Diritto
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2339 quesiti trovati
Nuda proprietà e usufrutto scissi: il testamento è valido
Vorrei sapere se è valido un testamento (olografo), in assenza di legittimari, che dispone la nuda proprietà di immobili abitativi e pertinenze a favore di una fondazione, ente del terzo settore, e l'usufrutto a favore di una persona fisica. In caso affermativo, il testamento deve riportare tale volontà in una forma specifica oppure è sufficiente indicare in modo preciso il nudo proprietario e l'usufruttuario?
Autovelox, le multe già pagate non si possono annullare
Poco più di un anno fa ho ricevuto una multa, che ho pagato, elevata in seguito a controllo tramite un autovelox che risultava, come da verbale di contestazione, antecedente al Dm Infrastrutture 282/2017. Poiché, in relazione al Dm Infrastrutture dell'8 giugno 2026, tale dispositivo risulta essere soltanto approvato ma non omologato, mi sono attivato per chiedere l'annullamento della multa presso il giudice di pace, il quale, però, mi ha risposto che, avendo già pagato, non posso più fare ricorso. L’esperto conferma?
Donazione non modica: occorre l’atto pubblico
Nel 2022 mia moglie e io abbiamo donato una somma di denaro (inferiore a un milione di euro) a una delle nostre due figlie, residente in Inghilterra e iscritta all'Aire (anagrafe degli italiani residenti all'estero), per l'acquisto di una casa. Non sapendo che fosse obbligatorio, non abbiamo stipulato alcun atto notarile, pur trattandosi di una cifra di non modico importo. Vorrei sapere quali conseguenze possano derivare dal non aver fatto l'atto notarile e se possiamo comunque rimediare, pur essendo in ritardo. Se facessimo firmare un foglio alla figlia che ha ricevuto la donazione, nel quale dichiara di avere ricevuto la somma per acquistare la casa, andrebbe comunque bene in alternativa al notaio?
La garanzia sulla vetrata copre smontaggio e rimontaggio
A ottobre 2023 ho acquistato una vetrata panoramica da una ditta non costruttrice, che l'ha installata sul mio balcone. A maggio 2026 il vetro di un pannello è uscito dalla sua guida (a causa di scollamento) e, visto anche il pericolo per i condòmini sottostanti, ho segnalato l'inconveniente alla ditta installatrice. Quest’ultima mi ha consigliato di non usare la vetrata, lasciandola chiusa, e ha fatto intervenire un tecnico per lo smontaggio e il trasporto al costruttore per la riparazione. I titolari della ditta hanno così riconosciuto il vizio strutturale originario, rilevando in sostanza che il prodotto installato non aveva i requisiti per essere considerato a regola d’arte. Tuttavia, essi sostengono che il solo vetro è in garanzia, mentre per smontaggio e rimontaggio chiedono 250 euro. Ho contestato la richiesta, in quanto, a mio avviso, essi devono rispondere anche della posa in opera e la garanzia deve comprendere quanto necessario alla sostituzione del bene difettoso, salvo rivalersi sul costruttore. Trattandosi di un bene ancorato a un immobile, credo che la garanzia dovrebbe estendersi a 10 anni, come stabilisce l'articolo 1669 del Codice civile. Per il principio della gratuità totale della garanzia, ritengo che il ripristino dovrebbe avvenire senza spese per il consumatore, dato che l’acquisto è stato unico. Chiedo il parere dell’esperto.
Da rilevare in C17 lo sconto a chi salda subito il debito
Una Spa, nostra principale cliente, ci ha proposto di saldare immediatamente il suo debito in cambio di uno sconto del 5% sul valore dello stesso. Come va considerato tale sconto? Come un abbuono, un onere finanziario o altro?
