all'agenzia delle Entrate. È così?

L’applicazione IO della Pa può preannunciare il rimborso

Ho ricevuto su IO, l'applicazione degli enti pubblici, una notifica da parte dell'agenzia delle Entrate, in cui mi viene comunicato che riceverò un rimborso tramite assegno. Posso considerare attendibile questo messaggio?

L'avvocato con Isa pari a 10 non ha bisogno di «visti»

Un avvocato, con partita Iva individuale, ha un credito Irpef superiore a cinquemila euro, e un voto Isa (indici sintetici di affidabilità) pari a 10, scaturito dal modello Redditi Pf 2025. Oltre a questa attività, egli detiene una partecipazione in uno studio associato tra professionisti (che ha avuto voto 5, ma ha aderito al concordato preventivo per il 2024-2025) e una partecipazione in una società tra avvocati a responsabilità limitata, dalla quale non percepisce alcunché. Nella situazione descritta, il professionista può compensare senza visti il credito Irpef superiore a cinquemila euro?

Il credito per i dipendenti compensa debiti Irap a ruolo

Vorrei sapere se è possibile utilizzare il credito derivante dal “bonus Renzi” (codice tributo 1655), e dal trattamento integrativo (codice tributo 1701), in compensazione con debiti erariali (Irap) iscritti a ruolo e scaduti, o se tale utilizzo è vietato o limitato, in quanto i crediti in questione derivano da rimborsi ai dipendenti, e non da imposte effettivamente versate dal sostituto.