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8277 quesiti trovati
L'ok del Garante «allunga» i tempi di videosorveglianza
Un condominio sta valutando l'opportunità di installare un impianto di videosorveglianza (senza controllo da operatore remoto) nell'androne interno del proprio fabbricato, con esclusione di riprese su pubblica via. L'amministratore ha comunicato che la normativa privacy (Gdpr) impone un vincolo di durata massima per la memorizzazione delle registrazioni di sole 24 ore. Ciò ridurrebbe notevolmente l'utilità d'impiego della videosorveglianza durante i comuni periodi di assenza prolungata dalla propria abitazione (per esempio durante le ferie) e in generale nei periodi di minore presenza nei condomini (nel mese di agosto), perché in quei periodi eventuali violazioni o danneggiamenti delle proprietà sarebbero accertati soltanto dopo la cancellazione delle loro registrazioni. Si chiede quindi se sia possibile estendere la durata del tempo di memorizzazione delle immagini interne (a un mese) e mediante quali procedure. Ad esempio, si vorrebbe sapere se sia sufficiente a tale scopo acquisire una liberatoria preventiva da tutti i condòmini e dalle ditte che operano continuativamente o saltuariamente in condominio.
Le ultime volontà espresse soltanto per alcuni beni
Una vedova, senza discendenti né ascendenti, con un solo fratello, lascia per testamento un immobile al fratello e un altro immobile al nipote, figlio dello stesso fratello. Nel testamento nulla è disposto per le rimanenti proprietà, sia immobiliari che mobiliari. Come vengono ripartite queste ultime?
Box pertinenziale, l’affitto disgiunto dipende dal vincolo
Sono proprietario di un immobile con alcuni appartamenti, che ho dato in locazione. Sono stati realizzati dei posti auto pertinenziali a tali appartamenti. Posso dare in locazione i posti auto a persone diverse dagli inquilini?
Sismabonus post permuta, detrazione in dieci anni
Un contribuente ha sottoscritto una permuta nel 2023. La costruzione è stata completata nel 2024 e, sempre nel 2024, è avvenuto l’atto di identificazione catastale. A quel punto, l’immobile è divenuto in possesso di tutti i requisiti per godere della detrazione sismabonus. Poiché la permuta è intervenuta nel 2023, ma, in quell’anno, non sussistevano i requisiti per godere dell'agevolazione sismabonus, il contribuente poteva fruire della detrazione a partire dal 2024, in cinque anni. Dato che nel modello Redditi è possibile ripartire la detrazione solo in 10 anni, secondo la nuova normativa, come si deve procedere?
Il lotto diviso a seguito di fallimento del costruttore
All'interno di un lotto edificatorio è stato realizzato un fabbricato bifamiliare orizzontale, con distanze legali regolari rispetto ai lotti adiacenti. A seguito di fallimento del costruttore, unico proprietario dell’immobile, il fabbricato e la corte sono stati divisi dal consulente tecnico in due lotti a base di gara, secondo i subalterni assegnati dal mappale redatto dal tecnico progettista. Una unità immobiliare è comprensiva di un passo carrabile interno alla corte, assegnato per l'accesso all’abitazione. Il passaggio dista meno di cinque metri dalla porzione di fabbricato dell'altra unità immobiliare (mentre il regolamento comunale richiede una distanza minima di cinque metri dai lotti confinanti). Il fabbricato è costituito catastalmente da un unico mappale, coincidente con il lotto edificatorio, diviso in subalterni. Si chiede se le opere realizzate conformemente al progetto, e preesistenti alla vendita ai due distinti aggiudicatari, compreso il percorso carrabile individuato nel tipo mappale, debbano rispettare le distanze legali dai confini.
Se il credito da bonus edilizio non compare nella piattaforma
Un contribuente nel 2024 e 2025 ha dimenticato di comunicare, nella piattaforma cessione crediti sul sito dell'agenzia delle Entrate, di voler utilizzare il credito da bonus edilizi in compensazione con gli F24. Per tali anni ormai il credito è perso, ma per gli anni successivi, dal 2026 al 2028, può comunicare la volontà della compensazione? Per altri crediti la richiesta è stata effettuata all'inizio di ogni anno e il credito è stato compensato mentre nella piattaforma, quando si clicca di voler portare in compensazione il credito per bonus edilizi il programma dell'agenzia riporta il messaggio "nessun credito presente", anche se i crediti sono presenti nel prospetto del monitoraggio dei crediti tracciabili. Come si può risolvere il problema?
