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686 quesiti trovati
Se servono lavori «extra» l’inquilino avvisa il locatore
Il quesito riguarda un intervento di lavaggio dell'impianto di riscaldamento a termosifoni, effettuato da un inquilino senza preventiva comunicazione al locatore, e poi addebitato al locatore stesso. Il contratto di affitto prevede che solo la manutenzione straordinaria è a carico del locatore e che qualunque intervento il locatario decida di effettuare dev’essere preventivamente comunicato al locatore. Nella situazione descritta, tocca effettivamente al proprietario dell’appartamento pagare le spese per l’intervento effettuato?
La locazione che continua oltre la seconda scadenza
Ho preso in locazione un appartamento, in regime di cedolare secca. Nel contratto la durata della locazione è stata fissata in quattro anni, e una clausola specifica che tale durata si protrae per un uguale periodo in mancanza di disdetta, e che al termine del secondo quadriennio, ciascuna delle parti potrà attivare la procedura per il rinnovo del contratto a nuove condizioni, oppure rinunciare al rinnovo. Il primo quadriennio è iniziato il 1° ottobre 2016 ed è terminato il 30 settembre 2020, e, non essendoci stata disdetta, il contratto si è protratto per altri quattro anni. Senza essere stata avvertita dai familiari della proprietaria dell’immobile, ho appreso che quest’ultima è deceduta nel mese di giugno 2025; ho contattato i suoi nipoti, senza, però, avere alcuna risposta. Nel frattempo ho continuato a pagare, ogni mese, il canone di locazione con bonifico sul conto corrente, ancora aperto, della defunta. Chiedo se il contratto di locazione in atto, dopo otto anni, è valido ancora per altri quattro anni.
Consumi individuali, i costi sono «oneri condominiali»
In un contratto di locazione, è stato pattuito che il locatore avrebbe partecipato agli oneri condominiali qualora questi avessero superato un determinato importo. Le spese imputabili al consumo di acqua individuale, e regolarmente calcolate sulla base dei consumi effettivi rilevati dai contatori, essendo gestite dall'amministrazione condominiale, sono considerate oneri condominiali, e, quindi, il locatore - sulla base dell'accordo citato - deve partecipare a tali spese?
Box pertinenziali, diversi i «legami» con le abitazioni
Un box auto è stato acquistato nel 2015, come pertinenza di un immobile già di proprietà, sito nel centro storico. Il vincolo pertinenziale era condizione essenziale per l'acquisto del box auto. Se, nel 2026, il proprietario vendesse l'immobile, sarebbe vincolato a cedere anche il box? Diversamente, il box auto può essere mantenuto anche in assenza di un vincolo pertinenziale?
L'autonomia contrattuale è ampia per i box auto
Vorrei sapere se, nel contratto di locazione di un box auto, è consentito inserire determinate clausole. In particolare, è possibile specificare che la cauzione non è produttiva di interessi (questo perché il tasso dell'interesse legale è decisamente superiore al tasso a credito riconosciuto dalla banca al locatore) oppure indicare che la somma sarà investita in buoni postali, o in un libretto postale, il cui ricavato sarà consegnato al conduttore a fine locazione? Se ciò non fosse possibile, quali alternative ci sono per dimostrare che il locatore non intende lucrare sulla cauzione depositata? È ammissibile una clausola che mette a totale carico del conduttore l’imposta per la registrazione del contratto e prevede, sempre a carico del conduttore, il rimborso dell'Imu dovuta dal proprietario locatore? Infine, è possibile indicare una cifra forfettaria per le spese condominiali?
La comunione ereditaria e il diritto di prelazione
Come fratello e sorella, abbiamo ereditato un appartamento e attualmente ne siamo entrambi proprietari al 50 per cento. Venderò a breve la mia quota al figlio di mio fratello, e quest’ultimo manterrà per sé il suo 50 per cento. Vorrei sapere se posso riservarmi il diritto di prelazione sull’acquisto se un domani mio nipote volesse rivendere la propria quota.
Lo scalda-acqua si disincrosta a spese dell’inquilino
A chi competono le spese per la manutenzione di uno scalda-acqua a gas, consistente nella rimozione dei residui calcarei eventualmente depositatisi all'interno della circuitazione dove scorre l'acqua? Al proprietario o all'inquilino? Preciso che si tratta di una operazione da effettuare ogni due, o al massimo tre, anni.
Affitti transitori da attestare in centri oltre 10mila abitanti
Il contratto di locazione transitoria abitativa dev’essere per forza stipulato in base all’articolo 5 della legge 431/1998 e al decreto interministeriale 16 gennaio 2017, oppure può essere stipulato anche con canone e/o durata “liberi”? Nel caso di stipula ex articolo 5 della legge 431/1998, ed ex decreto interministeriale 16 gennaio 2017, in Comuni sopra i 10mila abitanti, il contratto necessita dell’attestazione rilasciata da un'organizzazione rappresentativa della proprietà edilizia, oppure tale attestazione è solo facoltativa (seppure con scheda di calcolo correttamente compilata) e ha come unica conseguenza la perdita delle agevolazioni fiscali?
Il box da vendere e la pratica irreperibile in Comune
Voglio vendere un garage singolo acquistato nel 1998 e regolarmente accatastato. L’immobile è uno dei 24 garage sotterranei facenti parte di un condominio che è composto anche da 28 appartamenti. Ho fatto richiesta al Comune per avere visione della pratica edilizia relativa al garage (dalla quale sarebbe dovuta risultare la conformità tra il progetto e le planimetrie catastali). L’ente locale mi ha comunicato con una pec che la pratica risulta irreperibile nel proprio archivio, cosa che successivamente mi è stata confermata nel corso di un incontro con un dirigente dell’amministrazione comunale. Stando così le cose, come devo procedere per poter vendere il garage?
Serve l’abilitazione anche per accompagnare i clienti
Si ritiene che sia necessaria l’abilitazione professionale anche per chi si limita ad accompagnare un cliente nella visita di un immobile, oppure tale attività può essere svolta legittimamente da una figura ausiliaria del mediatore, priva di abilitazione?
Così l'imposta di registro sull'indennità di occupazione
In caso di risoluzione ipso iure di un contratto di locazione il locatore è tenuto a comunicare tramite il software Rli (Registrazione locazione immobili) l'avvenuta risoluzione entro 30 giorni e a versare l'imposta fissa di registro di 67 euro. Non è infrequente il caso in cui l’immobile non venga rilasciato immediatamente e il conduttore risolto continui comunque a versare il corrispettivo previsto, che il locatore incamera a titolo di ‘indennità di occupazione. In tali fattispecie l’agenzia delle Entrate, con la circolare 43/2007, dispone che «quando l’occupazione avviene come prosecuzione dopo la scadenza del contratto ... e senza che il proprietario abbia messo in atto azioni per rientrare in possesso del bene, le indennità corrisposte possono essere assimilate ai fini fiscali ai contratti di locazione e quindi con l’imposta di registro del 2 per cento» sulle somme incamerata a tale titolo, ma non indica come materialmente ciò possa avvenire, in quanto a seguito dell'avvenuta comunicazione di risoluzione il contratto non risulta più accessibile con il software Rli. Vorrei sapere come procedere in questi casi
È sempre nulla la vendita di immobili con parti abusive
Quali sono gli effetti della eventuale stipula notarile di un atto di compravendita di un immobile a uso residenziale, con un garage esterno abusivo? Se le parti (acquirente e venditore) fossero a conoscenza dell'abuso, l'atto sarebbe giuridicamente nullo oppure sarebbe comunque valido?





