Terzo settore

    Il «test di commercialità» per pro loco in forma di Aps

    Si chiede come le pro loco, ora iscritte al Registro unico nazionale del terzo settore (Runts) come associazioni di promozione sociale (Aps), che hanno come entrate principali quelle derivanti da somministrazione di alimenti e bevande nel corso di manifestazioni, sagre e fiere, possono rimanere enti del terzo settore in qualità di Aps non commerciali. È sufficiente che questa attività sia svolta in pareggio o con avanzo entro il 6% per non più di tre anni consecutivi? Dal punto di vista fiscale, in caso di ricavi commerciali inferiori a 85mila euro annui, le entrate da somministrazione di alimenti e bevande potranno fruire del regime forfettario di cui all'articolo 86 del Dlgs 117/2017, e, di conseguenza, essere escluse da Iva e assoggettate alle imposte sui redditi, con percentuale di redditività del 3 per cento?

    • Quesito con risposta a cura di

      Romano Mosconi

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