Prima casa con agevolazioni anche ante trasferimento
Un soggetto è in procinto di acquistare un appartamento con i benefici “prima casa”, e vi trasferirà la residenza non appena saranno completati i lavori di ristrutturazione. A lavori iniziati, egli acquisterà due elettrodomestici e alcuni mobili, che rientrano tra quelli per i quali si può fruire del “bonus mobili”. Tale soggetto potrà fruire della detrazione del 50 per cento, sull'arco di 10 anni, di quanto speso per i lavori di ristrutturazione e per i mobili/elettrodomestici, anche se, al momento del sostenimento delle relative spese, non aveva ancora trasferito la propria residenza nell'immobile acquistato?
Se servono lavori «extra» l’inquilino avvisa il locatore
Il quesito riguarda un intervento di lavaggio dell'impianto di riscaldamento a termosifoni, effettuato da un inquilino senza preventiva comunicazione al locatore, e poi addebitato al locatore stesso. Il contratto di affitto prevede che solo la manutenzione straordinaria è a carico del locatore e che qualunque intervento il locatario decida di effettuare dev’essere preventivamente comunicato al locatore. Nella situazione descritta, tocca effettivamente al proprietario dell’appartamento pagare le spese per l’intervento effettuato?
È nulla la tabella da cui non risultano 1000 millesimi
Dalla verifica delle tabelle millesimali del condominio, ho riscontrato che i millesimi attribuiti alla mia unità immobiliare risultano errati in tutte le tabelle di ripartizione. Ho chiesto più volte all’amministratore la correzione mediante redazione di una nuova tabella millesimale, conforme allo stato di fatto, ma l'intervento è stato sempre rinviato, costringendomi ad avviare una procedura di mediazione, alla quale l’amministratore non ha partecipato. Nella successiva assemblea l’amministratore ha proposto una modifica limitata esclusivamente alla mia unità e a quella del vicino, giustificandola con l’elevato costo di revisione complessiva delle tabelle. L’assemblea ha approvato tale modifica parziale. Si rileva che numerose unità condominiali hanno nel tempo eseguito modifiche edilizie rilevanti (trasformazione di balconi in verande, chiusura di logge, spostamenti di vetrate delle logge eccetera), con alterazione dei parametri originari di calcolo delle superfici abitative. Si chiede se è legittima una modifica parziale delle tabelle millesimali e se la delibera adottata è valida oppure affetta da nullità o annullabilità.
«Prima casa»: le condizioni per chi risiede all'estero
Mio figlio, attualmente residente all'estero, dove lavora, e iscritto all'Aire (anagrafe degli italiani residenti all'estero) fin dal 2018, sta pensando di acquistare un'abitazione a Milano, senza però trasferirvi la sua residenza. Vorrei sapere se potrà beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per la “prima casa” considerato che: - è nato nel 1994 a Rovigo; - ha avuto la residenza anagrafica dal 1994 al 2018 in un paese in provincia di Padova; - dal 2013 al 2016, ha frequentato come “studente fuori sede” una università a Milano, soggiornando in una residenza universitaria nella stessa città; - dal 2017 si è trasferito a Londra, per proseguire il suo percorso di studi; - nel 2018, ha trovato lavoro in una società inglese e si è trasferito nel Regno Unito, procedendo anche alla iscrizione nei registri Aire; - dal 2018 lavora e vive all’estero; - non possiede altri immobili nel territorio italiano.
Quali paletti al cambiamento della destinazione d'uso
Sono proprietario di un ufficio ubicato in un complesso a facciata continua, dove tutte le unità immobiliari fuori terra sono accatastate a uso ufficio (A/10). Vista la scarsa domanda di tale tipologia di immobile, vorrei trasformarlo in abitazione, da adibire a locazione a breve termine o per studenti universitari. È possibile effettuare questo cambio di destinazione, tenendo conto che le altre unità resterebbero adibite a terziario?
Il delegato non condomino può fare il segretario
L’articolo 67, secondo comma, delle disposizioni di attuazione del Codice civile prevede che, «qualora un’unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell’assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell’articolo 1106 del Codice». ll regolamento contrattuale del condominio nel quale risiedo afferma, a proposito dell’assemblea condominiale, che essa, «sia ordinaria che straordinaria, nomina di volta in volta fra gli intervenuti un presidente che si farà assistere da un segretario di sua fiducia». Si chiede se può essere nominato segretario dell’assemblea il consigliere delegato di una Srl, anche se non è un condomino.





