Imposte e altri tributi

    Così il fisco sull’accordo di mediazione ereditaria

    Un defunto ha lasciato la moglie e quattro figli, due femmine e due maschi. Nel testamento, egli ha nominato eredi la moglie e le figlie, e ai maschi ha lasciato solo un legato. Nella causa per il riconoscimento della legittima, si è aperta la fase di mediazione all'Ocf (organismo di mediazione forense). Le parti hanno trovato un accordo in base al quale la moglie e le figlie promettono ai due figli maschi, eredi pretermessi, di pagare loro un milione di euro ciascuno in cambio della rinuncia a ogni altra pretesa. Si chiede se, ex articolo 43 del Tus (Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni, Dlgs 346/1990), si può ritenere tale accordo una transazione dichiarativa non novativa e, quindi, dichiarare che la somma di due milioni rappresenta la conversione in denaro della quota di valore immobiliare che sarebbe spettata ai pretermessi, corrisposta dagli eredi come reintegrazione della quota di legittima. L'atto di citazione è stato notificato e trascritto, senza che il giudice si sia ancora pronunciato, e l'accordo serve specificamente a liberare gli immobili per permetterne la vendita. L'atto sconta l'imposta di successione e i pretermessi hanno diritto alla franchigia di un milione a testa?

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