Fisco
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1081 quesiti trovati
L'ingresso nella Sas causa l'uscita dal forfettario
Un soggetto, accompagnatore turistico, lavora in forma di impresa individuale, in regime forfettario, e svolge la sua attività, principalmente, per una società in accomandita semplice, nei confronti della quale emette fattura per le prestazioni rese. Se egli diventa socio accomandante di questa Sas, il fatto di continuare a emettere fatture alla società e poi riceverne gli utili, può compromettere il regime forfettario, con contestazione da parte dell'agenzia delle Entrate e obbligo di passare al regime ordinario?
Solo oltre i 100mila euro uscita dal regime immediata
Un contribuente inizia l'attività in corso d'anno, optando per il regime forfettario, e consegue - in cinque mesi di attività - ricavi per più di 85mila euro, ma per meno di 100mila. Quando esce dal regime questo soggetto? Dall'anno stesso o dall'anno successivo? Il tetto di 100mila euro va ragguagliato ad anno?
Così l’ammortamento dopo il ritorno al semplificato
Un contribuente, in regime semplificato, acquista, nel 2023, un bene strumentale del costo di 10mila euro e, al 31 dicembre 2023, calcola la quota di ammortamento deducibile, ossia il 10 per cento, ridotta alla metà per il primo anno, per un importo pari a 500 euro. Nel 2024 e nel 2025, questo soggetto applica il regime forfettario e, quindi, sospende gli ammortamenti; nel 2026, torna nel regime semplificato. Come deve calcolare gli ammortamenti per il 2026? Riprende il costo residuo ammortizzabile (9.500 euro) esistente alla data di ingresso nel regime agevolato, oppure deve calcolare l'ammortamento degli anni 2024 e 2025, che non ha dedotto, e considerare il residuo (7.500 euro)?
plusvalenze
La plusvalenza realizzata da una società nel 2026 in relazione a un'operazione di lease-back per un fabbricato strumentale, rileva interamente nel 2026 a livello fiscale o si può invocare il principio di derivazione rafforzata e ripartirla in più periodi d'imposta? Il costo del terreno costituisce costo fiscale da contrapporre al corrispettivo derivante dall'operazione di lease-back?
Come si determina il reddito della Srl ante liquidazione
Una Srl è messa in liquidazione volontaria in data 30 aprile; il liquidatore viene nominato in data 1° giugno. Nella determinazione del reddito per il periodo ante liquidazione, si considererà il rendiconto della gestione (quindi, alla data del 1° giugno), oppure la situazione dei conti predisposta alla data del 30 aprile?
Il Cpb non cambia a causa di minusvalenze «volontarie»
Una società a responsabilità limitata ha aderito - per il 2024/2025 - al concordato preventivo biennale (Cpb). Per l'anno 2025, ha un reddito concordato di 225mila euro. Al 31 dicembre 2025 il bilancio chiude con una perdita di 150mila euro, a seguito di componenti straordinarie, quali l'assegnazione di un fabbricato civile al socio (operazione che ha comportato una minusvalenza indeducibile di 137mila euro) e la rinuncia a un credito di 50mila euro nei confronti del socio. L’articolo 16, comma 2, del Dlgs 13/2024 prevede che il reddito concordato varia in presenza di plusvalenze/minusvalenze, sopravvenienze attive/passive, perdite su crediti, utili/perdite da partecipazioni, senza distinguere tra componenti deducibili o indeducibili. Dato che nessuna norma sul concordato preventivo biennale esclude le operazioni per regolare i rapporti tra soci, posso rettificare il reddito concordato, con una riduzione di 187mila euro?
Così la Srl cessante versa l'affrancamento residuo
Si chiede se è possibile versare in unica soluzione l'importo residuo, ulteriore alla prima rata, dell'imposta sostitutiva da affrancamento riserve in sospensione d’imposta, ex Dlgs 192/2024, da parte di una società di capitali che ha cessato l'attività e sta ultimando le operazioni di liquidazione. Questo al fine di evitare di protrarre la liquidazione per ulteriori tre anni, che corrisponderebbero alla scadenza delle tre rate residue di pagamento (oltre la prima, già versata in sede di pagamento del saldo imposte 2024).
Commissioni Pos deducibili da chi è in «semplificata»
Una ditta individuale, in contabilità semplificata, incassa gran parte dei corrispettivi con transazioni tramite Pos. Si chiede se il costo delle commissioni addebitate su ogni transazione sia deducibile, e come possa essere rilevato contabilmente.
Così pasti e deduzione forfettaria per l'autotrasportatore individuale
Una ditta individuale di autotrasporto senza dipendenti, può detrarre l'Iva e il costo delle fatture relative ai pasti consumati? È possibile inserire nel modello Redditi anche le deduzioni forfettarie stabilite annualmente per i viaggi effettuati sia fuori che all'interno del Comune in cui ha sede l’impresa?
Così deduce la perdita chi si insinua nel fallimento
Una società Alfa è stata messa in liquidazione giudiziale con sentenza del 17 febbraio 2023. Il curatore di Alfa, il 7 febbraio 2025 ha revocato alcune operazioni compiute con la società Beta. Con atto di transazione del 7 novembre 2025 le parti hanno convenuto che la società Beta restituisse ad Alfa una somma pari a 50mila euro entro il 31 dicembre 2025 a saldo e stralcio delle pretese della curatela. Pertanto, la società Beta ha versato al Tribunale tale somma e ha iscritto in bilancio al 31 dicembre 2025 il credito vantato verso la società Alfa per 50mila euro. Il 3 gennaio 2026 la società Beta si insinuava al passivo della società Alfa per 50mila euro. Si chiede se il credito iscritto in bilancio della società Beta al 31 dicembre 2025 può essere svalutato con valenza fiscale (deducibile ai fini fiscali) nel 2025 oppure nel 2026.
Il Cpb per il 2026 ostacola l'accesso all'iperammortamento
I soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale (Cpb) 2025-2026, hanno concordato il loro reddito con il fisco oltre che per il 2025 anche per il 2026. Qualora nel corso del 2026 tali contribuenti intendessero effettuare investimenti agevolabili con il nuovo iperammortamento, essi fruirebbero di una maggiore detrazione di costo (presumibilmente una variazione in diminuzione) da applicare però solo al reddito fiscale effettivo “calcolato”, mentre quello concordato con il fisco sembrerebbe non dover subire alcuna modifica. L’iperammortamento, per tali soggetti, sarebbe di fatto ininfluente sul reddito imponibile concordatario 2026, vanificando il beneficio della nuova disposizione per dei contribuenti che hanno aderito al Cpb. Sarà effettivamente questo il rapporto tra iperammortamento e Cpb?
L’immobile «bene merce» che viene dato in affitto
Una società a responsabilità limitata, con codice Ateco 68.20.09, «Affitto e gestione di beni immobili propri o in locazione n.c.a.», possiede un immobile agricolo, avente categoria catastale D/10, «Fabbricato rurale a uso strumentale». L'immobile è classificato in bilancio come immobile merce, in quanto bene destinato alla vendita. Poiché le trattative di vendita non hanno avuto esito positivo, l'immobile è stato concesso in locazione, con contratto avente durata di dodici anni. A seguito della concessione in locazione pluriennale, l'immobile, classificato in bilancio come bene merce, può essere riclassificato come bene ammortizzabile, con conseguente deduzione delle quote di ammortamento? Tale riclassificazione comporterebbe problematiche in ambito di detraibilità dell’Iva pregressa?





