La correzione dei corrispettivi trasmessi con Iva errata
Un contribuente della grande distribuzione scopre, dopo un anno, di avere trasmesso quotidianamente corrispettivi telematici errati, avendo applicato l'aliquota Iva del 10% a prodotti che sarebbero dovuti essere assoggettati a quella del 22% e viceversa.Simulando la corretta liquidazione Iva, tuttavia, risultano versamenti all’erario maggiori rispetto a quelli dovuti.Può, questo soggetto, regolarizzare la sua posizione segnalando, per ogni giorno, l’anomalia di trasmissione dal portale “Fatture e corrispettivi”, sezione “Monitoraggio delle ricevute”, motivandola, senza inviare file correttivi?La sanzione applicabile è quella prevista all'articolo 11, comma 2-quinquies, del Dlgs 471/1997, e cioè 100 euro al giorno ravvedibili, ancorché l’errata trasmissione abbia inciso sulla liquidazione Iva a favore del fisco, o quella prevista dall’articolo 6, comma 2-bis, dello stesso decreto, e cioè il 90% dell'imposta corrispondente all'importo non trasmesso, attendendo la contestazione con cumulo giuridico?
Quesito con risposta a cura di
Procedi con la lettura del Quesito
La lettura di Quesiti, anche nella modalità Free, è riservata agli iscritti al servizio dell'esperto risponde. Registrati per consultare questo contenuto.
OppureSCEGLI TRA LE NOVE AREE TEMATICHE O L'INTERO ARCHIVIO
CON L'ABBONAMENTO POTRAI:
- chiedere una conferma della validità della risposta alla luce delle eventuali modifiche intervenute;
- consultare le versioni precedenti delle risposte;
- salvare i tuoi preferiti;
- accedere allo storico dei tuoi quesiti nell'area personale e consigliare le risposte.
1 mese a49,00€Abbonati







