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723 quesiti trovati
Se quanto pattuito nel 3+2 supera il «canone concordato»
A marzo 2026 ho registrato un contratto di locazione 3+2, con canone concordato e applicazione della cedolare secca, ma solo ora scopro che l'importo pattuito è superiore a quello massimo consentito dalle associazioni di categoria. Come posso regolarizzare il contratto, fermo restando l'importo del canone mensile pattuito? Devo per forza chiuderlo e stipularne uno nuovo? Sono previste sanzioni per l'errore commesso?
Canone concordato, vantaggi ampi in 11 aree metropolitane
Nell'articolo 1 del Dl 551/1988, recante «Misure urgenti per fronteggiare l'eccezionale carenza di disponibilità abitative», risultano 11 città metropolitane, precisamente Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia. Solo nel 2014 sono diventate città metropolitane anche Reggio Calabria, Messina e Cagliari. Si chiede se, nei Comuni confinanti con queste ultime tre città, si possano sottoscrivere contratti di locazione a canone concordato, come accade nei Comuni che fanno parte delle altre 11 “aree” metropolitane.
Preavviso sempre possibile fino a 6 mesi dalla scadenza
Ho stipulato un contratto a canone concordato (3+2), con scadenza del biennio al 31 dicembre 2027. L'inquilino paga a sua completa discrezione, anche se ancora non c'è effettiva morosità. Avendo intenzione di non rinnovare il contratto, posso inviare subito formale disdetta, a circa un anno e mezzo dalla scadenza? Unitamente alla disdetta, posso anche mettere in mora l'inquilino per la reiterata irregolarità, minacciando la via legale?
Antincendio nei box, i costi sono sostenuti dai proprietari
Nel condominio in cui abito devono essere effettuati il rinnovo del certificato di prevenzione incendi dei box e il ripristino dell’impianto antincendio, attualmente non funzionante. Poiché sono locatario di un appartamento, chiedo se le spese relative a tali lavori siano a mio carico o a carico della proprietà.
Il cambio da C/6 ad A/2 non giustifica canoni più alti
Ho affittato - con un unico contratto 4+4 - un immobile costituito da due unità immobiliari, classificate una A/2 (abitazioni di tipo civile) e l'altra C/6 (rimesse e autorimesse). A seguito di una ristrutturazione, ho trasformato il C/6 in una unità immobiliare classificata a sua volta A/2, ora anch'essa occupata dall’attuale inquilino. È possibile chiedere un aggiornamento del canone di affitto? In caso di prevedibile rifiuto da parte dell’inquilino, come posso procedere?
Il divieto di sublocazione non opera se si cede un “ramo”
In un locale condotto in locazione una ditta individuale, con partita Iva agricola, esercita la vendita dei suoi prodotti. Nel contratto di locazione è previsto il divieto di sublocazione. Volendo cedere il ramo di azienda dell'unità locale (ossia l'attività di vendita), è necessario il consenso del proprietario dell'immobile?
A carico del conduttore solo gli oneri indicati dalla legge
Nel contratto di locazione stipulato con il proprietario dell’immobile, all’articolo 5 («Oneri accessori»), è previsto che tali oneri siano interamente a carico del conduttore, con rinvio all’allegato G del decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, del 30 dicembre 2002, emanato a norma dell’articolo 4, comma 2, della legge 431/1998. Nel medesimo articolo viene inoltre specificato che sono a carico del conduttore le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e alla manutenzione ordinaria dell’ascensore, alla fornitura di acqua ed energia elettrica, e alla manutenzione degli impianti e degli spazi comuni. Nulla, invece, viene riportato in merito alle spese relative all’amministratore condominiale esterno e all’assicurazione del fabbricato. Vorrei, pertanto, sapere se tali ultime spese debbano ritenersi di competenza del proprietario dell’immobile, considerato anche che l'inquilino non partecipa alle assemblee per la nomina dell’amministratore e non beneficia direttamente degli eventuali risarcimenti.
Non è obbligatorio allegare l'Ape al comodato immobiliare
Il Comune nel quale risiedo è titolare del diritto di uso di un immobile di proprietà di una fondazione, già Onlus. Dovendo installare un bancomat in un locale di questo immobile, è stato redatto un contratto di comodato tra il Comune e la fondazione, da una parte, e la banca interessata, dall'altra. La banca chiede che sia allegato un attestato di prestazione energetica (Ape) al contratto di comodato. La richiesta sembra impropria, in quanto l'Ape va allegato solamente ai contratti di locazione, oltre che ai contratti di vendita. Qual è il parere dell’esperto?
Sì all'adeguamento del canone ma senza efficacia retroattiva
Per tre anni, il canone di locazione di un immobile a uso commerciale non è stato aggiornato in base agli aumenti Istat previsti contrattualmente. Avendo ora intenzione di adeguarlo, si chiede se è possibile aumentare tale canone di locazione considerando gli aumenti degli anni precedenti, non richiesti. Se, per esempio, il canone mensile è di 1.000 euro e gli aumenti Istat - non richiesti - degli ultimi tre anni ammontano complessivamente a 36 euro, è possibile chiedere ora un canone di 1.036 euro?
Affitto commerciale, che fare in materia di registrazione
In passato, per registrare un contratto di locazione commerciale, si dovevano predisporre, consegnare e registrare tre originali, due dei quali venivano restituiti dall’ufficio del Registro. Ora che la registrazione è telematica e va caricato un solo originale sul sito dell’agenzia delle Entrate, quanti originali devono essere predisposti e registrati? È sufficiente registrarne uno solo e consegnarne una copia al conduttore? In questo caso si risparmierebbe sulle spese di registrazione e soprattutto su quelle di bollo, quando il testo del contratto è particolarmente lungo.
Il cambio d'uso da A/7 a B/1 stoppa il canone concordato
Sono proprietario di una seconda casa, affittata a una cooperativa sociale con contratto a canone concordato. Il conduttore chiede di procedere con una pratica di cambio d'uso, da A/7 a B/1. Si chiede se, con il cambio di categoria catastale, è possibile mantenere il contratto a canone concordato.
Ok al contratto di locazione intestato a un comproprietario
Un contribuente è titolare di reddito d'impresa in regime forfettario, mentre il coniuge percepisce redditi di lavoro dipendente. Si chiede se, in caso di locazione di un immobile in comproprietà al 50% tra loro, il contratto può essere intestato a uno solo di essi, e, se sì, a chi.





