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Compensi a co.co.co sportivi: invio analitico al Rasd

Un'associazione sportiva dilettantistica (Asd), iscritta al Registro nazionale delle attività sportive, riporta sul registro stesso i contratti co.co.co. stipulati con i propri atleti, direttori sportivi eccetera. Nessuno di questi contratti supera il limite dei 15mila euro. È obbligatorio riportare anche analiticamente le date e gli importi dei versamenti effettuati in corso d'anno? In caso di risposta positiva, entro quale termine va fatta questa registrazione?

Asd e Ssd, gli adempimenti per i co.co.co sportivi

Per un'associazione sportiva dilettantistica, nella gestione dei compensi sportivi dei co.co.co sportivi, è possibile adempiere all'obbligo di stampa del libro unico del lavoro (Lul) in forma canonica (con bollatura Inail), oppure è obbligatorio il Lul emesso tramite il portale del Ras (Registro delle attività sportive dilettantistiche)? Per gli Unilav (modello unificato Lav) dei co.co.co sportivi si sta operando tramite modello Unilav-Sport per comunicare le assunzioni, proroghe e cessazioni; è corretto? Infine, per i co.co.co amministrativo-gestionali è corretto stampare Lul in forma canonica (non dal Ras) e fare gli Unilav dalle comunicazioni on line (non tramite Unilav-Sport)?

Asd, co.co.co '23 comunicabili in ritardo senza sanzioni

Un'Asd ha instaurato rapporti di co.co.co con alcuni istruttori sportivi, ma non ha inviato entro il 31 gennaio 2024, tramite il Ras (Registro delle attività sportive dilettantistiche), gli Unilav sport per i compensi del 2023. Considerata la circolare 1/2024 dell'Ispettorato nazionale del lavoro, la comunicazione Unilav sport dei compensi co.co.co elargiti nel 2023 agli istruttori può essere effettuata, senza incorrere in sanzioni, anche dopo la data citata?

I rimborsi chilometrici sulle trasferte dei volontari

Un'associazione sportiva è composta di soli volontari, alcuni dei quali eseguono trasferte nell’interesse della stessa. In particolare, si tratta di istruttori e tecnici (che compiono spostamenti per raggiungere il luogo degli allenamenti o quello delle gare), di amministratori (con spostamenti per raggiungere la sede sociale per le riunioni del direttivo, il luogo delle gare o altre destinazioni, per missioni autorizzate legate alle attività istituzionali dell’associazione, quali assemblee federali, corsi di formazione, convegni sullo sport) e di alcuni soci (i cui spostamenti in luoghi diversi avvengono per missioni autorizzate dal presidente per motivi legati alle attività istituzionali, quali ritiro/acquisto merci o attrezzi). A questi soggetti viene riconosciuta, in caso di utilizzo dell’autovettura personale, un’indennità chilometrica per importi non superiori alle tariffe Aci, e solo per i viaggi che comportano uno spostamento dal comune in cui è situata l’abitazione del diretto interessato a comuni diversi. Questo comportamento è corretto, oppure, per amministratori e/o soci, assume qualche rilievo, ai fini della trasferta, il comune in cui si trova la sede dell’associazione?

Asd: le attività «extra» dei membri del consiglio

Con riferimento alla riforma dello sport, e in particolare all'articolo 29 del Dlgs 36/2021, si chiede se i componenti del consiglio direttivo di un'Asd (associazione sportiva dilettantistica) con carica gratuita possono esercitare attività di insegnamento dello sport, tramite un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) o di lavoro autonomo, senza incorrere in casi di incompatibilità. Inoltre, il commercialista dell'Asd che fattura il compenso per elaborazione paghe può, a sua volta, essere membro del consiglio direttivo con carica gratuita?

L'associazione musicale Aps conserva le agevolazioni

Un’associazione musicale (banda musicale) è appena diventata associazione di promozione sociale (Aps). Il direttore tecnico e i collaboratori dell'Aps potranno continuare a fruire dei rimborsi forfettari/compensi, ex articolo 67, comma 1, lettera m, del Dpr 917/1986 (Tuir) previsti per cori, bande e filodrammatiche, oltre che per le associazioni sportive dilettantistiche (Asd)? Questi rimborsi/compensi devono essere considerati ai fini dei calcoli di prevalenza lavoratori/volontari/associati? Si ritiene di no, coerentemente alla nota del ministero del Lavoro 18244/2021, che specifica i lavoratori da escludere (per esempio, collaboratori occasionali). Qual è il parere dell'esperto?

