Così per il socio amministratore scatta la gestione commercianti
Una Srl commerciale era partecipata da marito e moglie, rispettivamente all’80 e al 20 per cento. L’amministratore era il figlio, non socio, che percepiva compenso amministratore assoggettato alla gestione separata Inps. A seguito del decesso del padre, la quota dell’80% viene attribuita per successione in parti uguali alla moglie e al figlio. La compagine diventa quindi madre 60 e figlio 40 per cento. Il figlio continua a ricoprire la carica di amministratore e a percepire il relativo compenso. Si chiede se, essendo ora socio-amministratore di Srl commerciale, il figlio debba essere iscritto anche alla gestione Inps Commercianti, con obbligo di versare i contributi fissi Ivs sul minimale e, in caso di reddito eccedente, i contributi sulla quota di reddito d’impresa della Srl riferibile alla sua partecipazione. Si chiede inoltre se la sola qualità di socio-amministratore sia sufficiente a far sorgere l’obbligo contributivo, oppure se occorra verificare in concreto la partecipazione personale, abituale e prevalente del socio all’attività aziendale, distinta dalla mera attività gestoria propria dell’amministratore.
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