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275 quesiti trovati
Cessione o permuta della casa: quando non c'è plusvalenza
Nell’ipotesi in cui un contribuente ceda un immobile, comprensivo di giardino pertinenziale, detenuto da oltre cinque anni, a favore di un’impresa edile, che procede alla demolizione del medesimo per la successiva realizzazione di un nuovo fabbricato, si ritiene che tale cessione non generi plusvalenza imponibile, anche qualora il corrispettivo sia significativamente superiore al costo di acquisto. Ciò premesso, si chiede se, nel caso in cui il contribuente opti per una permuta in luogo della cessione, possa ritenersi, in via analogica, parimenti esclusa la formazione di una plusvalenza imponibile.
Il co-usufruttuario che gestisce la casa vacanza ne dichiara il reddito
Sono co-usufruttuario di due immobili. Nel caso in cui venissero gestiti come casa vacanze in forma non imprenditoriale, prevista dalla regione Lombardia, tramite piattaforme on line, chiedo se il relativo reddito qualificabile come reddito diverso ex articolo 67 del Tuir (Dpr 917/1986) e non come reddito fondiario, come nel caso delle locazioni brevi inferiori ai 30 giorni, debba comunque essere suddiviso tra gli usufruttuari secondo le rispettive quote oppure se debba essere dichiarato esclusivamente dal soggetto che svolge concretamente l’attività di gestione e locazione turistica di casa vacanze.
L’utilizzo occasionale di un appartamento come set
Un soggetto (persona fisica) ha concesso occasionalmente, in uso temporaneo per brevissimo tempo, un proprio immobile (appartamento), come location per uno shooting fotografico, a un soggetto passivo Iva. Nella fattispecie descritta, si configura un'attività i cui ricavi costituiscono redditi diversi, di cui all'articolo 67, comma 1, lettera l, del Dpr 917/1986, Tuir, e vanno assoggettati a ritenuta d'acconto del 20 per cento?
La plusvalenza per la casa che ha fruito del «sismabonus acquisti»
Nel 2024 ho acquistato da un'impresa costruttrice un immobile abitativo con le agevolazioni previste per le case antisismiche ex articolo 16, comma 1-septies, legge 63/2013 (si tratta del cosiddetto "sismabonus acquisti" ordinario al 75 per cento) e ho fruito al contempo dello sconto in fattura applicato dal costruttore ex articolo 121, Dl 34/2020. Non ha mai adibito l'immobile ad abitazione principale e oggi intendo cederlo, prima della scadenza dei 5 anni dall'acquisto, realizzando una plusvalenza. La plusvalenza in questione è da considerarsi derivante da una seconda cessione e ricade nell'articolo 67, comma 1 lettera b) del TUIR come previsto per il super sismabonus acquisti (come da risposta a interpello 137/2025)? In caso affermativo, il costo fiscale dell'immobile ai fini del calcolo della plusvalenza ex articolo 68 del Tuir (Dpr 917/1986) corrisponde anche in questo caso al prezzo di acquisto risultante dall'atto di compravendita stipulato nel 2024 con l'impresa costruttrice al lordo dell'agevolazione "sismabonus ordinario" fruita?
Così la plusvalenza da lavori con aliquote diverse dal 110%
In un immobile, sono stati eseguiti interventi agevolati da superbonus, con aliquota del 70 e del 65 per cento, ricorrendo allo sconto in fattura. In caso di vendita, per il calcolo della plusvalenza, le spese da considerare sono al lordo dello sconto o si limitano soltanto alla parte effettivamente pagata dal contribuente?
