Lavoro e previdenza

  • Risultati Ricerca

  • 4026 quesiti trovati

Scadute le misure di esonero per le assunzioni di «under 35»

Il decreto Milleproroghe, Dl 200/2025 convertito in legge 26/2026 e in vigore dal 1° marzo 2026, ha prorogato l'esonero previsto dal decreto Coesione per le assunzioni di soggetti "under 35" al 30 aprile 2026. Questo incentivo era applicabile anche alle trasformazioni di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato intervenute dal 1° gennaio 2026 al 30 aprile 2026. Il Dl 62/2026 in vigore dal 1° maggio 2026 sostituisce la previgente normativa introducendo l'esonero per assunzione "under 35" effettuate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, ma non riguarda anche le trasformazioni a tempo indeterminato. L'articolo 4 Dl 62/2026 inserisce un incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro per le trasformazioni a tempo indeterminato dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026 di contratti con giovani "under 35". Si chiede pertanto se per le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato di soggetti "under 35" intervenute tra il 1° gennaio 2026 e il 30 aprile 2026 sia ancora applicabile la legge 26/2026, comunque in attesa di circolare per l'effettiva fruizione, oppure se la legge 26/2026 non è più applicabile, ciò comportando la perdita dell'esonero per le trasformazioni dei contratti con soggetti "under 35" intervenute in tale periodo.

Da determinato a inderminato: a rischio il bonus Giovani

A seguito del decreto Milleproroghe, per poter fruire del bonus Giovani prorogato al 30 aprile 2026, un'azienda ha trasformato - lo scorso 17 aprile - l'assunzione a termine di un giovane, avvenuta il 18 gennaio, in rapporto a tempo indeterminato. Con il nuovo decreto Lavoro pare che tale bonus sia stato abrogato perché sostituito dai nuovi sgravi contributivi. Tuttavia, per quanto riguarda il bonus Giovani, si parla solo di assunzioni a tempo indeterminato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, ma non di trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato. L'agevolazione per la stabilizzazione dei contratti a termine sarebbe concessa solo per le trasformazioni avvenute dopo il 1° agosto. Se così fosse il suddetto giovane, seppure costituisca un aumento della forza lavoro, non risulterebbe portatore di alcun beneficio. Si chiede all'esperto se è veramente così.

Quali termini per presentare domanda di certificazione Ape

Ho compiuto 63 anni il 30 aprile 2026, e ho finito di beneficiare della Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego) il 10 aprile 2026. Inoltre sono in possesso del requisito dei 30 anni di contributi. Vorrei sapere se posso presentare già adesso domanda di certificazione per l’Ape sociale, senza aspettare il raggiungimento dei 63 anni e cinque mesi di età.

Le aliquote per più attività del lavoratore autonomo

Un lavoratore autonomo, con partita Iva, è iscritto alla gestione separata Inps. Se venisse nominato amministratore e ricevesse un compenso (come collaboratore coordinato e continuativo), quale aliquota Inps in gestione separata verrebbe applicata, tenuto conto che questo soggetto versa contributi, sempre alla gestione separata, sui redditi prodotti con partita Iva?

Ccnl Autotrasporti: così la detassazione sugli aumenti

Un'azienda applica il contratto collettivo nazionale Autotrasporto merci e logistica. Tale contratto prevedeva l'erogazione dell'indennità di copertura economica (Ice), stabilita con accordo del 19 marzo 2024 per il caso di ritardato rinnovo del Ccnl. Lo stesso accordo disponeva che l'Ice dovesse essere considerata come acconto su futuri aumenti salariali. L’ipotesi di accordo del 6 dicembre 2024 ha stabilito, con decorrenza dal 1° gennaio 2025, la cessazione della corresponsione Ice. Come va calcolato l'importo da assoggettare all'imposta sostitutiva del 5 per cento (cosiddetta detassazione), prevista dalla legge di Bilancio per il 2026, n. 199/2025? In particolare, si chiede quale sia il calcolo corretto tra i due sottostanti: - aumento 1° gennaio 2025 + Epa (elemento professionale d'area) + aumento 1° gennaio 2026; - aumento 1° gennaio 2025 + Epa + aumento 1° gennaio 2026 - Ice già corrisposta.

Il bonus «Giorgetti» si può chiedere entro la fine del ‘26

Sono un operatore sociosanitario che lavora nel settore privato. Ai fini della pensione, ho maturato contributi per un totale di 42 anni e 10 mesi. A 59 anni di età, ho diritto al bonus Giorgetti?

