Lavoro e previdenza

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Così la Cu per il compenso al collaboratore con procura

Un'azienda ha conferito una procura a un collaboratore non dipendente e non socio per atti che riguardano la gestione e l'organizzazione del magazzino, con corresponsione di un compenso fissato dal consiglio di amministrazione. Dato che l'attività svolta a favore dell'azienda non è di lavoro dipendente, si chiede se il compenso percepito dal procuratore, considerato assimilato a lavoratore dipendente, sia da indicare alla casella 751 della certificazione unica 2026, con codice 6 («somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita») e qual è il tipo rapporto da indicare alla casella 51 della Cu 2026 - sezione 3 Inps Gestione separata Inps parasubordinati.

Erogazione dei buoni pasto a categorie omogenee

In una Srl tre soci sono prestatori d'opera e membri del Cda, mentre un quarto soggetto fa solo parte del Cda. Tutti e quattro i componenti del Cda percepiscono emolumenti. Si può considerare come categoria omogenea solo quella composta dai soci lavoratori facenti anche parte del cda, ossia escludere il componente del Cda, non socio, dall'erogazione del buono pasto?

L'amministratore di sostegno deve presentare anche il Red

L’amministratore di sostegno (Ads) presenta il modello 730 per mia madre, che è invalida civile al 100% e percepisce una pensione VO ordinaria, l’indennità di accompagnamento e la pensione di reversibilità. Mia madre ha percepito redditi di capitale (interessi su BTp Italia e BTp valore). L’Ads è tenuto a presentare il modello Red? In caso di risposta positiva, quali sono le sanzioni in caso di mancata presentazione del modello Red? Le cedole dei titoli vanno considerate al lordo delle imposte?

Isee e sussidi

L'assegno unico universale può ridurre il mantenimento del figlio

In sede di separazione coniugale è stato previsto il pagamento di un assegno di mantenimento per ciascun figlio. Nella sentenza è stato indicato che, qualora il coniuge affidatario dovesse percepire assegni famigliari o l’assegno unico, «l’importo netto effettivamente erogato (così come calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi del coniuge)» debba essere dedotto dall’assegno mensile pattuito. In relazione all’assegno unico oggi erogato si chiede se la somma corrisposta dall’Inps per l’assegno unico universale comprende anche una parte di competenza del genitore in quanto con l’introduzione dell’assegno unico universale sono cessati i benefici relativi alle detrazioni per figli a carico spettanti ai genitori. Si chiede inoltre come determinare l'eventuale ripartizione tra la quota spettante ai figli e la quota spettante al genitore.

L'Ape sociale non è preclusa dai canoni d'affitto percepiti

Ritengo di avere tutti i requisiti per l'Ape sociale, ma chiedo se posso percepirlo pur essendo proprietario di un appartamento concesso in locazione.

Versamenti all’Inps dovuti solo per attività retribuite

In una Srl, l'unico socio non partecipa all'attività operativa nell'impresa in senso proprio, attività che è interamente demandata a dipendenti e collaboratori, ma svolge l'attività di amministratore unico della stessa. Al momento non ha mai percepito dividendi, né tantomeno compensi per la carica di amministratore e per la relativa attività tipica (supervisione, direzione, firma documenti, coordinamento). Si ritiene che egli non debba essere iscritto alla gestione artigiani e commercianti, in quanto non è coinvolto nell'attività lavorativa abituale dell'impresa/attività operative (in senso proprio), né alla gestione separata, in quanto non è percettore di compenso. Questo soggetto, che è titolare di pensione dal 2015, deve versare contributi all'Inps?

Decontribuzione Sud esclusa per i rapporti di apprendistato

Ho confermato a tempo indeterminato un dipendente, che era in apprendistato professionalizzante nel corso dell'anno 2025. Posso fruire della decontribuzione Sud nel corso del 2026 e cumularla con l'incentivo previsto dalla legge 56/1987?

Isee e sussidi

Chi dichiara le assicurazioni pagate da «terzi» per minori

Abbiamo sottoscritto per un nostro nipote, minorenne e non convivente, un prodotto assicurativo con una quota iniziale e una quota mensile. Il prodotto è intestato al minore, mentre l'addebito viene effettuato sul nostro conto corrente. In sede di dichiarazione Isee, chi deve indicare l'importo delle quote versate sul prodotto assicurativo? Il genitore, con il quale il minore convive, oppure noi che riceviamo l'addebito?

Quando è ammesso il supplemento anche per chi è in anticipata

Ho 64 anni. A maggio 2026 maturo i requisiti per la pensione anticipata. Ho versato nella gestione dei dipendenti nel 1983 e 1984. Dal 1985 verso contributi nella gestione commercianti e dal 1997 verso anche i contributi nella gestione separata. Vorrei presentare la domanda di pensione in cumulo. Mi è stato riferito che percepirò una quota di pensione con i contributi versati nelle gestioni dei dipendenti e commercianti e una quota di pensione con i contributi versati nella gestione separata. Dopo la domanda di pensione vorrei uscire dalla società di cui sono amministratore e continuare come collaboratore per circa tre anni. Mi è stato riferito che, se continuo a versare solo nella gestione separata, non avrò possibilità di chiedere il supplemento nella gestione separata all'età di 67 anni per i 3 anni di contributi versati dopo il pensionamento, ma dovrò aspettare di compiere almeno 71 anni e dovrò versare almeno 5 anni di contributi. È corretto?

I crediti che il professionista in forfait riceve dai clienti

Nel 2025, un mio cliente, ingegnere in regime forfettario, ha ricevuto, a saldo delle proprie competenze professionali, due crediti “superbonus” da clienti residenti nel cosiddetto cratere sismico. Nello specifico, egli ha ricevuto: a) un credito di 10.000 euro - pari al proprio compenso (quindi, senza alcuno "sconto") - utilizzabile in quattro quote annuali; b) un credito di 15mila euro a fronte del proprio compenso di 15mila euro (quindi, con uno "sconto", o una "sopravvenienza", di 2.000 euro). Come devo trattare le due fattispecie? Nel primo caso, contabilizzo l'incasso in quattro quote (nel 2025 e negli esercizi successivi)? Nel secondo caso, come posso gestire gli incassi (e il plusvalore che ne emerge), considerato che i forfettari, in luogo dei costi, abbattono con percentuale fissa i compensi?

Il contributo previdenziale non è considerato reddito

Il contributo previdenziale, che un professionista incassa dai clienti, rientra fra i redditi di lavoro autonomo e, quindi, dev'essere sommato ai compensi?

No all'anticipata contributiva per chi lavorava prima del '96

Sono nato a ottobre 1966 e ho iniziato a versare contributi previdenziali nel settembre 1994; pertanto rientravo nel calcolo misto. Lo scorso anno, però, ho riscattato quattro anni di laurea, fruendo delle condizioni agevolate. Per ottenerle, sono dovuto preventivamente passare al calcolo totalmente contributivo. Ciò mi permetterà di chiedere il pensionamento anticipato contributivo - al raggiungimento dei 64 anni di età e dei 20 anni di contributi - con pensione mensile tre volte l'assegno minimo, in base alla "legge Fornero" (articolo 24 del Dl 201/2011, convertito in legge 214/2011), e come previsto per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare nel 1996?