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1275 quesiti trovati
Post compensazione il credito acquistato diventa imponibile
Un architetto, titolare di partita Iva, acquista crediti d’imposta relativi al superbonus, a un prezzo inferiore al valore nominale, utilizzandoli in compensazione tramite F24. Si chiede quale sia la corretta qualificazione fiscale del differenziale positivo, considerato che l’articolo 54 del Tuir (Dpr 917/1986) non lo comprende tra i redditi professionali. Si domanda se tale provento debba essere tassato al momento della compensazione e, in caso affermativo, se vada indicato nel quadro RL del modello Redditi Pf, e in quale rigo.
L'addebito al cliente di spese documentate non va nella Cu
Ho ricevuto, da un notaio, una fattura che riguarda esclusivamente l'addebito di spese documentate, ex articolo 15 del 633/1972, senza alcun compenso. Essendo l'unico documento emesso nell'anno dal professionista nei miei confronti, va comunque certificato, esponendolo nel punto 7 della certificazione unica 2026?
La parcella pagata con crediti superbonus relativi a più anni
Un professionista ha ricevuto dal cliente, che è un'impresa di costruzione, alcuni crediti da superbonus a titolo di pagamento delle parcelle emesse nel 2025, per un importo di 10mila euro. I crediti sono relativi agli anni 2025, 2026 e 2027. Il compenso di 10mila euro va dichiarato nel 2025 oppure va ripartito in base alla scadenza dei crediti?
I tempi per restare in forfait se si eredita una quota di Snc
Un professionista forfettario riceve in eredità una quota di una Snc. Il decesso del parente è avvenuto a fine 2025 e l'iscrizione del professionista come socio è avvenuta in visura a gennaio 2026 (data dell'atto di nomina). Il professionista, per mantenere il regime fiscale agevolato, dovrà cedere la quota entro la fine del 2026 - rilevando la «data dell'atto di nomina» presente in visura - o avrebbe dovuto cedere la quota già entro il 31 dicembre 2025, rilevando la data del decesso del de cuius?
Per i soggetti forfettari non ci sono detrazioni Irpef
Nel 2025, un medico, titolare di partita Iva, in regime forfettario, ha conseguito redditi derivanti esclusivamente da sostituzioni di medici di base e da servizi di continuità assistenziale (ex guardia medica). In sostanza, ha guadagnato solo dalla libera professione in regime forfettario. Questo soggetto può fruire di detrazioni Irpef personali, legate, per esempio, a spese mediche, interessi del mutuo o ristrutturazioni edilizie, oppure, per fruirne, è necessario il conseguimento di ulteriori redditi soggetti a Irpef?
Uscita dal forfait l’anno dopo l’ingresso in studio associato
Un lavoratore autonomo (professionista) - in regime forfettario, con partita Iva individuale - intende entrare, in corso d’anno, in uno studio associato (associazione professionale non Stp, studio tra professionisti). Fino alla data di ingresso nello studio, il professionista emetterà fatture in regime forfettario, senza applicazione di Iva e senza ritenuta d’acconto, con le consuete diciture. Dalla data di ingresso, l’attività nei confronti dei clienti verrà svolta e fatturata dallo studio associato in regime ordinario, sporadicamente dal professionista stesso. L’ingresso nello studio associato in corso d’anno, quale causa ostativa al regime forfettario, comporta l’obbligo di rettificare le fatture già emesse in tale regime prima dell’ingresso (con conseguente applicazione/versamento di Iva e ritenute) oppure le fatture emesse fino a tale data restano valide e l’eventuale uscita dal forfait produce effetti solo per il futuro (e/o dall’anno successivo)? Si chiede, inoltre, di indicare la decorrenza dell’eventuale uscita dal regime forfettario in questo caso, ossia se l'uscita dal regime avverrà in corso d’anno o dall’anno successivo.
