Lavoro e previdenza
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4155 quesiti trovati
«Vecchiaia contributiva» ok solo con versamenti post ‘95
Al 21 settembre 2026, l'EcoCert di una donna, nata il 29 ottobre 1966, riporta contributi come lavoratrice dipendente per 13 settimane, nel 1994, e per altre 81 settimane, da luglio 2007 a gennaio 2009. Da settembre 2009 a maggio 2013, poi, la stessa persona ha versato contributi per 195 settimane come titolare di una impresa commerciale. Quindi, la somma ammonta a 289 contributi settimanali, pari a cinque anni più 29 settimane. Questa persona può accedere alla pensione a 71 anni, così da recuperare, almeno in parte, i contributi versati?
Contributi datoriali nei Pip a partire dal 31 ottobre 2026
Se passo da un fondo pensione negoziale a un Pip (piano individuale pensionistico), perdo completamente il contributo datoriale? Oppure lo perdo solo per i mesi transitori e poi il datore di lavoro ricomincia a versarlo nel nuovo Pip?
Anche il care giver deve concludere la Naspi prima di accedere all'Ape
Il prossimo anno sarò collocato in Naspi e, nello stesso periodo, maturerò i requisiti per l'Ape (anticipo pensionistico) sociale come caregiver. Chiedo se posso presentare domanda e beneficiare dell'Ape? È chiaro che in tal caso la Naspi (nuova assicurazione sociale per l'impiego) decadrebbe. Oppure devo attendere la conclusione della Naspi?
L’indebito si restituisce con il servizio «Naspi-Com»
Una persona ha percepito per due anni, da metà 2022 a metà 2024, la Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego) dall’Inps. Durante il periodo in esame, però, questo soggetto ha iniziato un’attività lavorativa da dipendente, presso una società estera con sede in Francia, omettendo di darne comunicazione all’istituto previdenziale italiano. Si chiede quale sia la procedura da seguire per la restituzione spontanea dell’indebita Naspi percepita, e quali siano le penalità da sostenere.
Compilazione modulo Tfr3 di un neo-aderente a un fondo
Un lavoratore, già dipendente, ha aderito a un fondo pensione cinque giorni dopo l'assunzione - il 3 agosto - da parte di una nuova azienda, con il conferimento del Tfr maturando, quando ancora non aveva ricevuto l'informativa aziendale e il modulo Tfr3. In precedenza, lo stesso soggetto non aveva mai aderito a un altro fondo pensione. A fine agosto l'azienda gli ha consegnato l'informativa e il modello Tfr3; il lavoratore lo ha restituito barrando l'opzione «di avere in essere l'adesione ad una forma pensionistica complementare di tutto o parte del Tfr» e, nella sezione 2, ha espresso la scelta, corrispondente alla lettera C, di «conferire il proprio Tfr in modo esplicito alla seguente forma pensionistica complementare», indicando il fondo pensione scelto. È corretta la compilazione del modulo Tfr3 oppure il lavoratore avrebbe dovuto barrare l'opzione «di non avere in essere l'adesione ad una forma pensionistica complementare di tutto o parte del Tfr» nella prima parte, perché non l'aveva prima di questa assunzione, indicando successivamente, nella sezione 2, il fondo pensione scelto l'8 agosto?
L’individuazione delle ferie post sospensione per malattia
Un’azienda con 14 dipendenti - che applica il Ccnl Industria pelli e cuoio - osserva il periodo di chiusura collettiva di tre settimane nel mese di agosto. In tale periodo un dipendente è risultato assente per malattia. Lo stesso dipendente è rientrato al lavoro a settembre e chiede di poter fruire di tutte le ferie nel mese di dicembre 2026. Il dipendente, a dicembre, avrà maturato 28 giorni lavorativi di ferie. Si chiede se il datore di lavoro è obbligato a concedere almeno tre settimane consecutive al lavoratore in questo caso. In caso affermativo, il datore di lavoro può limitarsi a concedere le tre settimane consecutive, pur avendone il lavoratore maturate oltre cinque? Devono sussistere specifiche ragioni organizzative/produttive per limitare la concessione a sole tre settimane?
Un nuovo piano formativo se il datore cambia settore
Un'azienda artigiana, del settore Comunicazione, ha assunto un apprendista dal 1° luglio 2026. A seguito della perdita dei requisiti, essa, dal 1° settembre 2026, è passata nel settore Servizi. Riguardo all'apprendista, devono essere modificati il contratto, le durate e il piano formativo sulla base del nuovo Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) del settore Servizi, oppure è possibile considerare ancora valido il contratto del 1° luglio?
I punti di attenzione quando il forfettario fonda una Srl
Il titolare di una partita Iva, in regime forfettario, è iscritto a alla gestione Ivs commercianti. Tale soggetto intende costituire una Srl che sarà priva di dipendenti e si avvarrà del lavoro del fondatore. Si ipotizzano due situazioni. In caso di Srl unipersonale, la stessa dovrà essere qualificata come artigiana e il fondatore titolare di partita Iva verserà i contributi fissi all’Ivs artigiani/commercianti in base a quella che sarà l’attività prevalente (in termine di tempo) tra la ditta individuale esistente e la Srl di nuova costituzione; in sede di dichiarazione dei redditi dovrà cumulare i redditi delle due attività per conteggiare il saldo dovuto all’Inps. È corretto? In caso di Srl pluripersonale in cui il titolare di partita Iva sarà amministratore/socio lavoratore di maggioranza e un altro soggetto sarà socio di capitale di minoranza, l’iscrizione alla sezione artigiana costituisce una mera facoltà e si potrà inquadrare la società come industria. Il titolare di partita Iva potrà lavorare personalmente nella Srl assicurandosi all'Inail e l’eventuale compenso sarà da assoggettare alla gestione separata con aliquota ridotta del 24 per cento, essendo già attiva la posizione nella gestione Ivs commercianti.
Il 35,03% per la seconda contribuzione alla «separata»
Qual è l'aliquota Inps della gestione separata da applicare al compenso di un amministratore di una società a responsabilità limitata, già titolare di partita Iva per un’altra attività professionale, per la quale il soggetto è già iscritto alla gestione separata Inps e versa il 26,07% di contribuzione? Il 24 o il 35,03 per cento?
Imprese di pulizie, i calcoli per le assunzioni a termine
Un'azienda, che applica il Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) Pulizia e servizi integrati/multiservizi (Ccnl K511), ha una media di 11 dipendenti a tempo indeterminato e ha un incremento di lavoro temporaneo fino al termine del 2026. Tale azienda può assumere fino a 10 dipendenti a tempo determinato, come indicato nell'articolo 16 del citato contratto collettivo?
Il lutto del dipendente ferma le ferie per chiusura aziendale
Vorrei sapere se il permesso per lutto sospende il periodo di ferie collettive per la chiusura aziendale, dal momento che il Ccnl Piccola e media industria metalmeccanica non lo specifica.
Così l'accredito figurativo per la maternità facoltativa
Nel mio estratto conto contributivo, con riferimento al 1994, mancano tre mesi, presi - oltre i cinque mesi obbligatori - a titolo di assenza facoltativa per maternità in costanza di rapporto di lavoro. Vorrei sapere se questi mesi possono essere coperti da contribuzione figurativa o se devo riscattarli a pagamento.





