La Tari nel caso di abitazioni unite di fatto ai fini fiscali
Sono proprietario al 100% dell’immobile A, mentre mia moglie è proprietaria al 100% dell’immobile B. Gli immobili sono uniti ai fini fiscali tramite Docfa (documenti catasto fabbricati). Io e mia moglie apparteniamo alla medesima famiglia anagrafica. Il mio Comune di residenza sostiene che la riscossione della tassa sui rifiuti (Tari) debba avvenire secondo le seguenti modalità: - per l' immobile A, tariffa fissa data dai metri quadrati + tariffa variabile per due persone; - per l’immobile B, tariffa fissa data dai metri quadrati + tariffa variabile per due persone. In base a quanto sopra, l’impatto delle tariffe variabili sul costo totale del tributo è notevole. Essendo i due immobili non più funzionalmente indipendenti a seguito dell’unione di fatto di cui sopra, ritengo non congrua la modalità di addebito della Tari stabilita dal Comune. A mio avviso, nel computo totale della tassa va tenuto certamente conto della superficie totale risultante dalla somma degli immobili A e B, ma il numero degli occupanti non dev'essere superiore a due. L'esperto concorda?
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