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383 quesiti trovati
L'accertamento di conformità per l'ex rurale ora abitativo
Abito in una costruzione di mia proprietà, che risale a prima del 1900. Negli atti notarili più datati era indicata come fabbricato rurale ma, quando è stato acquisita da mio padre, nel 1987, il geometra incaricato della pratica ha elaborato e presentato al Nuovo catasto urbano le planimetrie dell’immobile, accatastandolo come abitazione civile. Negli ultimi mesi mi sono affidato a un professionista, avendo intenzione di eseguire alcuni lavori di manutenzione che rientrano fra quelli che possono godere degli attuali benefici fiscali, ma dopo una verifica all’ufficio tecnico comunale è emerso che per l'immobile non sono presenti autorizzazioni edilizie rilasciate dal Comune, a eccezione di quella per il rifacimento del tetto in getto di calcestruzzo. Pertanto, prima di intraprendere eventuali lavori di manutenzione, occorre “regolarizzare” l’immobile in sanatoria. Vorrei sapere quando si doveva provvedere al deposito delle planimetrie per un immobile che di fatto è rilevato dalle mappe catastali di fine ‘800, e in che cosa consiste, anche per quel che riguarda le sanzioni, la sanatoria. Non ritengo, ad ogni modo, che si possa trattare di un immobile “fantasma”, in quanto le imposte a esso relative sono sempre state pagate.
Cila, Scia e Docfa mendaci: rischio di «falso ideologico»
Scia (segnalazione certificata di inizio attività), Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata), PreGeo (pretrattamento atti geometrici) e Docfa (aggiornamento Catasto dei fabbricati) sono comunicazioni alle amministrazioni pubbliche aventi carattere di autocertificazione. Se queste non sono veritiere, possono esserci conseguenze penali?
La cantina resta tale anche dopo l'installazione del bagno
Ho recentemente acquistato un locale di categoria C/2, di circa 50 metri quadrati. Lo stesso è pertinenziale alla mia abitazione, anche se è ubicato in una palazzina non facente parte dello stesso complesso immobiliare, ma posta a 30 metri di distanza dall'immobile in cui abito. Non intendo chiedere al Comune alcun mutamento di destinazione, avendo intenzione di continuare a utilizzare il locale come cantina, e considerata l'esiguità della superficie vetrata (meno di un ottavo della superficie calpestabile). È possibile realizzare un bagno in questo locale C/2, tenendo anche conto della sentenza del Consiglio di Stato, n. 4630/2013, relativa a un immobile di categoria C/6?
Solo la doppia conformità sana la veranda abusiva
Circa trent’anni fa ho installato una veranda di 2,50 metri quadrati sul poggiolo interno del mio appartamento, di complessivi 135 metri quadrati, ottenendo l’autorizzazione condominiale, ma in assenza di permesso di costruire. Vorrei sapere se è possibile sanare l’abuso, che non rientra nel decreto "Salva casa" (Dl 69/2024), dal momento che appare rispettato il requisito del 2% di tolleranza (previsto già, anteriormente al decreto citato, che semmai ora, in casi come il mio, li ha ampliati al 5 per cento). In caso di risposta positiva, quale procedura va seguita, e quali sono i costi?
L'area «a verde» occupata blocca la vendita della casa
Sono proprietaria di un'abitazione singola, con giardino pertinenziale sussistente su un'area a lotto intercluso, la cui costruzione è iniziata coi il rilascio della concessione edilizia nel 2001 e si è conclusa con l'ottenimento dell'agibilità nel 2003. Ora vorrei vendere il suddetto immobile, ma, nel verificare le consistenze edificate ho riscontrato una difformità di costruzione relativa all'ingresso nella proprietà. Nello specifico si tratta del cancello d'ingresso, che è stato realizzato appropriandosi di circa otto metri quadrati di area destinata a verde nella convenzione di lottizzazione. Questa modifica, in fase di costruzione, si è necessaria perché l'estrema pendenza del terreno impediva di accedere con qualsiasi mezzo. Preciso, inoltre, che nel 2011 l'amministrazione comunale ha richiesto il completamento delle opere di urbanizzazione primaria della lottizzazione e la comunicazione di fine lavori delle stesse agli uffici preposti, ma, nonostante le opere siano state ultimate, non vi è stata alcuna verifica e successiva acquisizione delle aree da parte del Comune, come da convenzione di lottizzazione. Vorrei sapere se possono esserci delle conseguenze e se l'immobile può essere venduto in questa condizione, magari ricorrendo all'usucapione per la parte di terreno su cui insiste il cancello.
