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1370 quesiti trovati
Nessun accertamento per l'omesso invio della precompilata a credito
Nella dichiarazione precompilata il conguaglio riporta un debito Irpef di 94 euro e addizionale comunale e regionale a credito per 101 euro. Risulta quindi un saldo a credito pari a 7 euro che, essendo inferiore a 12 euro, non verrà rimborsato. Qualora il contribuente non invii il modello 730, l'agenzia delle Entrate calcolerà i sopracitati importi compensando i debiti con i crediti e non emetterà alcun accertamento, oppure verificherà solo il debito di 94 euro e invierà l'accertamento non considerando i 101 euro che sarebbero derivati dal rimborso delle addizionali, in quanto doveva essere cura del contribuente inviare la dichiarazione per il recupero delle stesse?
Opzione tardiva nel quadro RS e termini di accertamento
Durante l'esercizio 2022, un contribuente non ha effettuato alcuna operazione per contanti, ma non ha manifestato una espressa opzione nel quadro RS, per la riduzione biennale dei termini di accertamento. Può esercitare, oggi, tale opzione, presentando una dichiarazione integrativa? Questa dichiarazione sarebbe valida ai fini della riduzione di due anni dei termini di accertamento?
I criteri di esonero dal visto con l'adesione al Cpb '24-'25
Un contribuente, che ha aderito al concordato preventivo biennale (Cpb) per gli anni 2024 e 2025, presenta, nella dichiarazione Iva 2026 (relativa al 2025), un credito Iva di 150mila euro. Può utilizzarlo in compensazione tramite modello F24, senza visto di conformità, fino a 70mila euro, grazie al beneficio previsto dal Cpb? Oppure, per utilizzare il credito (in tutto o in parte), è comunque necessario apporre il visto di conformità sulla dichiarazione Iva?
Servizi finanziari e sanzioni per omessa autofattura
Un'azienda, in contabilità semplificata, e con un servizio di un Pos estero, non ha emesso l’autofattura TD17 mensile in relazione ai servizi finanziari per le commissioni N4, dato che non era in possesso di una fattura, ma solo di un estratto conto delle commissioni. La sanzione applicabile è pari a 2 euro per fattura/estratto, così come viene applicata ai contribuenti forfettari. Vorrei sapere se, trattandosi di un soggetto Iva, sono previste altre sanzioni.
Le notifiche in caso di atto di pignoramento presso terzi
Un cittadino, a causa del mancato pagamento di un verbale per violazione del Codice della strada (Dlgs 285/1992), è stato raggiunto da una procedura di pignoramento presso terzi. Il ricorrente ha adito l'autorità giudiziaria, impugnando l'atto esecutivo. Nel caso di specie, risultano regolarmente notificati sia il verbale originario che la successiva ingiunzione di pagamento. Per quanto concerne l'intimazione, la notifica si è perfezionata per compiuta giacenza. Il ricorrente eccepisce, tuttavia, l'illegittimità del pignoramento, in quanto l'atto sarebbe stato notificato esclusivamente al terzo pignorato e non al debitore, e ne chiede pertanto l'annullamento. Qual è il parere dell’esperto?
Paletti all’annullamento di F24 Accise già presentati
Una cooperativa ha compensato i contributi previdenziali Inail, notificati tramite una cartella di pagamento, con un credito Ires, elaborando il modello F24 Accise e indicando “Ruol” come codice tributo. Visto che i contributi previdenziali in cartella non si possono compensare, il modello F24 Accise si deve annullare o bisogna chiedere il rimborso, dato che si tratta di un credito da modello Redditi Sc?
Così decade il Cpb quando si superano i ricavi o i compensi
Nel 2023 ho aderito al Cpb (Concordato preventivo biennale) 2024-2025. In detto anno la mia attività era soggetta a Isa con punteggio pari a 5,56. A concordato consolidato, nel 2024 ho superato il volume di ricavi, per cui la mia attività è stata esclusa dall'applicazione degli indici, senza obbligo di compilazione del modello. Secondo il vostro parere devo considerarmi decaduto dal concordato fin dal 2024?
