I paletti alle «emissioni» dal cantiere del confinante
Un mio confinante ha deciso di demolire la sua grande villa per sostituirla con un fabbricato bifamiliare (per sé e per il figlio). I lavori di cantiere sono iniziati da un po' di tempo e dureranno ancora a lungo: da allora, la mia vita è condizionata da polvere e rumori di ogni genere, a partire dalle 7 del mattino di ogni giorno feriale. Si va dal rumore degli escavatori (quasi sempre più di uno) a quelli della enorme gru, dei trapani demolitori, dei muletti che trasportano cemento, sabbia o mattoni, del via vai di mezzi pesanti, dei lavori di coibentazione con guaine bituminose. Sono obbligato a subire tutti questi disagi o esiste una qualche forma risarcitoria obbligatoria a carico del confinante?
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