I criteri per ritenere esente la plusvalenza da lavori
Un contribuente ha acquistato, il 7 aprile 2021, un edificio, con lo scopo di demolirlo e ricostruire una villetta, beneficiando del superbonus. I lavori di demolizione sono iniziati il 25 ottobre 2022 e sono stati terminati il 31 dicembre 2025. A marzo 2026, questo soggetto trasferisce la residenza nella villetta, e l’immobile viene adibito ad abitazione principale. Considerato che l’edificio originario non è mai stato abitato dal contribuente, nemmeno prima della demolizione, si chiede quando sarà possibile vendere la villetta senza che la plusvalenza generata dalla cessione sia assoggettata a imposizione fiscale. In particolare, si chiede se, considerata la specifica esclusione dall’imposizione riguardante gli immobili adibiti ad abitazione principale del cedente per la maggior parte del periodo di possesso dell’immobile, abbia rilevanza il periodo di realizzazione dei lavori durante i quali l’immobile non poteva essere adibito ad abitazione principale (circa 38 mesi).
Quando la Ss concede ai soci l'usufrutto delle proprie case
Una società semplice concede in usufrutto ai propri soci gli immobili ove essi risiedono. La società semplice è proprietaria di questi immobili da oltre cinque anni. Il reddito derivato dall'incasso dell'usufrutto viene considerato reddito tassabile nei confronti della società semplice?
La donazione dell'immobile ristrutturato con il 110%
Nel 2012, fratello e sorella hanno ereditato un immobile al 50% ciascuno. Nel 2022, la sorella vi ha eseguito dei lavori, fruendo del superbonus e ricorrendo alla cessione del credito. Sempre sullo stesso immobile, nel 2024, ella ha eseguito altri lavori di ristrutturazione edilizia, fruendo del bonus al 50 per cento. Nel 2025, fratello e sorella hanno proceduto al frazionamento dell'immobile, a seguito del quale si sono creati due appartamenti, di cui risultano proprietari entrambi al 50 per cento. I due, ora, vorrebbero sciogliere la comunione, per diventare ognuno proprietario esclusivo di un immobile. Successivamente, vorrebbero fare un atto di donazione a due nipoti, cedendo la nuda proprietà e mantenendo l'usufrutto. Riguardo a questi ultimi due atti, si potrebbero incontrare problemi fiscali e di plusvalenza, considerando i lavori da superbonus realizzati?
Vendita di immobili, plus e minus non si compensano
Se, nello stesso periodo d'imposta, vendo un immobile, ricavando una plusvalenza, e ne vendo un altro, operazione da cui deriva una minusvalenza, posso compensarle?
Per la servitù la Srl versa l'indennità senza ritenute
Un privato concede, con atto notarile, la servitù di passaggio sul proprio fondo a una società a responsabilità limitata confinante, e riceve 10mila euro, a titolo di indennità. Si chiede se la Srl deve trattenere la ritenuta del 20% e corrispondere al privato l'importo al netto della stessa, oppure se deve corrispondere il lordo senza applicare alcuna ritenuta.
L'imposta per la plusvalenza derivante dal conto in valuta
Sono titolare di un conto corrente in dollari, aperto anni fa in una banca italiana, con il versamento di un assegno pervenutomi da una zia, deceduta negli Stati Uniti. Ho aperto il conto in valuta per evitare di dover ricorrere al cambio nel caso in cui avessi deciso di acquistare titoli emessi in dollari. Mesi fa, nel chiedere spiegazioni circa un addebito di circa mille dollari, la banca mi ha spiegato che si tratta dell’imposta sulla plusvalenza venutasi a creare a seguito delle oscillazioni del valore del dollaro. Ho proposto reclamo e chiesto la restituzione della somma trattenuta, evidenziando che, avendo utilizzato, per l’investimento, valuta già nella mia disponibilità, quel tipo di plusvalenza non si è potuto formare. La banca ha rigettato il reclamo e io vorrei sapere se ha agito correttamente.
Il corrispettivo alla vedova per la domiciliazione della Srl
Una società a responsabilità limitata aveva il domicilio fiscale nell'ufficio del proprio avvocato, al quale pagava un importo mensile di 300 euro, fatturato dal legale. Nel luglio 2025, l'avvocato è deceduto e l'immobile è passato alla moglie, che è pensionata e non svolge alcuna attività. La società ha chiesto di mantenere il domicilio fiscale nell'immobile, pagando lo stesso importo mensile. Come deve comportarsi la vedova - persona fisica, soggetto privato - per certificare e tassare l'importo incassato?





