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ll versamento ante notifica salva dall'accertamento Imu

In data 2 settembre 2025, un ente locale ha emesso un avviso di accertamento Imu per l'anno 2020, che è stato notificato al contribuente il 30 settembre 2025. Nel frattempo, e precisamente il 25 settembre 2025, il contribuente aveva provveduto al pagamento dell'Imu 2020, avvalendosi dell'istituto del ravvedimento operoso. Si chiede se - a fronte della presentazione del contribuente dell'istanza di autotutela - è legittimo l'annullamento dell'avviso di accertamento, dal momento che la notifica dell'atto è avvenuta successivamente al pagamento dell'imposta.

La cartella pagata al 100% da uno dei comproprietari

Avevo un immobile, seconda casa, in comproprietà con mia moglie. Dal 2021, anno in cui abbiamo divorziato, l'immobile è diventato di mia proprietà esclusiva. Un ente di riscossione mi ha recapitato una cartella di pagamento per l'Imu 2018, non versata. L'immobile, all'epoca, era mio solo al 50 per cento, ma mi viene contestata l'Imu intera. La stessa cosa l'ente ha fatto con la mia ex moglie, la quale ha già chiuso la pratica pagando la cartella. Vorrei sapere se, a questo punto, sono ugualmente tenuto a pagare questa cartella e, anche, se c'è un tetto massimo per quanto riguarda gli oneri di riscossione. Lo chiedo perché, a 237 euro di accertamento del Comune (per Imu, interessi, sanzioni e spese), sono stati aggiunti circa 180 euro di oneri e accessori per un pagamento in quattro rate.

Così la prescrizione per tributi erariali e contributi previdenziali

Spesso si leggono notizie di cittadini che hanno ricevuto cartelle di pagamento da parte di Inps, agenzia delle Entrate e altri enti, inerenti somme percepite indebitamente. Per quanto concerne queste richieste, esiste un termine di prescrizione? Inoltre, gli interessi che vengono applicati possono superare la somma che viene recuperata?

Autotutela se l'intermediario sbaglia il codice ente in F24

L’errata digitazione del codice ente su un modello F24, da parte dell’operatore dell’ufficio postale, ha comportato un avviso di sollecito/accertamento esecutivo, ex articolo 1, commi 792 e seguenti, della legge 160/2019, di Bilancio per il 2020. L’avviso mi è stato notificato a gennaio 2025, per un mancato pagamento di una rata Tari dell'anno 2020. Risolto il problema all’ufficio postale, mediante una mail all’agenzia delle Entrate per correggere l’errore, ho presentato una comunicazione in autotutela, allegando la ricevuta rilasciatami dallo stesso ufficio. Ho letto che - a partire dal 2025 - alcuni atti hanno cambiato la classificazione da nulli ad annullabili; quindi, se ho ben capito, trascorso il periodo per l’impugnazione, ci sarebbe un anno di tempo per annullare l’atto, altrimenti dovrei pagare comunque. Come posso difendermi?

L'Imu 2019 non versata è accertabile fino a marzo 2025

Un mancato versamento Imu relativo al 2019 può ritenersi prescritto se notificato nei primi di gennaio 2025 o in base alla recente ordinanza della Cassazione del 23 gennaio 2025, il termine di prescrizione si allunga automaticamente di 85 giorni?

L'adesione all'accertamento non prevede sanzioni ridotte

Un contribuente riceve un avviso di accertamento per omesso pagamento dell'Imu. L'accertamento - dai dati in possesso - risulta dovuto, in quanto il contribuente non gode dell'esenzione per l'abitazione principale, poiché non ha la residenza anagrafica e la dimora abituale nell'immobile oggetto dell'accertamento. Il contribuente presenta l'istanza di accertamento con adesione. L'ente, non avendo regolamentato tale disciplina, approva la richiesta. Tenuto l'incontro, in caso di non accoglimento della sua istanza, l'avviso di accertamento resta invariato, senza alcuna riduzione della base imponibile e delle sanzioni?

È quinquennale la prescrizione che si può applicare all'Imu

Il 3 gennaio 2025 mi è stata notificata - in qualità di erede di mia madre - una cartella di pagamento per 67 euro, riferita a una precedente notifica datata 28 aprile 2017, intestata a mia madre e notificata all'indirizzo dove lei risiedeva. Mia madre, però, era deceduta il 9 luglio 2016 e la dichiarazione di successione - che comprendeva anche un quarto di proprietà di una casa, insieme con i fratelli - era già stata depositata all'agenzia delle Entrate nell'ottobre dello stesso anno, dopo che il notaio aveva provveduto anche alla voltura della proprietà a mio favore, in qualità di erede legittimo. La notifica fatta a mia madre nel 2017 si riferiva a una Imu di 39 euro, più 12 di sanzioni e 9 di spese di notifica. La notifica che ho ricevuto lo scorso 3 gennaio si riferisce all'Imu del 2015 per 60 euro (in relazione alla notifica fatta a suo tempo a mia madre deceduta) più 1,80 euro di oneri di riscossione per l'agenzia delle Entrate, più i diritti di notifica (5,88 euro) ,per un nuovo totale di 67,68 euro. Poiché la prima notifica fatta a mia madre -deceduta - risale al 2017, sono tenuta a pagare questa cartella?

Ok alla compensazione tra Imu e addizionale Irpef a credito

Sono a credito dell'addizionale comunale Irpef. Mi domando se è possibile la compensazione l'Imu 2024 a mezzo pagamento telematico all'agenzia delle Entrate.

Il Comune sceglie l'agente per riscuotere Imu e Tasi

Una società a responsabilità limitata ha debiti Imu e Tasi dal 2018 a oggi. Il Comune ha dato mandato a una concessionaria esterna per la riscossione forzata. Quali procedure può azionare la concessionaria? La società vorrebbe avere un contatto diretto con l'agenzia della Riscossione: è possibile?

Accertamento tributi locali, vale la proroga di 85 giorni

Per gli accertamenti esecutivi degli enti locali, il termine di notifica resta di cinque anni (ossia con scadenza il 31 dicembre del quinto anno), oppure rimane valida la proroga di 85 giorni, ex articolo 67 del Dl 18/2020, convertito in legge 27/2020? La giurisprudenza non ha espresso sentenze univoche.

Pignoramento senza Tribunale per la riscossione dell'imposta

Mia moglie ha una pendenza con il Comune per l’Imu, e tale ente ha disposto il pignoramento del suo conto corrente. La comunicazione è avvenuta tramite la banca, che le ha fatto avere l’atto di pignoramento. L'atto del Comune non è passato attraverso il Tribunale. I destinatari in esso citati sono mia moglie e la banca. La banca ha ricevuto la notifica e ha attivato immediatamente il pignoramento, mentre mia moglie, direttamente, non ha ricevuto alcunché. Vorrei sapere se il Comune può disporre un pignoramento senza l’intervento del Tribunale e se mia moglie, la pignorata, avrebbe dovuto ricevere la notifica dell’atto.

Imu e Tari compensabili con il credito da Redditi PF

Vorrei avvalermi della possibilità di destinare una parte del credito Irpef risultante dalla dichiarazione 2023 al pagamento di Imu e Tari. Devo esaurire il credito nell'anno in corso o, in caso di residuo, potrò utilizzarlo anche nelle annualità successive?