L'interpello come ultima chance per dimostrare l'«operatività»
Una società a responsabilità limitata possiede un bene materiale (bancone bar con relative attrezzature) acquistato nel 2005 per una cifra considerevole, ancora utilizzato nello svolgimento della propria attività. Tale bene è completamente ammortizzato da diversi anni, per cui risulta iscritto in bilancio, tra le attività, per il suo costo di acquisto e tra le passività per il relativo fondo ammortamento, per il medesimo importo. Naturalmente il valore attuale di mercato dello stesso è notevolmente inferiore a quello di acquisto. Ai fini della verifica dell’operatività e del reddito imponibile minimo per le società di comodo, in sede di quadro RF della dichiarazione dei redditi, il valore del bene calcolato al 15% del suo costo di acquisto determina un valore minimo di ricavi presunti che è superiore ai ricavi effettivi, per cui ne deriva che la società sarebbe non operativa. Sarebbe possibile ridurre il valore di costo (sul quale si calcolerebbe il 15 per cento) e il relativo fondo ammortamento iscritti in bilancio, magari con una perizia da parte di un tecnico sull’effettivo valore attuale in comune commercio? In caso negativo, cosa si può fare in alternativa?
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