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Dta, l'effetto della cessione sull'utilizzabilità del credito
L'agenzia delle Entrate, con le risposta agli interpelli 259/2025 e 300/2025, ha chiarito che nel caso di Dta (deferred tax assets) chiesti a rimborso in dichiarazione dal possessore, in caso di cessione del Dta stesso il cessionario può solo chiedere il rimborso ma non utilizzare il credito in compensazione. Riprendendo il concetto stesso espresso dell'Agenzia a mio parere tale posizione vale, oltre che per il caso di specie previsto nell'interpello, anche quando si tratta ( come dice l'agenzia stessa) di Dta da crediti di imposta chiesti a rimborso in dichiarazione (dal cedente). Ma se un Dta " nasce" libero in capo a una società la quale non si è espressa inizialmente sulla sua utilizzabilità e comunque non l'ha richiesta a rimborso, in caso di cessione a terzi, il cessionario dovrebbe poter utilizzare tale credito anche in compensazione con codice tributo 6834 compensando debiti tributari. Qual è l'opinione dell'esperto?
Al 4% la scala in legno della prima casa di nuova costruzione
Ho comprato una villetta di nuova costruzione con agevolazione prima casa con aliquota al 4% da un'impresa edile e ora voglio installare una scala autoportante in legno nuova. Quale aliquota Iva debbo pagare per l'installazione della scala?
L'integrativa per le detrazioni in eccesso non invalida il Cpb
Un contribuente ha inviato il modello Redditi 2025 con relativa adesione al Cpb (concordato preventivo biennale) per il 2025 e 2026 entro il 30 settembre 2025. Ora è venuto a conoscenza che degli oneri detratti al 65 erano in realtà detraibili al 50 per cento, per cui ha intenzione di presentare una dichiarazione integrativa per versare con ravvedimento il maggior credito compensato. Si chiede all'esperto se tale procedura farà decadere dall'adesione al Cpb (i cui dati sono corretti), se sono dovute delle sanzioni e quali saranno gli importi da versare per la presentazione della dichiarazione integrativa (in questo caso il codice tributo da utilizzare e l'anno di riferimento).
Limiti all’obbligo di annotare le deleghe uniche nel registro
L’annotazione delle deleghe uniche nel registro cronologico previsto dev’essere effettuata anche per quelle deleghe che vengono conferite direttamente dai deleganti, attraverso la funzionalità presente nella loro area riservata, all’interno del portale dell'agenzia delle Entrate?
Quali enti possono continuare ad applicare la legge 398/91 nel 2026
Chiedo se è confermato che, dal 1° gennaio 2026, il regime della legge 398/1991 continua ad applicarsi solo per le associazioni sportive, mentre è precluso per tutte le altre associazioni anche se non iscritte al Registro unico nazionale del terzo settore.
La locazione di fabbricati e il regime forfettario
Un soggetto possiede un immobile A/10. Loca tale immobile alla figlia, che apre partita Iva con codice Ateco 68.32.01 (Gestione di beni immobili per conto terzi) e che, a sua volta, subloca l'immobile A/10 a un dentista. La figlia può aderire regime forfettario con questo codice e svolgere tale attività?
Il Cpb se la partita resta aperta solo per liquidare l'attività
Un imprenditore individuale non forfettario ha aderito al concordato preventivo per il biennio 2024-2025. Nel mese di settembre 2025 viene assunto da una pubblica amministrazione e, conseguentemente, procede con la cancellazione dall’Inps gestione artigiani e comunica la cessazione dell'attività alla Camera di commercio. Tuttavia, mantiene attiva la partita Iva esclusivamente per la fase di liquidazione della ditta (riscossione di crediti e dismissione di beni strumentali). Si chiede se, in tale fattispecie, la fuoriuscita dal concordato preventivo biennale debba ritenersi collegata alla cancellazione dalle posizioni Inps e Cccia (quindi già a settembre 2025), oppure se a rilevare sia la formale chiusura della partita Iva, che presumibilmente avverrà nel corso del 2026.
Così Iva e redditi sul riaddebito della fornitura dell'acqua
Una società "non energivora" ha anticipato spese per fornitura di acqua collegate alla sua utenza. Ora si trova nella condizione di dover riaddebitare tali spese alle altre imprese che hanno fruito del servizio. Si chiede il corretto trattamento per l'emissione della fattura di riaddebito sia dal punto di vista fiscale che ai fini Iva
Niente Imu sulla casa ereditata e «abitata» dal coniuge superstite
Un immobile è di proprietà per 6/9 di mia madre, che vi abita e risiede, mentre gli altri 3/9 sono di proprietà di tre figli (1/9 ciascuno). La mamma è titolare del diritto di abitazione su tale immobile per cui fruisce dell'esenzione Imu in quanto l'immobile è la sua abitazione principale. Nel 2025 dona la nuda proprietà della sua quota a una figlia, mantenendo l'usufrutto. Gli altri due figli, analogamente, fanno donazione alla sorella della nuda proprietà mantendo l'usufrutto, e la madre continua a risiedere e abitare nella casa. I figli che, a seguito della donazione della nuda proprietà, sono ora titolari solo dell'usufrutto devono pagare l'Imu?
Chi paga l'Imu sul secondo C/2 in uso al coniuge superstite
Due coniugi, comproprietari in parti uguali di un immobile adibito ad abitazione principale e di due locali pertinenziali C/2, pagano l'Imu solo su una pertinenza, come previsto dalla normativa. A seguito del decesso di uno dei coniugi, si apre la successione testamentaria a favore dei due figli con la quale uno diventa comproprietario dell'abitazione e l'altro dei due locali. Al coniuge superstite comproprietario è riservato il diritto di abitazione con relativa conferma dell'esenzione Imu sullo stesso immobile. Si chiede se è possibile applicare l'esenzione Imu su una delle due pertinenze anche sulla quota di proprietà del figlio erede, poichè in uso al genitore.
Senza ritenute il preavviso pagato al mandante dall'agente in forfait
Un agente di commercio, in regime forfettario, recede dal mandato rinunciando al preavviso. La Spa mandante richiede l'emissione di una nota di credito per mancato preavviso fuori campo Iva ex articolo 2, comma 3, lettera a), Dpr 633/1972 con ritenuta d'acconto del 20 per cento e ritenuta Enasarco dell'8,5 per cento. Si chiede se la richiesta della società è corretta. Tale indennità, trattandosi di contribuente forfettario, non andrà a ridurre il valore dei componenti positivi nel quadro LM della dichiarazione dei redditi dell'agente.
Per le dichiarazioni omesse dal 2017, ravvedibile solo il 2024
Un contribuente che negli ultimi anni non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi, ha ricevuto un accertamento per il 2017 in merito al quadro RW per una quota di un immobile in Francia ricevuta in eredità. Per gli anni successivi al 2017 (già accertato), e ripetendosi la fattispecie di proprietà e omessa dichiarazione, quali periodi d'imposta è possibile sanare con un invio tardivo della dichiarazione ed eventuale ravvedimento?