Obbligo di bilancio sociale per le Asd qualificate imprese

Vorrei sapere se le associazioni sportive dilettantistiche (Asd), che continuano ad applicare le norme agevolative previste dalla legge 398/1991 e che risultano iscritte alla Camera di commercio, sono obbligate alla redazione e alla pubblicazione del bilancio sociale, come previsto dal Dm del ministero del Lavoro e delle politiche sociali del 4 luglio 2019 per gli enti del terzo settore.

Hanno diritto di votare anche i soci minorenni

A seguito di un controllo da parte dell'agenzia delle Entrate di un'associazione sportiva dilettantistica, non riconosciuta, che svolge esclusivamente attività istituzionale, mi è stato contestato che i soci minorenni non hanno esercitato il diritto di voto. Noi abbiamo sempre operato così anche perchè così è scritto nello statuto del'associazione, redatto dal notaio. Ora ho cercato di approfondire l'argomento ma trovo pareri contrastanti. Il nostro comportamento è corretto? Inoltre, a seguito dell'approvazione dell'articolo 13 del Dl 87/2018, la disciplina dei compensi sportivi agevolati resta immutata rispetto a come si operava nel 2017 e, pertanto, è possibile stipulate contratti per prestazioni sportive dilettantistiche - senza vincoli di subordinazione - senza essere obbligati alle comunicazione al centro per l'impiego, all'istituzione del Libro unico del lavoro, all'elaborazione della busta paga?

Asd e Ssd: diversi iter in base al contratto degli istruttori

Associazioni e società sportive dilettantistiche (Asd e Ssd) che vogliono instaurare rapporti con istruttori e anche con chi esercita attività amministrative e gestionali (articolo 67, comma 1, lettera m, del Tuir, Dpr 917/86, “redditi diversi”), hanno riscontrato interpretazioni normative differenti. C’è chi sostiene che si deve stipulare un contratto; pagare le imposte nel caso di compensi superiori a 10mila euro; presentare certificazione unica (Cu) e 770. Altri, invece, sostengono che si deve stipulare un contratto; comunicare con Unilav l’instaurazione del rapporto lavorativo (e l'eventuale cessazione); predisporre un cedolino paga al momento del compenso; pagare con mezzi tracciabili il collaboratore; pagare i contributi, oltre i 4.500 euro (minimo ex Enpals), con aliquota non specificata (forse seguendo le regole come da codici “c10” e “cxx”); versare il premio Inail; pagare le imposte, oltre i 10mila euro; presentare Cu e 770. È possibile fare chiarezza in merito?

Vietati gli stipendi in contante anche per le dilettantistiche

Scrivo in merito alla nuova disciplina che prevede l'obbligo del pagamento in contanti degli stipendi a partire dal 1° luglio scorso. Un'associazione sportiva dilettantistica (Asd), senza partita Iva, esercente solo attività istituzionale, in correlazione al nuovo obbligo di inquadrare le collaborazioni sportive come co.co.co. (collaborazione coordinata e continuativa), ha alcuni dubbi. L'associazione non ha un conto corrente bancario, pertanto vorrei sapere se i compensi ai collaboratori possano essere versati tramite una ricarica PostePay o PayPal, ovvero un bonifico effettuato per cassa presso un istituto di credito. Inoltre, essendo l'associazione un soggetto non titolare di partita Iva, desidererei sapere se possa non applicarsi la citata normativa sui pagamenti in contante.

VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO PER IL CAMBIO DI REGIME

I soci di una società sportiva dilettantistica (Ssd) in regime ex legge 398/91 intendono eliminare dallo statuto le pattuizioni previste dall’articolo 90 della legge 289/2002, prevedendo quale attività principale quella immobiliare. La disciplina applicabile a Onlus e Ssd è sostanzialmente simile (divieto di distribuire utili, devoluzione patrimonio, eccetera), e pertanto gli amministratori vorrebbero procedere come indicato nella circolare 59/E/2007, dove viene detto che l’ente fuoriuscito dal regime agevolato (Onlus) non deve sciogliersi, ma può continuare a esistere, individuati alcuni criteri per la devoluzione del patrimonio. Gli amministratori intendono determinare il patrimonio della società a valori correnti (utilizzando i criteri Omi per l’immobile detenuto in leasing, sottraendo il debito residuo); il patrimonio sociale che eccede quanto versato dai soci in sede di costituzione sarebbe quindi destinato a finalità sportive, versando il corrispondente importo ad altro ente sportivo. È possibile procedere in questo modo?