Lavoro e previdenza
Risultati Ricerca
48 quesiti trovati
Sì al ricorso giudiziario anche senza quello amministrativo
Nei provvedimenti Inps in materia di pensioni sono presenti le diciture «Contro il presente provvedimento (l'interessato, ndr) ha facoltà di proporre ricorso amministrativo al Comitato Provinciale entro 90 giorni dalla data di ricezione dello stesso (articolo 46 Legge 9 marzo 1989, n. 88)», e «Se il Competente Comitato non avrà deciso il ricorso entro 90 giorni dalla data di presentazione (l'interessato, ndr) potrà proporre azione giudiziaria da notificare direttamente a questa Sede». Questo vuol dire che la mancata presentazione del ricorso amministrativo preclude la possibilità di proporre ricorso giudiziario? Lo chiedo perché il patronato ha lasciato scadere i 90 giorni per proporre il ricorso amministrativo di una richiesta di riliquidazione di una pensione (senza avviare il ricorso amministrativo), e vorrei capire se è comunque possibile presentare il ricorso giudiziario.
Unilav con dati errati: niente sanzioni ai datori privati
In seguito a una visita ispettiva da parte dell’Itl (Ispettorato territoriale del lavoro), sul presupposto di un contratto part time non veritiero e di un “sotto-inquadramento”, un soggetto ha ricevuto un verbale di accertamento e una diffida amministrativa, con la quale l’ispettorato stesso diffida il datore a trasmettere nuovamente i rispettivi Unilav (modelli unificati) di assunzione, che dovranno indicare un livello di inquadramento superiore e la tipologia contrattuale a tempo pieno. Si ritiene, tuttavia, che la diffida amministrativa, nel caso in esame, non possa trovare applicazione, in quanto l’eventuale violazione commessa (ossia la trasmissione di dati errati in Unilav) non è soggetta a una sanzione amministrativa specifica, che risulta applicabile nelle sole ipotesi di omessa o tardiva comunicazione (con sanzioni da 100 a 500 euro). Si chiede pertanto conferma del fatto che la mera indicazione di dati errati in Unilav ( trasmesso nei termini di legge) non sia oggetto di diffida amministrativa ex Dlgs 103/2024. Peraltro, si rileva che, con nota dell'Ispettorato nazonale del lavoro 6774/2024, l’ipotesi applicativa del provvedimento, in caso di «correzione comunicazione di assunzione», è prevista solo per le pubbliche amministrazioni.
Le sanzioni per il pagamento in contanti degli stipendi
Un datore di lavoro ha corrisposto mensilmente ai propri lavoratori acconti di retribuzione in contanti. Posto che, in base all'articolo 1, commi 910-914, della legge 205/2017 (di Bilancio per il 2018), la sanzione amministrativa va da mille a cinquemila euro, indipendentemente dal numero di lavoratori, e che, «in relazione alla consumazione dell’illecito, il riferimento all’erogazione della retribuzione - che per lo più avviene a cadenza mensile - comporta l’applicazione di tante sanzioni quante sono le mensilità per cui si è protratto l’illecito» (nota dell'Ispettorato nazionale del lavoro 5828/2018, recante «Divieto di pagamento delle retribuzioni in contanti – Casistiche»), si chiede se alla fattispecie sia applicabile il cumulo giuridico, ex articolo 8 della legge 689/1981, e, in caso di risposta affermativa, si chiede quale sia la base sulla quale calcolare il triplo della sanzione (1.000, 1.666,66 oppure 5.000 euro).
Procedimento disciplinare Odcec, prescrizione e atti interruttivi
Nel 2018, il Consiglio di disciplina territoriale Odcec ha notificato a un commercialista la delibera di apertura di un procedimento disciplinare, disponendone contestualmente la sospensione ex articolo 21 del Regolamento, in attesa dell’esito di un giudizio civile per gli stessi fatti. Trattandosi di fatti non penalmente rilevanti, la sospensione è facoltativa e, in base all’articolo 21 citato, essa si prescrive in 5 anni salvo atti interruttivi. I termini per la conclusione del procedimento (articolo 9 del Regolamento) restano sospesi, salvo atti interruttivi del procedimento. Dalla notifica della delibera a oggi, il Consiglio ha trasmesso annualmente, via pec, una “richiesta di aggiornamento” sullo stato del giudizio, sempre riscontrata dal professionista. Si chiede se tali richieste possano qualificarsi come atti interruttivi in quanto atti del procedimento, nonostante la PO 140/2015 (Sospensione cautelare) del Cndcec sembri escluderlo. Si chiede anche se il procedimento possa ritenersi estinto per decorrenza dei termini: - per prescrizione quinquennale in assenza di atti interruttivi; - per superamento dei termini ex articolo 9, anche considerando la proroga degata all'emergenza sanitaria Covid, in mancanza di una nuova sospensione.
