Non è «tutelato» il dialogo medico-paziente via email
Il mio medico di base non vuole utilizzare la posta elettronica per comunicare con i suoi pazienti, sostenendo che in questo modo i loro dati sono salvaguardati. Gli ho proposto di assegnare al mio nome un codice riservato e di inviare email da un indirizzo non riconducibile a un nominativo; inoltre, firmerei una liberatoria generale che lo esonera da responsabilità. Malgrado ciò non ha cambiato idea. Vorrei sapere se tale rifiuto è giustificato e quali possono essere i canali per comunicare agevolmente con il proprio medico.
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