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Il recesso post rivalutazione non sempre paga la ritenuta

In una società a responsabilità limitata, un socio ha rivalutato le quote e versato l'imposta sostitutiva. Se, successivamente, il socio recede, l'importo da erogare allo stesso è, comunque, soggetto alla ritenuta del 26 per cento?

Gli utili non distribuiti della Sas che diventa Srl

Una società in accomandita semplice ha debiti verso i soci, per utili maturati negli anni. Lo statuto della Sas prevede che il 10% degli utili vengano accantonati a riserva statutaria e che il restante 90% sia ripartito tra i soci, in ragione del rispettivo conferimento del capitale sociale. Per mancanza di disponibilità finanziarie, tuttavia, la quota del 90% non sempre è stata distribuita e, quindi, si sono formati debiti della società nei confronti dei soci. La Sas ha, ora, deciso di trasformarsi in società a responsabilità limitata. Si chiede se, in sede di trasformazione, quei debiti verso i soci possano essere accantonati a riserva ante trasformazione non tassabile. In alternativa, se i soci rinunciano al credito e il debito viene girato a versamento in conto capitale, quando quest’ultimo verrà distribuito, sarà tassato oppure no, derivando da utili già tassati per trasparenza in capo ai soci?

Il Comune incassa i dividendi senza subire ritenute Ires

Un Comune deve incassare un dividendo da un consorzio, iscritto al Registro delle imprese come Srl. Il consorzio è partecipato al 99,90% dal Comune e svolge un'attività di tipo non istituzionale. Il dividendo dev'essere assoggettato a ritenuta alla fonte?

Ops, pure lo scambio di azioni è soggetto a ritenuta del 26%

Lo scorso settembre, ho aderito all'offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata dalla banca Monte dei Paschi di Siena (Montepaschi) sulle azioni di Mediobanca. Ho ceduto tutte le mie azioni Mediobanca, ricevendo in cambio un determinato numero di azioni Montepaschi più un conguaglio in denaro. La banca che gestisce il mio dossier titoli mi ha addebitato oltre settemila euro, a titolo di imposta sostitutiva del 26 per cento. Poichè non ho “passato” un ordine di vendita, bensì lo scambio di "carta" contro "carta", vorrei sapere in base a quale norma di legge è stata effettuata questa ritenuta.

Minusvalenze compensate con il trasferimento di titoli

Mia moglie ha un conto e un dossier titoli in due banche diverse (A e B). Nella banca B ha accumulato una minusvalenza di 2600 euro con scadenza 31 dicembre 2025. Sarebbe possibile trasferire dalla banca A alla banca B delle azioni X, la cui vendita in banca B potrebbe compensare la minusvalenza?

Credito Iva compensabile con la ritenuta sui dividendi

Una Srls, con socio unico, ha deliberato la distribuzione di utili per un importo pari a 100mila euro, e il verbale di distribuzione è già stato registrato all'agenzia delle Entrate. Considerando che la ritenuta sugli utili sarà del 26 per cento, e avendo la società un credito Iva elevato (come risulta dalla dichiarazione Iva già presentata, con il visto di conformità), è possibile compensare la ritenuta sugli utili con il credito Iva del 2024?

Nessuna imposta sull'utile distribuito eccedente il Cpb

Una Srl con unico socio ha optato, per il triennio 2024-2026, per il regime di tassazione per trasparenza ex articolo 116 del Tuir (Dpr 917/1986). Inoltre per i periodi 2024-2025 ha aderito al concordato preventivo biennale (Cpb). Al termine del 2024 risulta un reddito d’impresa effettivo maggiore rispetto a quello concordato e viene deciso di distribuire l’intero utile netto prodotto. Essendo in presenza di Cpb si chiede se per la parte di utile netto distribuito eccedente il reddito concordato tassato in capo al socio, non sia necessaria alcun tipo di tassazione.

La quota che dev'essere liquidata all'erede del socio

È deceduto mio padre, socio al 50% di una società in nome collettivo. Lo statuto sociale prevede la liquidazione all'erede della quota. Nella denuncia di successione che ho presentato, ho indicato il valore della quota come da ultimo bilancio disponibile (250mila euro). Il socio superstite mi chiede di andare dal notaio, formalizzare la liquidazione della quota (275mila euro) e firmare l'atto. Volevo capire se questa procedura è corretta, se devo pagare imposte sui 25mila euro di differenza e se, per la società, il pagamento diventa un costo.

Ritenuta del 26% sulla quota di Srl liquidata a un erede

In una società a responsabilità limitata, alla morte di uno dei soci, il suo unico erede, in accordo con le norme statutarie, decide di non subentrare nella società. La Srl applica, pertanto, le norme relative al recesso e liquida la quota all'erede, accrescendo proporzionalmente le quote di capitale dei soci superstiti. Il credito è già stato inserito nella dichiarazione di successione, quale credito da incassare. In fase di dichiarazione dei redditi, l'erede, che ha esercitato il recesso, ha qualche onere fiscale?

Chi è abilitato alla perizia di stima delle partecipazioni

Si chiede se, dopo le novità introdotte dalla legge di Bilancio per il 2025 (n. 207/2024), sia ancora consentita ai periti iscritti alla Camera di commercio, come nelle precedenti annualità, la redazione della perizia di stima per la rivalutazione delle partecipazioni di società non quotate.

Come va tassata la riserva di capitali distribuita a soci

A febbraio 2024, abbiamo costituto una holding Srl di famiglia attraverso il conferimento di partecipazioni che io, mio fratello e mio padre avevamo nella nostra società operativa (conferimento a realizzo controllato, ex articolo 177 del Tuir, Dpr 917/1986). La holding è stata costituita con capitale sociale di 50mila euro e riserva sovrapprezzo di 610mila euro. Come soci, io e mio fratello abbiamo il 20% ciascuno, mentre mio padre ha il 60 per cento. A dicembre, 2024 la holding Srl ha distribuito dividendi per 200mila euro, che non sono stati tassati, perché ci è stato detto che la riserva distribuita è una riserva di capitali, e non una riserva di utili, ragion per cui non andava tassata. È corretto?

Il calcolo della plusvalenza se si cede la partecipazione

Una Sas (società in accomandita semplice) è composta da quattro soci, tra loro familiari. Uno di loro (gestore effettivo dell'azienda) ha prelevato, negli anni, utili superiori rispetto a quelli a lui imputati, mentre gli altri, al contrario, hanno prelevato solo in minima parte la loro quota. Ora, gli altri tre soci decidono di vendere la loro partecipazione. Ai fini della determinazione della plusvalenza, si chiede se sia corretto determinarne il costo considerando solo gli utili effettivamente prelevati, indipendentemente dal fatto che il quarto socio abbia prelevato anche parte degli utili degli altri tre.