Rimedi alla sanzione tardiva e del tutto sproporzionata
Mi è stato notificato un accertamento di contributi non versati, relativi al 2018, per un importo di 2 euro. Al fine dell’emissione del Durc (documento unico di regolarità contributiva), mi è stato richiesto di sanare la posizione con un F24, per una cifra composta dall'imposta accertata (2 euro) e da una sanzione di 677,40 euro. Ho chiesto all’Inps quale calcolo fosse stato effettuato per arrivare a tale cifra, ma non mi è stata fornita risposta. È possibile che da un errore minimo derivi una sanzione così elevata? Ho pagato la sanzione per poter continuare a lavorare, fatturare le mie prestazioni e ricevere il Durc aggiornato, ma vorrei sapere se questa è corretta oppure se posso contestarne l’addebito e chiedere il rimborso. Sottolineo, infine, che l'Inps mi aveva già rilasciato tre Durc in date successive all'annualità oggetto di accertamento (e precisamente il 30 gennaio 2025, il 13 settembre 2024 e il 12 settembre 2023).
Un nuovo termine in caso di omessa notifica del ricorso
Un lavoratore iscrive a ruolo, nel termine di 180 giorni, un ricorso avverso un licenziamento per giusta causa. Il giudice fissa la prima udienza, ma la cancelleria non ne dà comunicazione all'avvocato del lavoratore. L'avvocato del lavoratore non notifica il ricorso e il decreto di fissazione d'udienza al datore di lavoro, e non si presenta alla prima udienza fissata. Il giudice rinvia la causa per mancata comparizione delle parti, ex articolo 309 del Codice di procedura civile. Alla nuova udienza, l'avvocato del lavoratore chiede un termine per procedere alla rinotifica del ricorso, in quanto non era a conoscenza della prima udienza fissata, poiché la cancelleria non gli aveva comunicato, tramite posta elettronica certificata, il decreto di fissazione della prima udienza. Il giudice concede tale termine. È giusto? Il ricorrente ha diritto di ricevere, da parte della cancelleria, il decreto di fissazione di udienza?
Le conseguenze della mancata adesione agli enti bilaterali
Vorrei conferma del fatto che un'azienda artigiana che applica il Ccnl artigiano, ma non è iscritta all'associazione di categoria, né a enti bilaterali e fondi di assistenza, e non versa l'Ear (elemento aggiuntivo della retribuzione) ai dipendenti, non risulta sanzionabile dagli enti istituzionali - Inps, Inail e Itl - ma rischia solo richieste di prestazioni da parte dei dipendenti.
La causa di lavoro persa dal dipendente con il Comune
Sono una ex dipendente comunale, risultata soccombente in più giudizi contro il Comune relativi a una causa di lavoro. Oltre a pagare il mio avvocato, ho dovuto pagare le spese per il legale del Comune, anche se questo si avvaleva di un suo dipendente. Ora, alla luce dell'ordinanza della Cassazione 9900 del 15 aprile 2021, secondo cui il contribuente non può essere condannato al pagamento delle spese legali se l'ente pubblico si è difeso con un suo funzionario, posso chiedere la restituzione di quanto pagato?
Lavoro irregolare, i crediti si prescrivono in cinque anni
Più di un anno fa, una persona ha prestato - pur in assenza di un contratto - attività lavorativa di badante per un privato, nell'abitazione dell'assistito, per un mese, quotidianamente e continuativamente tutti i giorni. A oggi, la prestazione non risulta ancora pagata; il credito ammonta a mille euro. Quali sono i termini della prescrizione del credito per l'attività lavorativa svolta in questo caso? Si applicano le norme previste per i crediti da lavoro dipendente?
L'accesso «generalizzato» è escluso per atti giudiziari
Avvalendomi del diritto di accesso civico "generalizzato", ex articoli 5, comma 2, e 5-bis del Dlgs 33/2013, posso - come cittadino - ricorrere al Tar contro il rifiuto relativo all'accesso a documenti inerenti a una causa di lavoro?
«Whistleblowing», le tutele per chi segnala irregolarità
Sono un assistente tecnico del personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario), in servizio dai primi di settembre 2023 in un istituto scolastico comprensivo. Ho motivo di ritenere che uno dei soggetti che si reca nella segreteria del personale potrebbe non essere un dipendente autorizzato. Dal momento che con questo soggetto, per il mio ruolo, devo comunque interagire, per evitare che possa acquisire dati sensibili o porre in essere altre irregolarità, ho provato a verificare la sua posizione chiedendo anche a colleghi e responsabili, ma ho ottenuto solo risposte evasive. In quale modo è opportuno procedere?
Artigianato, sull'organico nessuno sconto «lombardo»
Una Srl artigiana, operante in Lombardia, si occupa di manutenzione e installazione di impianti e, a oggi, ha 50 dipendenti. Il limite di organico per qualificare un'azienda come artigiana, fissato dalla legge quadro sull'artigianato (n. 443/1985), risulta superato e, pertanto, andrebbe effettuata la riclassificazione come azienda industriale. Chiedo però se esiste una legge regionale della Lombardia che prevede una deroga ai limiti numerici in relazione al tipo di attività.





