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La locazione di fabbricati e il regime forfettario

Un soggetto possiede un immobile A/10. Loca tale immobile alla figlia, che apre partita Iva con codice Ateco 68.32.01 (Gestione di beni immobili per conto terzi) e che, a sua volta, subloca l'immobile A/10 a un dentista. La figlia può aderire regime forfettario con questo codice e svolgere tale attività?

Tasse ordinarie su compensi per prestazioni in Vaticano

Si chiede se un reddito di lavoro autonomo per prestazioni nei confronti del Vaticano è un reddito non assoggettato a tassazione in Italia e, quindi, non va dichiarato, pur emettendo la fattura elettronica N2.1 (operazioni non soggette a Iva).

I redditi prodotti dalla Srl odontoiatrica in trasparenza

Una Srl odontoiatrica opera in regime di trasparenza fiscale. I due unici soci, entrambi dentisti, eseguono le prestazioni verso i pazienti, mentre le fatture ai pazienti stessi vengono emesse dalla società. In questa situazione, i soci-medici devono emettere fattura alla Srl per le prestazioni effettuate, oppure è sufficiente che partecipino all’utile attribuito dalla società, in base alla trasparenza fiscale? I redditi dei soci devono essere dichiarati nel quadro RH o nel quadro RE della dichiarazione dei redditi?

I 5 anni agevolati decorrono dalle operazioni preliminari

Un contribuente, nel 2025, ha aperto la partita Iva (modello AA9), con regime forfettario, senza iscrizione alla Camera di commercio, in quanto non svolge ancora l'attività. Essa partirà nel 2026, con la conseguente emissione dei primi ricavi e corrispettivi, e nello stesso anno ci sarà l’iscrizione alla Camera di commercio. Per questo soggetto, la necessità di aprire la partita Iva già prima di svolgere l'attività è insorta perché i fornitori glielo hanno chiesto (ad esempio, per sottoscrivere un contratto di leasing per l'auto). Il conteggio dei cinque anni in regime forfettario, con aliquota agevolata del 5 per cento, può partire dal 2026, oppure deve partire dal 2025?

Cessione a rate dello studio: vale il principio di cassa

Un dentista cede, per circa 350mila euro, il suo studio (“costituito” da macchinari e avviamento) a un collega. Entrambi i professionisti sono in regime semplificato; il pagamento avverrà in tranche mensili e durerà circa 15 anni. La plusvalenza verrà tassata in base al principio delle rate incassate, e, quindi, lungo l’arco per i 15 anni, o va inserita per intero nel quadro RL della dichiarazione dei redditi relativa all’anno di cessione dell'azienda?

Forfait e Ss di investimenti possono essere incompatibili

Un libero professionista svolge, dal 2020, attività di lavoro autonomo in forma individuale, adottando il regime forfettario per la determinazione del proprio reddito professionale. Lo stesso soggetto ha costituito, nel 2025, una società semplice (Ss) con i propri familiari, finalizzata a investire in beni mobili e immobili, e ad acquisire partecipazioni in alcune società commerciali (sia in società di persone che in società di capitali). Il lavoratore autonomo, che, per effetto di tali investimenti, riceverà un reddito da partecipazione nella società semplice, potrà continuare ad adottare il regime forfettario per lo svolgimento della sua attività di lavoro autonomo in forma individuale?

Lavoro sportivo: ogni introito concorre al tetto dei 15mila €

È possibile svolgere attività di lavoro sportivo dilettantistico con partita Iva, in regime forfettario (codice Ateco 85.51.01 - Insegnamento di pilates fornito da insegnanti e istruttori indipendenti), e, nel contempo, stipulare un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con un'associazione sportiva dilettantistica (Asd), come tecnico sportivo dilettante, incaricato delle organizzazione delle attività sportive dell’Asd? Il contratto di co.co.co prevede 24 ore settimanali, al netto della eventuale assistenza agli atleti impegnati in attività agonistiche. Nel calcolo della soglia di 15mila euro, per l'esenzione dalla ritenuta d'acconto ai fini della compilazione dell'autocertificazione, che tale soggetto deve rilasciare all’Asd che gli eroga il compenso come tecnico sportivo, questo soggetto deve tenere conto anche degli incassi relativi alla partita Iva, oppure solo degli introiti derivanti dal contratto di co.co.co?

No al forfait pur in presenza della partita Iva del de cuius

Gli eredi di un consulente del lavoro, deceduto nel 2024, mantengono la partita Iva aperta in regime semplificato, per la fatturazione dei crediti pregressi. Se, nel 2025, non verrà superato il limite di 85mila euro, sarà possibile applicare il regime forfettario anche nel 2026?

Quando l’ostacolo è costituito dalle fatture all’ex datore

Un infermiere ha aperto la partita Iva a marzo 2024, in regime semplificato, dopo avere cessato, nello stesso mese, il rapporto di lavoro dipendente. Nel 2025, questo soggetto è passato al regime forfettario. Siccome egli fattura anche al vecchio datore di lavoro, si chiede se la clausola ostativa al regime forfettario (fatturazione in misura prevalente all'ex datore di lavoro) vada comunque applicata, oppure se il primo anno in regime semplificato consente di evitarla. Nel caso in cui la clausola ostativa operasse, i due periodi d'imposta precedenti da considerare sono il 2024 e 2025?

Non è reddito il riaddebito del professionista per il coworking

Un professionista in regime forfettario svolge la sua professione in un immobile di proprietà e intende concedere in uso, per alcuni giorni alla settimana, alcuni spazi attrezzati con strumenti, utenze e cancelleria e la sala di attesa, concludendo un contratto di servizi. Il corrispettivo pattuito è attratto nel suo reddito professionale o può assumere natura di riaddebito spese e pertanto va considerato fiscalmente neutro?

Se la parcella è pagata con crediti da superbonus

Un cliente paga la parcella di un ingegnere, emessa nel 2025, cedendogli crediti fiscali, derivanti dal superbonus e scadenti nelle successive annualità (2026, 2027 e 2028). I crediti sono ceduti tutti in blocco, con un'unica operazione. L'ingegnere, in regime di cassa, deve dichiarare avvenuto l'incasso al momento dell'accettazione, sul cassetto fiscale, di tutti i crediti, oppure deve dichiarare l'incasso nell'anno in cui i singoli crediti sono utilizzabili? Nel caso specifico, i crediti utilizzabili nel 2028, ma ceduti e accettati nel 2025, vanno dichiarati con i redditi del 2025 o del 2028?

Attività pregresse bloccano l’accesso con il 5 per cento

Un cittadino italiano si è trasferito in Francia, dove si è laureato e ha ottenuto l’abilitazione professionale forense, aprendo una partita Iva francese. Questo soggetto ha successivamente deciso di trasferirsi in Italia e di aprire una partita Iva italiana, aderendo al regime forfettario. Si chiede se egli può beneficiare del regime forfettario e godere della tassazione agevolata al 5 per cento, prevista per chi inizia una nuova attività, non avendo mai esercitato la professione legale in Italia. L’attività professionale in Italia potrebbe essere svolta a favore dello studio legale francese con il quale questo soggetto ha collaborato negli ultimi due anni.