Le conseguenze del blocco dei crediti sui cantieri molto grandi avviati a suo tempo e che rischiano di non essere terminati
Nel novembre del 2021 un condominio di 60 abitazioni e 60 box, formato da 10 palazzine e risalentente agli anni '70, ha appaltato lavori agevolabili con i bonus del 110 per cento, 90 per cento e 50 per cento per interventi di efficientamento e opere minori. I lavori sono iniziati nel dicembre 2021, quando l'appaltatore ha emesso la fattura del 90% con sconto e ha accettato il credito che è fermo nel cassetto. A causa delle modifiche sulla cessione del credito, l'impresa ha bloccato i lavori, nel timore di non riuscire a cederlo, avendo già anticipato molte risorse ed essendo stata informata dalla banca con cui aveva raggiunto l'accordo di cessione (pur non formalizzato prima dell'inizio del cantiere così come era prassi prima del blocco), che l'istituto non avrebbe più acquisito il credito al 90% se non a lavori al 90% completati, venendo così a mancare la liquidità necessaria. Ad oggi i lavori non sono ripresi perchè la banca non da garanzie sull'acquisto credito nè anticipa la finanza ponte. Nel frattempo, l'impresa non è più sicura di finire le opere 110% entro dicembre 2023, anche se le palazzine dalle quali i lavori sono iniziati sono a metà delle opere che però sono lontane dall'essere completate. Quali soluzioni si prospettano?
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