Lavoro e previdenza

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Il mero incasso di canoni non impone l'iscrizione all'Inps

Una Snc formata da due soci, entrambi pensionati, ha un immobile in cui esercitava l'attività di carrozzeria che è stato dato in affitto, insieme all'azienda, a un'impresa e un secondo immobile anch'esso dato in affitto a un'impresa. I due soci, dal punto di vista operativo, non utilizzano nessuna attrezzatura, e le fatture di locazione e affitto d'azienda vengono fatte mensilmente dal loro commercialista. Considerata la sentenza della Corte di cassazione 29913/2021, è corretto ritenere che i due soci possano non iscriversi alla gestione commercianti Inps?

Il mero affitto di azienda è «esente» da contribuzione

Un soggetto risulta iscritto alla gestione commercianti dal 1° gennaio 1997, quale socio accomandatario di società in accomandita semplice (Sas). Nel 2009, egli ha iniziato una ulteriore attività di impresa, come titolare di ditta individuale, per svolgere attività di autolavaggio; dal 2017, l’attività di autolavaggio risulta concessa in affitto di azienda. Dal cassetto previdenziale della gestione commercianti risulta che la posizione Inps è stata aperta in qualità di socio di Sas. Nel 2023, il soggetto in questione ha provveduto allo scioglimento della Sas, con conseguente cancellazione, nel medesimo anno, della posizione Inps quale socio accomandatario. Si chiede se tale soggetto è tenuto ora al versamento dei contributi quale titolare di ditta individuale, avendo dato in affitto l’unica azienda e limitandosi pertanto al mero godimento dei relativi canoni di affitto.

L'addetta all'accoglienza nello stabilimento balneare

Una lavoratrice, che svolge in maniera saltuaria (avendo un contratto part time con un'altra azienda) le mansioni di affitto ombrelloni, accoglienza e informazione ai clienti, oltre a quella di addetta all'infonpoint, può essere assunta con contratto a chiamata in uno stabilimento balneare senza somministrazione (solo spiaggia) in base al punto 5 del Regio decreto «Camerieri, personale di servizio e di cucina negli alberghi, trattorie, esercizi pubblici in genere, carrozze letto, carrozze ristoranti e piroscafi»? Questa figura può essere fatta rientrare nella dicitura «personale di servizio nei pubblici esercizi in genere»?

L'alloggio che viene messo a disposizione dall'azienda

A un dipendente che presta la sua attività in una provincia diversa da quella di residenza, il datore di lavoro mette a disposizione un appartamento, intestandosi canone di affitto e utenze. Il benefit viene inserito nella busta paga del dipendente. Se il datore di lavoro addebita in busta paga anche un contributo netto a carico del dipendente (trattenuta per l'alloggio), l'importo del fringe benefit andrà ridotto dell'importo del contributo sostenuto dal dipendente, anche eventualmente azzerandolo, se di importo superiore?

Il fringe benefit a dipendenti che hanno figli studenti

Un’azienda, per venire incontro economicamente alle famiglie dei propri dipendenti con figli a carico e ancora studenti, vorrebbe riconoscere in occasione delle festività natalizie: - un buono in caso di figli che frequentano le scuole secondarie di secondo grado, non ripetenti; - un buono più elevato (circa 500 euro) in caso di figli che frequentano l’università e non sono fuori corso. Può essere utilizzato il plafond dei fringe benefit, pari a duemila euro per il 2024? in caso di presenza di Rsu interna aziendale, è necessario un accordo sindacale in merito?

L'amministratore della Ss che gestisce immobili

Sono socio di una società semplice, che ha come oggetto sociale esclusivamente la gestione e locazione di immobili propri (codice Ateco 68.20.01), non svolge attività commerciale, né di impresa, e non è in possesso di partita Iva. Nella società semplice rivesto il ruolo di amministratore, per il quale non percepisco emolumenti né stipendio; i redditi che derivano al socio amministratore sono esclusivamente redditi fondiari (da fabbricati) provenienti dalla società semplice, che concede in affitto immobili propri. La società dichiara i redditi fondiari nel quadro RB del modello Redditi Sp. L’Inps può considerare come reddito d'impresa la percezione di redditi fondiari derivanti al socio dalla società semplice, e pretendere l’iscrizione del socio alla gestione previdenziale dei commercianti? La carica di amministratore che rivesto nella società semplice (limitata alla pura gestione e locazione di immobili di proprietà sociale) può configurarsi, ai fini previdenziali, come "lavoro autonomo", per cui l'Inps, anche in questo caso, può pretendere l’iscrizione alla gestione commercianti?