Nuove cause di esclusione CPB
È escluso dal CPB il contribuente che dichiara redditi di lavoro autonomo individuali (ex art. 54 TUIR) e contemporaneamente partecipa a una associazione professionale (art. 5, c. 3, lett. c, TUIR), a una STP (art. 10, L. 183/2011) o a una società tra avvocati (art. 4-bis, L. 247/2012), se tali enti non aderiscono anch’essi al CPB per gli stessi periodi d’imposta. La normativa (D.Lgs. n. 81 del 12/6/2025) cita le associazioni tra professionisti, le STP e le società tra avvocati, ma non le SRL. E' necessaria quindi un’adesione corale pena l’inammissibilità dell’opzione. Se due professionisti odontoiatri che svolgono l’attività professionale in proprio e nel contempo operano anche all’interno di una SRL nella quale sono soci al 50% aderiscono al CPB, senza che la SRL faccia altrettanto, decadono dall’adesione? Si specifica che la SRL, con sede dell’attività diversa rispetto ai due professionisti, svolge ovviamente attività di impresa ed è soggetta al medesimo ISA dei professionisti/soci ma con compilazione del quadro dati contabili F (impresa).
Se dopo l’adesione al Cpb c’è la cessazione dell’attività
Un contribuente ha aderito al concordato preventivo biennale (Cpb) 2024/2025. La conclusione dell'attività, intervenuta nell'anno 2025, è causa di cessazione degli effetti del Cpb per il periodo d'imposta suddetto. Premesso che dalla dichiarazione Iva del contribuente, relativa al periodo d'imposta 2025, emerge un credito, si chiede se i benefici premiali legati al Cpb (esonero dal visto di conformità del credito Iva fino a 70mila euro) sono cessati per effetto della causa di cessazione sopra indicata.
Concordato valido pure senza compilazione del quadro CP
Un professionista ha aderito al concordato preventivo biennale (Cpb) 2025-2026, compilando e inviando nei termini il quadro Isa P10, ma non ha compilato il quadro CP nel modello Redditi, e ha aderito pure al ravvedimento speciale. Nel cassetto fiscale questo soggetto trova la ricevuta del Cpb - nella quale è riportata, tra l'altro, la dicitura "Adesione effettuata" - e la certificazione dei dati relativi al Cpb 2025. Il contribuente può ritenersi in regola con i benefici fiscali previsti dall'istituto del concordato preventivo biennale, in base a quanto certificato dall'agenzia delle Entrate? Eventualmente, può presentare una dichiarazione integrativa, con la compilazione del quadro CP mancante?
Compensazione orizzontale ammessa per il credito Zes
Un contribuente esercita contemporaneamente due attività: una libero-professionale, come medico fisiatra, e una d'impresa (azienda agricola, sotto forma di ditta individuale). Questo soggetto intende effettuare investimenti in beni strumentali nuovi, destinati esclusivamente al compendio aziendale agricolo, situato in zona Zes (zona economica speciale), al fine di maturare il relativo credito d'imposta "Zes unica 2026". Si ritiene che il credito maturato in relazione agli investimenti dell’attività agricola possa, poi, essere utilizzato in compensazione orizzontale (tramite modello F24), anche per il versamento dei contributi previdenziali, delle ritenute d'acconto o dell'Iva derivanti dall'attività professionale di fisiatra, considerando il principio dell'unitarietà del soggetto passivo d'imposta, per cui il credito d'imposta afferisce al codice fiscale della persona fisica, a prescindere dal ramo di attività che lo ha generato. L'esperto conferma tale interpretazione?
L’errore nel modello Isa incide solo se rileva nella sostanza
Una ditta individuale, in regime semplificato, ha aderito al concordato preventivo biennale, per gli anni 2025 e 2026. Per un errore informatico, risulta che, nel modello Isa 2025 (relativo all’anno d'imposta 2024), non è riportato il valore delle esistenze iniziali, ma soltanto quello delle rimanenze finali. Correggendo tale errore, risulterebbe, comunque, che sia il voto Isa sia la proposta di concordato rimarrebbero identici alla dichiarazione trasmessa. Qualora si procedesse all'invio della dichiarazione integrativa, vi sarebbero conseguenze sulla validità dell'adesione al concordato preventivo biennale 2025-2026?





