Per il forfait l'associazione valuta compensi e quote
Un’associazione non riconosciuta, non iscritta al Runts (Registro unico nazionale del terzo settore), composta da professori universitari, ha come scopo statutario la promozione e il coordinamento di studi e ricerche scientifiche in uno specifico ambito disciplinare. Fino al 2024, l’ente era titolare del solo codice fiscale, non svolgeva attività commerciale e percepiva esclusivamente quote associative, interamente utilizzate per l’organizzazione di un convegno scientifico annuale, con risultato economico in pareggio. Nel 2025, l’associazione ha ricevuto dal ministero dell’Istruzione un incarico per la redazione di un elaborato scientifico coerente con le finalità statutarie, a fronte di un corrispettivo di 10mila euro, con obbligo di fatturazione. A tal fine, è stata aperta la partita Iva ed è stata fatta l’iscrizione al Rea (Repertorio economico amministrativo). Ai fini delle imposte dirette, dato che l’associazione non è un Ets (ente del terzo settore) iscritto al Runts, si chiede se trovi applicazione il regime forfettario, ex articolo 145 del Tuir (Dpr 917/1986), e se, nonostante l’avvio di un’attività remunerata, le quote associative possano continuare a qualificarsi come entrate istituzionali, ex articolo 148 del Tuir.
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