Naspi nel conto dei 35mila € solo se è «anticipata»
Un contribuente ha perso il lavoro nel 2025 e ha, quindi, chiesto l'indennità di disoccupazione Naspi (nuova assicurazione sociale per l'impiego). Avendo intenzione di aprire la partita Iva nel 2026, per avviare un'attività di lavoro autonomo, egli vuole chiedere l'erogazione della Naspi anticipata. Tale soggetto, che non è stato titolare di partita Iva negli ultimi sei anni, può accedere al regime forfettario con aliquota agevolata del 5 per cento? Nel calcolo dei redditi percepiti nel 2025, deve tenere in considerazione anche la Naspi?
L'ambulatorio comprato nel 1997 e rivenduto nel 2026
Un medico ha acquistato il suo ambulatorio nel 1997 e lo ha iscritto nel libro cespiti, senza dedurre alcun ammortamento. Nel 2026, questo soggetto vende l'ambulatorio. In base al nuovo articolo 54 del Dpr 917/1986, Tuir, la vendita dell'ambulatorio è soggetta a tassazione in base al principio di onnicomprensività, oppure non è tassabile, dato che il medico non ha potuto dedurre alcun ammortamento?
Se l'architetto usa lo studio da lui realizzato come impresa
Un architetto ha un'attività d'impresa, separata da quella professionale, con la quale, nel 2010, ha realizzato tre immobili (due appartamenti, attualmente locati, e un ufficio). I tre immobili sono iscritti nel libro cespiti. Essendo l'impresa una ditta individuale, in contabilità semplificata, ogni anno va compilato il quadro RG del modello Redditi, per dichiarare i canoni dei due immobili abitativi locati. L'ufficio viene utilizzato dal professionista e, per tale immobile, non è mai stato effettuato l'ammortamento, in quanto esso è stato costruito dall'impresa, ma, una volta ultimato, è stato utilizzato come sede del professionista. È corretto non effettuare l'ammortamento dell'immobile strumentale? Le eventuali spese di manutenzione ordinaria di questo immobile vanno dedotte con l'indicazione nel quadro RG o nel quadro RE, dato che lo studio è utilizzato dal professionista?
L'apicoltore in esonero può aggiungere un Ateco in forfait
Un soggetto, titolare di una partita Iva agricola per l'attività di apicoltore, in regime di esonero, ex articolo 34 del Dpr 633/1972, intende avviare un'attività di consulenza, attivando un secondo codice Ateco sulla stessa partita Iva. In merito a questa attività di consulenza, può optare per il regime forfettario, ex legge 190/2014, di Stabilità per il 2015?
Riconducibilità tra attività: si considerano anche gli Ateco
Un contribuente apre la partita Iva come consulente in procedure per appalti pubblici (codice 70.20.09 - Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a). Inizialmente, il committente sarà una Srl i cui soci sono i suoi genitori, che esercitano l'attività di pulizia (codice 81.22.09 - Altre attività di pulizia di edifici e pulizia industriale n.c.a). Tale soggetto può applicare il regime forfettario, ex legge 190/2014?
Flat tax anche su prestazioni «incassate» dagli eredi
A maggio 2025, è deceduto un ingegnere che adottava il regime forfettario. Gli eredi hanno mantenuto la partita Iva del professionista, con cui stanno fatturando le prestazioni ancora da incassare, sempre in regime forfettario. Si chiede se il comportamento è corretto e, cioè, se gli eredi non devono applicare l'Iva sulle fatture emesse, sempre a nome dell'ingegnere, successivamente al decesso. Inoltre, è dubbia la situazione reddituale: gli eredi possono applicare anche sulla propria dichiarazione l'imposta sostitutiva? Se sì, su quale base imponibile? Sul reddito, con percentuale dei forfait, e dedotti i contributi? Oppure devono dichiarare tali compensi nel quadro RM, a tassazione ordinaria, con opzione per la tassazione separata?





