Se l'«impatriato» nel 2023 non si è mai iscritto all'Aire
Un ingegnere è rientrato in Italia dopo essere stato residente fiscalmente all'estero per cinque anni, situazione attestata dai certificati di residenza fiscale dei vari enti per i quali ha prestato la sua esperienza lavorativa. Durante questi cinque anni, questo soggetto ha sempre mantenuto il domicilio anagrafico nei Paesi esteri, ma non è mai stato iscritto all'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero), conservando invece la residenza anagrafica nella città in cui è nato. A novembre 2023 è stato assunto da un'azienda con sede in Emilia Romagna, e il suo datore di lavoro, al momento della sottoscrizione dell'autocertificazione per fruire del regime speciale dei lavoratori impatriati, ex articolo 16, comma 1, del Dlgs 147/2015, ha sospeso la procedura in attesa di chiarimenti governativi sul dubbio interpretativo della residenza anagrafica inserita nel Dlgs 209/2023, che sembrerebbe essere legata all'iscrizione all'Aire. Ci sono stati interventi che hanno chiarito tale dubbio? E qual è il parere dell'esperto?
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