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292 quesiti trovati
L'immobile comunale dato in parte in concessione
È possibile assoggettare una società al pagamento dell'Imu per un immobile, di proprietà del Comune, dato parzialmente in concessione a seguito di procedura a evidenza pubblica? In caso di risposta positiva, quale base di calcolo può essere utilizzata?
Per donare un diritto reale serve l'intervento del notaio
Due sorelle sono comproprietarie, per pari quote, di un immobile, che, per una delle due, costituisce da anni la “prima casa”. La sorella che non abita nell'immobile vuole concedere all'altra il 50% del diritto di abitazione, a titolo gratuito, per un determinato numero di anni; in tal modo, la sorella che abita nell'immobile diventerebbe unica detentrice, e utilizzatrice al 100 per cento, del diritto sull'immobile, esente dall'Imu, e l'altra comproprietaria non sarebbe più tenuta al versamento dell'imposta sulla sua quota. Si ritiene che questa operazione sarebbe avvalorata dall'orientamento relativo ai requisiti del soggetto passivo, espresso dalla Cassazione civile, sezione 5, con l'ordinanza 4329 del 19 febbraio 2025, che, al paragrafo 9, ha enunciato il principio di diritto secondo cui, «in tema di Imu, la costituzione del diritto reale di abitazione su un fabbricato o porzione, mediante scrittura privata registrata (quindi avente data certa), ma non autenticata né trascritta, della quale il proprietario abbia dato comunicazione al Comune in epoca antecedente all'annualità oggetto dell'accertamento, è idonea a esonerarlo dal pagamento divenendone unico soggetto passivo l'habitator per la durata del diritto attribuitogli». Nel caso specifico, quindi, si intenderebbe procedere con una semplice scrittura privata registrata. A parere dell'esperto, è una soluzione corretta?
Niente Imu sulla casa ereditata e «abitata» dal coniuge superstite
Un immobile è di proprietà per 6/9 di mia madre, che vi abita e risiede, mentre gli altri 3/9 sono di proprietà di tre figli (1/9 ciascuno). La mamma è titolare del diritto di abitazione su tale immobile per cui fruisce dell'esenzione Imu in quanto l'immobile è la sua abitazione principale. Nel 2025 dona la nuda proprietà della sua quota a una figlia, mantenendo l'usufrutto. Gli altri due figli, analogamente, fanno donazione alla sorella della nuda proprietà mantendo l'usufrutto, e la madre continua a risiedere e abitare nella casa. I figli che, a seguito della donazione della nuda proprietà, sono ora titolari solo dell'usufrutto devono pagare l'Imu?
Chi paga l'Imu sul secondo C/2 in uso al coniuge superstite
Due coniugi, comproprietari in parti uguali di un immobile adibito ad abitazione principale e di due locali pertinenziali C/2, pagano l'Imu solo su una pertinenza, come previsto dalla normativa. A seguito del decesso di uno dei coniugi, si apre la successione testamentaria a favore dei due figli con la quale uno diventa comproprietario dell'abitazione e l'altro dei due locali. Al coniuge superstite comproprietario è riservato il diritto di abitazione con relativa conferma dell'esenzione Imu sullo stesso immobile. Si chiede se è possibile applicare l'esenzione Imu su una delle due pertinenze anche sulla quota di proprietà del figlio erede, poichè in uso al genitore.
Esenzione Imu se l'immobile è «merce» fin dall'origine
Una società immobiliare e di costruzioni edifica un immobile di categoria D e lo iscrive tra le immobilizzazioni. Dopo oltre 10 anni, essa decide di destinarlo alla vendita e lo riclassifica tra le rimanenze. Ai fini Imu, la società può fruire dell'agevolazione applicabile agli immobili costruiti dalle imprese e destinati alla rivendita?
La rinuncia all’eredità come prova che l’Imu non è dovuta
Nel 2020, ho rinunciato all'eredità di mia madre. Ora, il Comune mi chiede il pagamento dell'Imu per il 2021. Ho chiesto lo sgravio della cartella, trasmettendo la documentazione relativa alla rinuncia all'eredità, e la risposta è stata che devo procedere anche all'aggiornamento catastale, in quanto parte dell'immobile risulta ancora intestata a me. Ma questo passaggio è necessario per lo sgravio? Non basta la rinuncia all’eredità?
