Redditi diversi

    Vendita monete d'argento: le plusvalenze sono tassate

    Un contribuente - persona fisica, senza partita Iva, non esercente attività d’impresa - detiene alcune monete da 500 lire in argento, usate e circolate, acquistate/ottenute in passato e conservate a titolo personale. In previsione della possibile cessione a terzi (per esempio, a un operatore numismatico o tramite piattaforme online), si chiede di chiarire se la vendita di tali monete possa generare una plusvalenza imponibile ai fini Irpef, e con quale inquadramento normativo (per esempio, redditi diversi). Ai fini della qualificazione come metallo prezioso rilevante fiscalmente, è determinante la finezza dell’argento (per esempio, monete con titolo Ag 835‰) ed esiste una soglia minima (per esempio, 900‰) oltre la quale la cessione rientra nel regime di tassazione delle plusvalenze su metalli preziosi? La circostanza che le monete siano circolate (e non in confezione fior di conio/da collezione) può incidere sulla qualificazione fiscale dell’operazione? In caso di imponibilità, come si determina la plusvalenza, in assenza di documentazione del costo di acquisto? Infine, la ripetitività delle vendite può far presumere che si tratti di un'attività abituale/commerciale, per cui sarebbe necessario aprire la partita Iva?

    • Quesito con risposta a cura di

      Attilio Calvano

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