L'ascensore con cavi elettrici che passano da un alloggio
Di recente, durante lavori di ristrutturazione, ho scoperto che i cavi elettrici condominiali per l'alimentazione a 380V dell'ascensore passano nel nostro appartamento, esattamente pochi centimetri sotto il nostro pavimento. Vorremmo sapere se una tale condizione è a norma e se ci sono i presupposti per chiedere all'amministratore del condominio di rimuovere tali cavi dalla nostra proprietà.
L'integrazione non sana l'immobile omesso nella domanda di condono
Un mio cliente ha presentato un'istanza di condono edilizio ex legge 724/1994 nella quale erroneamente ha inserito solo l'ampliamento dell'abitazione omettendo quello di un deposito esistente. Poiché l'istanza di condono è ancora pendente, vorrei sapere se in fase di integrazione documentale per la definizione del condono è possibile inserire anche l'ampliamento del deposito allegando e fornendo all'amministrazione la documentazione a supporto circa l'esistenza dell'ampliamento già presente nei termini temporali dell'abuso commesso.
Per le «luci» non sono previste distanze dal fondo confinante
La parete di un fabbricato urbano, di vecchissima costruzione, confina con un cortiletto di terzi. Nella parete esiste una finestra, munita di inferriata fissa, che si affaccia direttamente sul cortile. Le dimensioni dell'apertura sono di 60 x 90 centimetri, con 103 centimetri di altezza del davanzale dal piano del pavimento interno e 180 centimetri dal piano del cortile. Di recente il proprietario del cortile ha coperto l'area con una struttura metallica leggera, fissa, a forma di volta, e su tale struttura ha fatto crescere del verde molto compatto, che, in pratica, toglie ogni luce all'apertura. Si chiede se la finestra sia regolare e se la costruzione della copertura del cortile non debba rispettare qualche arretramento dalla parete finestrata, ed eventualmente in che misura.
Edifici irregolari, Salva casa anche su singoli alloggi
Un immobile, costruito nel 1968/69, con autorizzazione datata 11 luglio 1968, e costituito da sei appartamenti, è stato oggetto di vendita giudiziaria nel 1974. Uno di questi appartamenti è pervenuto a me per successione: infatti, nel 1974 mio padre lo aveva comprato dall’aggiudicatario della vendita giudiziaria. Da una verifica fatta in questi giorni sono emerse delle irregolarità rispetto al progetto iniziale. In particolare: - diversa altezza “dal presunto piano terra al piano rialzato”, ricavando un appartamento, un garage e dei posti macchina; - un appartamento realizzato sul terrazzo di copertura; - nel mio appartamento, un balcone più piccolo rispetto a quanto autorizzato. Lo stato attuale dell’immobile, con tutte le irregolarità emerse, è quello descritto a suo tempo dal consulente tecnico d'ufficio (Ctu), che nella sua relazione fa riferimento all’autorizzazione del Comune, ma non menziona irregolarità. Posso avvalermi del decreto “Salva casa” per sanare l’irregolarità del mio appartamento? Oppure è necessario sanare in contemporanea anche le altre irregolarità che interessano l’immobile? A quali norme si può eventualmente fare riferimento per chiedere la sanatoria? Si può invocare il lungo tempo trascorso?
Come sanare l'immobile difforme costruito ante 1967
Dal 1983 sono proprietario di un appartamento in un edificio costruito nel 1964. L'alloggio presenta notevoli differenze rispetto alla planimetria catastale, tutte risalenti al periodo precedente il mio acquisto. Vorrei sapere se, in questa situazione, l’immobile è trasferibile per donazione o successione ai miei figli o può essere messo in vendita, e come posso evitare problemi ai miei eredi.
Nella planimetria antincendio anche l'abuso da regolarizzare
Si chiede quale dev'essere la condotta di un ingegnere che, nel corso di un sopralluogo nell'opificio di un cliente per la redazione della planimetria antincendio, rileva la presenza di un piccolo "copri-scopri" non denunciato al Catasto (e pertanto abusivo). L'ingegnere, dopo aver invitato il cliente a regolarizzare la posizione, deve inserire comunque il "copri-scopri" nella planimetria, oppure no?
La proroga della «fine lavori» per la Scia che scade a maggio
La legge 15/2025, di conversione del Dl 202/2024 (cosiddetto Milleproroghe 2025), estende di ulteriori sei mesi i termini di inizio e ultimazione dei lavori, nel settore dell’edilizia privata, per i permessi di costruire e le Scia (segnalazioni certificate di inizio attività) rilasciati entro il 31 dicembre 2024. Ho presentato una Scia alternativa (cosiddetta super Scia) a maggio 2022, la quale, pertanto, dovrebbe scadere a maggio 2025. Se volessi fruire della proroga, i nuovi termini di ultimazione lavori scadranno a novembre 2025 oppure più avanti ancora?





