La valorizzazione dell'immobile abusivo acquisito dall'ente locale
In sede di ricognizione straordinaria di inventario con aggiornamento dei costi storici (in alcuni casi errati o mancanti), è corretto per un ente locale, specie laddove non sia possibile ricostruire il costo di acquisto, valorizzare i terreni acquisiti prima del 17 maggio 1995 (data di entrata in vigore del Dlgs 77/1995) al valore catastale, come previsto dall'articolo 72, comma 4.b) del medesimo decreto? Sarebbe ammissibile valorizzare con lo stesso criterio anche i terreni o i fabbricati acquisiti dopo il 17 maggio 1995, in caso di assenza di prezzo di acquisto (per esempio per terreni acquisiti a titolo gratuito) e di difficoltà a ottenere un valore di stima da parte dell'ufficio tecnico? Inoltre, sarebbe ammissibile valorizzare un immobile abusivo appena acquisito al patrimonio comunale al valore catastale (pari, per esempio per un'abitazione, alla rendita catastale rivalutata moltiplicata per 110)?
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