Immobili
Risultati Ricerca
308 quesiti trovati
La polizza vita in caso morte non cade in successione
Una polizza sulla vita in caso morte (a prevalente contenuto finanziario) vede come beneficiari gli eredi legittimi in parti uguali. Al momento della stipula del contratto gli eredi legittimi erano tre; uno di questi, con due figli, è morto prima dell’assicurato. A seguito, poi, della morte dell’assicurato, la polizza è stata erogata ai due eredi superstiti, mentre ai due figli del soggetto deceduto in precedenza viene richiesta, per lo sblocco della somma a loro spettante, la dichiarazione di successione, integrata con la somma della polizza da sbloccare. L’importo, ingente, del premio aumenta l’asse ereditario del premorto, con il conseguente pagamento delle imposte? Oppure la somma, derivante da una polizza vita, che normalmente non entra in successione, non aumenta l’asse ereditario e, quindi, non sconta le imposte di successione?
Libero da obblighi il testatore che ha solo fratelli e nipoti
Non sono mai stata sposata, non ho figli e ho due fratelli, più anziani di me: uno con due figli, che sta divorziando, e uno sposato senza figli. Volendo procedere alla stesura del mio testamento, chiedo se posso destinare i beni in percentuali diverse ai miei due fratelli e, qualora io sopravvivessi a entrambi, se posso escludere i loro figli e le loro consorti (o ex consorti) ancora viventi, indicando altri beneficiari.
L’erede ha la possibilità di revocare la rinuncia
Nel 2024 è venuta a mancare una vedova, che ha lasciato come eredi, senza testamento, tre figli. A maggio 2025 una figlia, con prole maggiorenne, ha rinunciato all'eredità, e a ottobre 2025 è stata presentata la dichiarazione di successione, indicando come eredi i due fratelli restanti. Volendo questi ultimi vendere l'immobile caduto in successione, il notaio ha “contestato” la regolarità della dichiarazione, in quanto non tiene in considerazione i figli della rinunciante. È possibile presentare una dichiarazione di successione integrativa, includendo il nome della figlia rinunciante e, quindi, senza tenere conto dell'atto di rinuncia effettuato a maggio 2025?
Se i nomi sui documenti si sono «ridotti» da due a uno
In un atto pubblico degli anni 70, relativo all'acquisto di un immobile da parte mia, fui identificato con due nomi di battesimo, così come era riportato sulla patente di allora. Successivamente, mi sono state rilasciate la patente e la carta d'identità elettronica con un solo nome. In caso di successione, i miei eredi potrebbero avere problemi a causa di questa difformità? Oppure basterà citare il solo nome con cui sono identificato attualmente?
Quali vincoli all’istituto della rappresentazione
Vorrei il parere dell'esperto su un caso di successione legittima in cui eredi del defunto sono la moglie e l'unica figlia della coppia. La moglie (ora vedova) aveva avuto, da due uomini diversi, altri due figli. Nel caso in cui ella rinunci all’eredità, chiedo se la sua quota del 50% si devolverà: - a favore dei suoi tre figli, che succederanno per rappresentazione alla madre; - a favore della sola figlia del de cuius, la quale potrà così ereditare l'intero patrimonio.
Le ultime volontà espresse soltanto per alcuni beni
Una vedova, senza discendenti né ascendenti, con un solo fratello, lascia per testamento un immobile al fratello e un altro immobile al nipote, figlio dello stesso fratello. Nel testamento nulla è disposto per le rimanenti proprietà, sia immobiliari che mobiliari. Come vengono ripartite queste ultime?
Se il defunto lascia debiti verso l'agenzia delle Entrate
Nel caso in cui si accetti una eredità con beneficio di inventario, per la presenza di ingenti debiti da parte del defunto con l'agenzia delle Entrate, i beni presenti nell’asse ereditario dovranno essere venduti dall'erede o sarà l'Agenzia a metterli all'asta?
La rinuncia abdicativa alla casa abbandonata ha i giorni contati
Sono comproprietario di una vecchia casa situata in centro storico. Posso donarla allo Stato o al Comune, visto che, di fatto, è abbandonata da anni. Quali oneri e responsabilità permangono in testa al donante?
Testamenti olografi, i notai non giudicano la validità
Mia madre ha redatto un testamento olografo con il quale lascia ogni bene a me, dal momento che l'accudisco 24 ore su 24. I miei fratelli sono d'accordo. Quando verrà il momento di procedere alla successione, con me come unico erede, e senza opposizione da parte dei miei fratelli, il notaio potrà procedere oppure il testamento è da considerare comunque invalido?
Quando si ereditano veicoli serve la trascrizione al Pra
A seguito di una successione testamentaria ho ereditato alcuni beni mobili registrati, in particolare autovetture e motocicli, oltre ad alcuni veicoli non targati. Desidererei sapere se sono obbligato a procedere al passaggio di proprietà dei veicoli ereditati e, in caso di risposta affermativa, quali sono i termini previsti dalla normativa vigente. Se volessi vendere tali beni, è possibile effettuare il trasferimento di proprietà direttamente dal defunto? Se non provvedo al passaggio di proprietà, posso incorrere in sanzioni o altre responsabilità?
La casa lasciata dalla madre e divisa di comune accordo
Due fratelli ricevono in eredità dalla madre un fabbricato con due distinti appartamenti, uno al piano rialzato e uno al primo piano, con relativa area condominiale, lastrico solare e scala di accesso unica. Si chiede se, con atto notarile e di comune accordo, è consentito dividere il fabbricato mediante annessione di tutta l'area condominiale all'appartamento del piano rialzato, riservando a quello al primo piano la piena proprietà della scala condominiale di accesso e del lastrico solare, con il diritto di sopraelevare.
Se il testamento è «vago» sul box lasciato in godimento
Con testamento olografo nostro padre ha dichiarato di assegnare l’uso di un box auto a mia sorella, senza indicare un limite temporale (ma semplicemente scrivendo «fino a che sarà possibile») né una sua partecipazione alle spese. Nel documento di pubblicazione testamentaria, redatto dal notaio, tra l’altro, è citato che tale locale autorimessa è assegnato a favore di mia sorella per il diritto d'uso e a me per la proprietà, gravata dal diritto d'uso. Dato che mia sorella ha ribadito che per il momento non intende rinunciare al diritto d’uso e che, a oggi, non ha contribuito al pagamento degli oneri relativi (Tari, Imu, tassa sul passo carrabile, spese condominiali), volendo regolare legalmente il rapporto, desiderei sapere se posso imporre un termine legale al suo diritto d'uso, e se posso imporle la partecipazione alle spese di gestione e manutenzione. In quanto proprietario, posso utilizzare io il locale? Nel caso ne vendessi la nuda proprietà, mia sorella resterebbe titolare del diritto d'uso?