Il lavoratore in Cigs con contratto di solidarietà

Un lavoratore in Cigs (cassa integrazione guadagni straordinari), con contratto di solidarietà, percepisce una retribuzione oraria lorda di circa 40 euro e subisce una riduzione di circa 36 ore mensili. In tale situazione: - la retribuzione mensile persa è pari a circa 1.440 euro; - l’80% della retribuzione persa ammonta a circa 1.152 euro lordi; -il massimale Inps mensile 2026 è pari a 1.423,69 euro lordi (1.340,56 euro netti). Si chiede se, nel caso prospettato, in cui l’80% della retribuzione persa (circa 1.152 euro) risulta inferiore al massimale Inps, sia corretto: 1) erogare al lavoratore l’80% della retribuzione persa (circa 1.152 euro mensili), in quanto il massimale non risulta superato; 2) oppure erogare al lavoratore un importo di circa 288 euro mensili, ottenuto mediante riparametrazione del massimale Inps su base oraria (massimale mensile di 1.423,69 euro diviso per le ore lavorabili del mese, pari a circa 8 euro/ora, moltiplicato per 36 ore non lavorate). Si chiede, in sostanza, un chiarimento sulla corretta modalità di calcolo dell’integrazione salariale.

Gli acconti previsionali di professionisti in «separata»

Nel corso del 2025, un professionista, in gestione separata, ha avuto un reddito molto inferiore a quello del 2024. Tale situazione era già chiara al momento dell'elaborazione del modello Redditi per l'anno d'imposta 2024, e si sono versati gli acconti Inps alla gestione separata, per il 2025, in forma previsionale, calcolando in maniera precisa quello che è poi stato il reddito reale di quest'ultimo anno. È corretto l'utilizzo del metodo previsionale per il calcolo degli acconti, oppure ci si può aspettare una comunicazione Inps, in quanto non è stato applicato il metodo storico?

Bonus ai soli dipendenti per posticipare il «ritiro»

Un amministratore con compenso, che abbia raggiunto i requisiti per la pensione anticipata, può fruire dell’incentivo per il posticipo del pensionamento (bonus “Giorgetti”), o lo stesso è riservato al solo personale dipendente?

Il cumulo di due posizioni una volta arrivati a 67 anni

Andrò in pensione a gennaio 2027 per raggiunti limiti di età (67 anni). Dagli estratti contributivi Inps ho scoperto di avere - oltre alla contribuzione dal 1992 a oggi nella gestione dipendenti pubblici - 128 settimane nel regime generale Inps, comprensivi del periodo di servizio militare e di un periodo come precario nella Pa. Ho interpellato più di un Caf a proposito del cumulo delle due posizioni, operazione che da alcuni mi è stata sconsigliata. Qual è il parere dell’esperto?

Pubblico impiego

Per il medico dipendente partita Iva dopo la pensione

Sono un medico ospedaliero, dipendente di un’azienda pubblica a tempo pieno, e con rapporto esclusivo in regime intramoenia. Ad agosto 2026 andrò in pensione anticipata ordinaria e inizierò a lavorare come libero professionista, aprendo una partita Iva. Dovrò anche stipulare una serie di assicurazioni professionali, che sarebbero totalmente deducibili dal reddito imponibile. Posso aprire la partita Iva senza conseguenze negative mentre sono ancora dipendente dell azienda pubblica, non svolgendo alcuna attività a essa collegata, senza incorrere in sanzioni da parte del datore di lavoro e senza perdere i benefici del rapporto esclusivo ai fini del calcolo dell’assegno pensionistico, in quanto il solo fine sarebbe quello di dedurre le varie assicurazioni professionali dall’imponibile dell’anno successivo? Se ciò non fosse ammesso, potrò comunque, nella dichiarazione 2027, relativa ai redditi 2026, scaricare le spese effettuate qualche settimana prima dell’apertura della partita Iva?

Isee e sussidi

Casa, franchigia di 52.500 € per ottenere il bonus bollette

Si chiede qual è la misura della franchigia patrimoniale dell’abitazione principale che si applica ai fini Isee (indicatore della situazione economica equivalente) per accedere al bonus sociale per disagio economico (bonus bollette). Quella di 52.500 euro o quella di 91.500 euro, di recente introduzione?