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Tassazione separata sul Tfs del dipendente defunto

Un dipendente pubblico muore mentre è ancora in servizio, lasciando come unico erede il fratello, non convivente e non a carico. È necessario presentare la dichiarazione di successione e liquidare le imposte di successione per gli importi lordi relativi a trattamento di fine servizio (Tfs), indennità di mancato preavviso e ratei di emolumenti in maturazione? L'importo che sarà liquidato dall'Inps confluirà nel reddito dell'erede e sarà assoggettabile a tassazione separata, con riliquidazione dell'Irpef da parte dell'agenzia delle Entrate, sulla base del reddito medio del biennio precedente dell'erede (relativamente all'importo di Tfs maturato dopo il 31 dicembre 2000)? Dall'imponibile da assoggettare a tassazione separata, va dedotta l'imposta di successione eventualmente pagata?

Lo smart working dall'Italia per un datore di lavoro estero

Un soggetto, rientrato dall'estero nel 2025, è fiscalmente residente in Italia dal 2026 ed è in possesso dei requisiti per accedere al regime degli impatriati. Tale soggetto ha ricevuto una proposta - da una società con sede in Svizzera - per lavorare dall'Italia come dipendente in smart working. Dopo avere letto la risposta dell'agenzia delle Entrate 2/2026, vorrei sapere se, per ottenere la detassazione, questo contribuente deve inviare una richiesta direttamente alla società estera, convalidata dall'agenzia delle Entrate, oppure se la società estera applica le ritenute sull'intero compenso e il dipendente, in sede di dichiarazione dei redditi, ricalcola le imposte detassando il reddito del 50 per cento, e detraendo le imposte già versate alla società svizzera. L'importo che risulta a credito viene direttamente rimborsato dall'agenzia delle Entrate?

Se il lavoratore «rinuncia» il punto 726 della Cu non va compilato

Se un lavoratore con un reddito da lavoro dipendente fino a 20mila euro nel 2025 ha rinunciato formalmente alla ricezione del bonus Irpef di cui all'articolo 1, comma 4, della legge 207/2024, di Bilancio 2025, il datore di lavoro, sostituto d'imposta, deve compilare obbligatoriamente il punto 726 della certificazione unica 2026? La domanda nasce dal fatto che le istruzioni ministeriali dispongono che «nel punto 726 va indicato l’importo della somma che non concorre alla formazione del reddito, che il sostituto d’imposta ha riconosciuto ma non ha erogato al dipendente». Cosa si intende per «riconosciuto»? Potenzialmente spettante?

«Reperibilità» con limiti all’imposta sostitutiva

Il mio quesito fa riferimento alla circolare 2/E/2026 dell’agenzia delle Entrate, nella quale si chiarisce che sono agevolate le indennità di turno e di reperibilità previste dalla contrattazione collettiva. Sono un lavoratore dipendente del settore privato e, in base a un accordo individuale con il datore di lavoro, percepisco mensilmente un’indennità di reperibilità che, nel tempo, è divenuta una voce fissa nel cedolino paga. Chiedo se tale indennità possa beneficiare dell’imposta sostitutiva del 15 per cento, oppure se il fatto che derivi da un accordo individuale - e sia ormai corrisposta in misura fissa - la escluda dall’agevolazione prevista per le indennità di reperibilità contemplate dalla contrattazione collettiva.

Così scatta la detassazione su lavoro festivo e notturno

Vorrei un chiarimento sulla tassazione agevolata relativa alle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale, e alle indennità inerenti al lavoro a turni. La detassazione si applica sulla misura degli importi prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) o su quella, maggiore, applicata dall'azienda? In altre parole, se il Ccnl prevede una indennità di reperibilità pari a cinque euro al giorno e l'azienda eroga invece un importo di sette euro al giorno, su quale importo, al netto dei relativi contributi a carico del lavoratore, si applica la detassazione?

Gli «impatriati» entro il 2023 possono fruire della proroga

Una contribuente straniera, che ha trasferito la residenza in Italia nel 2021 e per i quattro anni successivi ha beneficiato dell'agevolazione "impatriati", vorrebbe accedere alla proroga in modo da estendere l'agevolazione per altri cinque anni. Nel quinquennio, questa persona ha acquistato una casa e ha avuto un figlio. La contribuente dovrà pagare l'imposta sostitutiva del 10% sui redditi dell'anno precedente oppure non dovrà pagare alcunché?

Il quinquennio di proroga per l'impatriato nel 2017

Sono rientrato in Italia per motivi di lavoro nel settembre 2017, trasferendo la residenza mia e della mia famiglia (moglie e figlio minorenne) nello stesso mese. Contestualmente (cioè, sempre a settembre 2017), ho deciso di optare per il regime dei “lavoratori impatriati”. Negli anni seguenti, sono rimasto sempre in Italia, ho acquistato la nostra prima casa e abbiamo avuto un secondo figlio; nel 2022, ho fatto, quindi, domanda di estensione dei benefici per ulteriori cinque anni, a fronte del pagamento della somma una tantum richiesta. Ora, vorrei capire quale debba essere considerato il termine ultimo di validità del regime agevolato.

Se al premio di risultato non viene applicata la tassazione agevolata

Ad aprile 2025, il datore ha erogato un bonus annuale, o premio produttività, di 2.509 euro, quindi inferiore al limite di 3.000 euro. Non ha applicato la tassa piatta del 5% ma l'Irpef a scaglioni e le varie addizionali. Come posso recuperare il mio credito? Sarà possibile farlo nel modello 730/2026 oppure è prevista un'altra procedura?

Arretrati all'ex dipendente con la tassazione ordinaria

Qual è il trattamento fiscale e previdenziale di somme percepite da un soggetto attualmente in pensione, ma relative alla sua precedente attività come dipendente a tempo indeterminato, con qualifica di avvocato dell'ente?

Si paga l’Irpef sui rimborsi spese non documentabili

Un lavoratore va in trasferta in Italia per una giornata, con rientro per la fine dell'orario di lavoro; il datore di lavoro fornisce gratuitamente il vitto della pausa pranzo. È corretto erogare a questo dipendente una indennità esente, nella misura di 30,99 euro, oltre che un rimborso per spese non documentabili, eventualmente sostenute dallo stesso, sempre in occasione della trasferta, fino all'importo massimo giornaliero di 15,49 euro? Si chiede, inoltre, se sia corretto erogare una indennità giornaliera entro il limite di legge, ridotta di un terzo, per la fornitura gratuita di un pasto, a prescindere dalla durata giornaliera della trasferta.

Sanità, quali indennità sono soggette al 15% di tassazione

Quali voci della busta paga dei dipendenti pubblici, appartenenti al comparto Sanità, sono soggette a tassazione separata con aliquota del 15 per cento? Oltre alla produttività, si dovrebbero assoggettare a questa aliquota i differenziali economici di professionalità e le indennità caratterizzanti i vari profili professionali?

Rientro in Italia e acquisto della casa entro il 2023

Il 7 ottobre 2021, un soggetto, già iscritto all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire), ha trasferito la propria residenza in Italia, fruendo delle agevolazioni previste dall'articolo 16 del Dlgs 147/2015 (tassazione sul 30% dei redditi di lavoro dipendente) per il periodo 2021-2025. A giugno 2023, egli ha acquistato l'abitazione principale. Tale soggetto può fruire di una ulteriore agevolazione nel quinquennio 2026-2030, consistente nella tassazione sul 50% dei redditi lavoro dipendente?