Fisco
Risultati Ricerca
241 quesiti trovati
Se il premio di risultato finisce nel fondo pensione
L'azienda per cui lavoro mi ha versato il premio di risultato, convertito in welfare e inserito nella Cu (certificazione unica) al punto 573 (benefit), nel fondo del piano individuale pensionistico. Poiché ho portato in deduzione tale importo nel modello 730, vorrei sapere se ho agito correttamente.
Ticket restaurant esenti, le chance all'amministratore
Un'azienda ha deciso di erogare ticket restaurant a tutte le figure aziendali che percepiscono redditi da lavoro dipendente e assimilati. Pertanto, è stato erogato il ticket restaurant anche all'amministratore unico. In questo caso, dato che tutti percepiscono ticket restaurant, anche i ticket dell'amministratore saranno esenti da contribuzione e tassazione nei limiti degli 8 euro giornalieri?
Welfare all'unico dipendente passibile di contestazione
Una Srl, che ha in forza un solo dipendente, può, considerandolo una categoria omogenea, erogare welfare come buoni pasto e versamenti a fondi di previdenza complementare fino a 5.164 euro, senza che siano soggetti a contribuzione e tassazione?
Se un’azienda rimanda all’estero un impatriato
Un contribuente, rientrato in Italia dall’estero, sta fruendo del regime impatriati. Dopo un anno, egli è costretto a trasferirsi nuovamente all’estero, a causa di modifiche contrattuali imposte dal datore di lavoro. Questo soggetto è tenuto a restituire le imposte agevolate, comprensive di sanzioni e interessi? Oppure, trattandosi di una causa di cessazione dal regime non imputabile al lavoratore, ma imposta dall’azienda, è possibile evitare l’applicazione di sanzioni e interessi?
L’indennità del sindaco va tra i redditi «assimilati»
L'assegno mensile percepito dal sindaco di un Comune è assimilabile a reddito da lavoro dipendente?
Buoni pasto e benefit: quali limiti per l'amministratore
L'amministratore unico di una società di capitali percepisce un compenso, ed è iscritto all'Inail come socio lavorante. È possibile attribuirgli, come ai dipendenti, ticket restaurant elettronici, con esenzione fiscale e previdenziale fino a 8 euro? Le limitazioni esposte nella risposta a interpello 10/2019 dell'agenzia delle Entrate sono applicabili ai servizi welfare, ma non per i servizi sostitutivi di mensa, quali i ticket restaurant, che rimangono deducibili.
Auto in uso promiscuo esente se non si supera la franchigia
Vorrei un chiarimento sulla tassazione dell’auto aziendale concessa in uso promiscuo. La normativa prevede una soglia di esenzione di mille euro (o duemila euro, per chi ha figli a carico) per i fringe benefit; al superamento di tale limite, l’intero importo diventa imponibile. Questa regola vale anche per le auto aziendali oppure - trattandosi di un caso specifico disciplinato dall’articolo 51, comma 4, lettera a, del Tuir, Dpr 917/1986 - l’intero valore convenzionale determinato con le tabelle Aci deve sempre concorrere a reddito, senza applicazione di alcuna franchigia? Inoltre, in busta paga, la trattenuta va gestita mese per mese (pro quota), o solo al superamento della soglia?
Due opzioni per la Cu quando il dipendente è pure autonomo
Nel caso in cui, nel corso dell’anno, un dipendente percepisca dal medesimo sostituto d’imposta sia redditi di lavoro dipendente sia redditi di lavoro autonomo, al momento dell'emissione della Cu (certificazione unica), il sostituto d’imposta può trasmettere due distinte comunicazioni, una riferita ai redditi di lavoro dipendente e una riferita a quelli di lavoro autonomo?
Fringe: auto a uso personale senza scorporo in busta
Nel caso di assegnazione dell'auto aziendale a un dipendente che la utilizza esclusivamente per scopi personali, qual è il calcolo corretto per ottenere il valore del fringe benefit da imputare in busta paga? Si specifica che il veicolo è stato immatricolato nell'ottobre 2024 e consegnato al dipendente nell'aprile 2025, mentre il contratto con l'autonoleggio è stato stipulato a febbraio 2025.
Per il Tfs diventato Tfr le Entrate effettuano il conguaglio
Mia moglie, ex docente di scuola pubblica, è in pensione dal 1° settembre 2019. L’indennità di buonuscita (Tfs) le è stata corrisposta nel 2021 e il 31 luglio 2025 ha ricevuto dall’agenzia delle Entrate una notifica relativa al conteggio finale delle somme ancora dovute a titolo di Irpef sui redditi soggetti a tassazione separata (articolo 17 del Tuir, Dpr 917/1986), percepiti nel 2021. Dal prospetto dei redditi allegato si rileva che si tratta di Tfr (Trattamento di fine rapporto) e di altre indennità maturate al 31 dicembre 2000. L’Agenzia spiega che al momento dell’erogazione il datore di lavoro applica una tassazione provvisoria cui segue, successivamente, il conteggio conclusivo dell'amministrazione finanziaria. L'Agenzia, tuttavia, fa riferimento al Tfr mentre, in quanto dipendente pubblico, dovrebbe trattarsi di Tfs (Trattamento di fine servizio), Vorrei sapere se l'operato dell'agenzia delle Entrate è corretto.
Impatriato 2020, tempo scaduto per l'integrativa
Un soggetto "impatriato", tornato in Italia nel 2020, non iscritto all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire) e assunto nello stesso 2020 con contratto di lavoro dipendente, ha fruito dell'agevolazione ex articolo 16 del Dlgs 147/2015, tramite datore di lavoro, solamente dal 2023, perché non era a conoscenza di tale beneficio. Questo contribuente può recuperare oggi le imposte pagate, presentando dichiarazioni integrative?
I paletti per il beneficio dal trasferimento in Italia
Una lavoratrice, con cittadinanza polacca, è arrivata in Italia per la prima volta ad aprile 2024, dove, dal 1° agosto 2024, è stata assunta con contratto a tempo indeterminato, e con la qualifica di direttore, dal 1° agosto 2024. La richiesta di residenza è stata fatta subito, ma il Comune l'ha definita solo a settembre 2024. Come titolo di studio, la lavoratrice ha una laurea magistrale più una triennale, conseguite entrambe a Cracovia. Viste le premesse, si chiede se è da ritenere applicabile l'agevolazione fiscale (reddito imponibile al 50 per cento) per l'anno 2024 (nella dichiarazione dei redditi 2025), considerando che l'attività lavorativa svolta in modo esclusivo in Italia ha avuto inizio il 1° agosto e, quindi, non per la maggior parte del periodo d'imposta 2024 (non vengono superati i 183 giorni). In caso di valutazione negativa, è possibile applicare il regime ordinario per il solo anno d'imposta 2024 e fruire dell'agevolazione per i successivi quattro periodi d'imposta, ossia dal 2025 al 2028?