Per fruire dell'esenzione non basta la dimora abituale
Nel 2022, per poter fruire del congedo straordinario previsto dall'articolo 42, comma 5, del Dlgs 151/2001 e dalla legge 104/1992, allo scopo di assistere mia madre, gravemente malata, ho dovuto trasferire la mia residenza anagrafica nella sua abitazione. Tuttavia, ho continuato a dimorare nell'abitazione di mia proprietà, insieme con mio marito e mio figlio, mantenendo, in tale casa, il centro della mia vita familiare e personale. Dispongo di prove documentali (utenze, testimonianze, presenza notturna) che attestano la mia dimora abituale in quell’immobile. Nonostante ciò, Il Comune mi chiede l’Imu per gli anni 2022–2024, considerando l’immobile come "seconda casa". Chiedo se, tenendo conto che ho dimorato abitualmente nella mia casa, insieme con il mio nucleo familiare, ho diritto all'esenzione Imu per abitazione principale, anche se ho effettuato il trasferimento di residenza, imposto per ragioni amministrative, legate alla legge 104/1992.
Distributori di carburante: così il calcolo della Tari
Sono il gestore di una pompa di carburante e vorrei un chiarimento sul calcolo della Tari per il punto vendita. Il Comune insiste a farmi pagare la Tari su tutta la superficie del mio punto vendita, mentre io sostengo che la legge 147/2013 e la precedente circolare del ministero delle Finanze 21 dicembre 1990, n. 9, portano a escludere dalla base di calcolo della Tari le aree in cui si producono rifiuti non assimilabili ai rifiuti solidi urbani - in quanto tossici o nocivi -, come le zone per l'erogazione dei carburanti e per il cambio degli oli. Sulla base di tali disposizioni, ritengo di dover pagare unicamente per la superficie del chiosco adibito alla sola vendita di prodotti. Chi ha ragione?
L’Imu sulla casa venduta dopo aver pagato l’acconto a giugno
Avevo una seconda casa, per la quale ho pagato l'acconto Imu a giugno 2025. Pochi mesi dopo, ai primi di ottobre, l’ho venduta. Vorrei sapere come dovrei conteggiare il saldo dell'Imu a dicembre 2025.
Ristrutturazione in corso: Imu sul valore venale dell'area
Ho effettuato lavori di ristrutturazione su un immobile di mia proprietà, registrato al Catasto come magazzino e, in seguito, trasformato in villino (A/7), più pertinenze (C/2). Non è ancora stata dichiarata la chiusura dei lavori e, quindi, non posso spostarvi la residenza. Posso evitare di pagare l'Imu come seconda casa, appellandomi alla temporanea inagibilità della mia nuova abitazione?
Imu 2020, così l'esenzione dal versamento della seconda rata
Vorrei un chiarimento sull'esenzione dal pagamento della seconda rata dell'Imu dovuta per il 2020 in base al Dl 137/2020 (decreto Ristori), legato all'emergenza sanitaria per il Covid.. Un contribuente, che svolge attività di bar, corrisponde la prima rata Imu 2020, pari al 50% di quanto versato a titolo di Imu per l'anno 2019 e non versa la seconda rata (con scadenza 16 dicembre 2020) in quanto non dovuta in applicazione dell'esenzione prevista dal citato decreto Ristori. Il Comune emette oggi avviso di accertamento, sostenendo che il versamento della prima rata Imu è pari all'imposta dovuta per il primo semestre applicando le aliquote dell'anno precedente. Come si gestisce l'esenzione Imu per la seconda rata 2020? Si deve fare il calcolo dell'anno 2020 e dividere per due oppure non si paga la seconda rata qualsiasi sia l'importo?
La Tari sulle seconde case con gli occupanti «presunti»
Sono proprietario di una seconda casa di 66 metri quadrati, situata in un Comune diverso da quello di residenza. Pago la Tari calcolata su quattro componenti del nucleo familiare, anche se, in realtà, siamo solo tre. Ho potuto verificare che, per i residenti, il Comune considera il numero dei componenti che risulta all’anagrafe, mentre per i non residenti applica un criterio presuntivo, proporzionato alla superficie dell’immobile. Uso l’immobile solo un mese e mezzo all’anno, e finisco per pagare il 50% in più di quello che verso al Comune in cui risiedo per oltre 300 giorni. Vorrei quindi sapere se il criterio di calcolo è corretto. Aggiungo che sulla questione è intervenuto anche il Consiglio di Stato, con la sentenza 4223 del 6 settembre 2017, ritenendo illegittimo un regolamento comunale che fissava tariffe più alte: come mai questa sentenza non viene rispettata?





