Previdenza e pensioni

    Se a fine rapporto si «salda» il patto di non concorrenza

    Il mio contratto di lavoro subordinato, a tempo indeterminato, prevede la corresponsione di un compenso annuo, pagato in 12 rate mensili di uguale importo, a titolo di patto di non concorrenza, per tutta la durata del rapporto di lavoro. In caso di cessazione, se il totale corrisposto fino a quel momento dovesse risultare inferiore al 50% dell’ultima retribuzione annua lorda, l’azienda riconoscerebbe posticipatamente tale differenza a decorrere dalla data stessa di cessazione del rapporto di lavoro. Dato che ho concluso il rapporto di lavoro, e dopo tre mesi mi dovrebbe essere riconosciuto il saldo del patto di non concorrenza, vorrei sapere se tale importo dev’essere assoggettato ai contributi Inps, Tfr e fondo pensione integrativo, come avveniva mensilmente in costanza di rapporto di lavoro, e se rileva ai fini della retribuzione annua lorda, se optassi per il versamento di contributi volontari in caso di inoccupazione.

    • Quesito con risposta a cura di

      Pietro Gremigni

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