Rottamazione negata a chi cede l'attività poi cessata

Io e mio marito abbiamo gestito un ristorante per più di 30 anni, lui titolare e io coadiutore. Nel 2016 mio marito ha trasferito l'azienda tramite atto di compravendita, con effetti dal 1° agosto dello stesso anno. Subito dopo ha inoltrato comunicazione di cancellazione dal Registro delle imprese, con data cancellazione 10 agosto 2016. Nel 2016 avevo 53 anni e, dopo la cessione e successiva cancellazione della nostra attività ristorativa, non ho più lavorato. Il 26 gennaio 2017, l'acquirente del ristorante ha presentato la documentazione per la cessazione dell'attività, che è stata dichiarata cessata dal 31 dicembre 2016. Considerato che l'erogazione dell'indennizzo per la cessazione di attività commerciale è subordinata al rispetto della cessazione definitiva dell’attività stessa, alla riconsegna dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività e alla cancellazione del soggetto titolare dell’attività dal Registro dei commercianti e dal Registro delle imprese in Camera di commercio, potrei beneficiare io di tale indennizzo? Oppure l'iniziale trasferimento dell'attività commerciale mi fa perdere parte dei requisiti? Al momento delle cessazione dell'attività avevo 53 anni, oggi ne ho 61; posso avanzare richiesta all'Inps?

Redditi di affitto di azienda compatibili con l'Ape sociale

Ho finito la disoccupazione e ho inoltrato la domanda di Ape sociale. Percepisco redditi da affitto di azienda (preciso che è l'unica azienda, e quindi mi sono cancellato dal Registro delle imprese e la partita Iva è sospesa). Tali redditi sono compatibili con l'Ape sociale?

Amministratori: contributi dovuti solo se c'è compenso

Sono amministratore e socio al 50% di una società in nome collettivo, che svolge attività di affitto di una sala per feste di compleanno. Dal momento che lo statuto non prevede un compenso per la carica di amministratore, sono tenuto lo stesso al pagamento dei contributi Inps?

La Spa fallita e l'Ad che rinuncia ai compensi

Sono stato Ad (amministratore delegato) di una Spa messa in liquidazione, che ha presentato domanda di concordato preventivo, dichiarato aperto dal Tribunale nel 2009, con successiva nomina del giudice e dei commissari giudiziali. L'anno successivo, il concordato non è stato omologato e la società è fallita. Ho svolto l'attività in modo continuativo per un anno, aiutando a trovare soluzioni a una complessa situazione, facendo trattative sindacali e comunque lavorando sempre nell'interesse della massa dei creditori. L'attività ha avuto continuità per un contratto di affitto d'azienda stipulato con un altro imprenditore. Mi sono iscritto al passivo fallimentare e il giudice, nel progetto di stato passivo, scrive che il credito è provato dalla documentazione prodotta e trova riscontro nella contabilità della ditta fallita. Successivamente ho fatto istanza al giudice per il ritiro della mia domanda di insinuazione al passivo, rinunciando al compenso. È possibile fare domanda di riscatto dei contributi, per le attività svolte come liquidatore nel periodo indicato?

Contribuzione agevolata con limiti dimensionali

In seguito all’affitto di un ramo d’azienda, una ditta ha in forza un apprendista. Il datore di lavoro cedente, occupando meno di nove addetti, applicava la contribuzione ridotta dell'1,5 per cento. La ditta cessionaria può proseguire con la contribuzione ridotta anche se, all’atto del conferimento, occupava più di nove addetti?

La cessazione dell'attività che era condotta in affitto

Vorrei sapere se l'indennizzo previsto dal Dlgs 207/1996 spetta nel caso in cui una contribuente, nello specifico una donna di 62 anni che svolge l'attività di somministrazione di alimenti e bevande in forza di un contratto d'affitto di azienda, decida di risolvere il contratto, cessando così ogni attività commerciale. Non essendo titolare della licenza, in base alla circolare Inps 77/2019 la contribuente non sembrerebbe avere i requisiti per fare domanda di indennizzo. È così?