Non è possibile approvare due bilanci in una sola volta
L'amministratore di una società a responsabilità limitata, di piccole dimensioni, convoca l'assemblea per l'approvazione del bilancio 2025. Su cinque soci, due si presentano, mentre gli altri tre, tramite un legale, chiedono il rinvio della decisione di approvazione del bilancio e del rinnovo della carica, eventuale, dell'amministratore, che scade nel momento di approvazione del bilancio. In sede di votazione, un delegato vota contro l'approvazione del bilancio e gli altri due delegati dei soci si astengono. Quindi, a oggi, il bilancio - nonostante una convocazione - non risulta approvato. Tale bilancio evidenzia una perdita nei limiti del capitale sociale. Che cosa rischia l'amministratore, se fino all'anno prossimo non convoca più l'assemblea per la discussione e l'eventuale approvazione del bilancio 2025, ma propone questo documento insieme con il bilancio 2026? E a quali responsabilità civili e penali potrebbe andare incontro l’amministratore se convocasse, in ritardo, una nuova assemblea per il bilancio 2025?
Contributo Zes extra, vale il principio di competenza
Una società,Bche ha effettuato un investimento produttivo in un'area del Sud, è risultata beneficiaria del credito d’imposta Zes. Questo credito è stato contabilizzato nel rigo A5 - «Altri ricavi e proventi» del conto economico e viene riscontato annualmente in relazione alla vita utile dell'impianto stesso, concorrendo pro quota al reddito di ogni anno, parallelamente alla contabilizzazione dell'ammortamento. Al contempo, la società si è aggiudicata anche il credito Zes integrativo, vale a dire un'ulteriore porzione di credito d'imposta, che, però, allo stato attuale, è utilizzabile solo entro il 31 dicembre 2026. La società ha la certezza di non poterlo utilizzare tutto entro quella data. Non sembra, quindi, possibile adottare un criterio d’imputazione contabile uguale a quello del credito standard, rapportandolo alla vita utile dell'impianto, ma appare preferibile contabilizzare ogni utilizzo come sopravvenienza tassabile nel medesimo anno, trascurando di rilevare la porzione di credito d'imposta non utilizzata dopo il 31 dicembre 2026. Si chiede se tale approccio sia corretto.
Aiuti al genitore collocatario del figlio maggiorenne fragile
Vorrei sapere quali condizioni del figlio maggiorenne, in situazione di fragilità, consentono al genitore collocatario di percepire il contributo al mantenimento da parte dell’altro genitore.
I diritti sul Tfr dell'ex coniuge conferito in parte al fondo
Fruisco di un assegno di mantenimento da parte del mio ex marito, che a breve andrà in pensione, in quanto ho accudito per anni i figli, rinunciando al mio lavoro. Vorrei capire quali diritti ho sul suo Tfr, partendo dall’ipotesi che una buona parte di esso sia stata versata in un fondo di previdenza complementare.
Gli obblighi verso un genitore in tutti i sensi «lontano»
Mio padre, che non ha mai contribuito al mio mantenimento e ha divorziato da mia madre poco dopo il matrimonio, è attualmente ospite di una casa famiglia per anziani. La retta è coperta dalla sua pensione minima e da un contributo che io verso mensilmente. Le sue condizioni di salute stanno però peggiorando e potrebbe rendersi necessario il trasferimento in una struttura per non autosufficienti, con costi più elevati. Vorrei sapere se, in tale scenario, potrei essere giuridicamente obbligata a sostenere ulteriori spese o una forma di mantenimento, oppure addirittura ad accoglierlo nella mia abitazione. Vivo in un’altra regione, a oltre mille chilometri dalla casa che ospita mio padre, sono sposata, ho un figlio e abito nella casa di proprietà di mio marito.
Con rinuncia e inventario stop ai creditori del defunto
Dopo la morte dell’unico genitore, in assenza di beni di sua titolarità, a parte gli effetti personali, i figli, che rinunciano all’eredità per prevenire pretese da parte di eventuali creditori, possono ritenersi al riparo da ogni rischio? In tal caso, per i soli effetti personali, alla rinuncia va allegato l’inventario? Se invece i figli restassero inerti (senza rinunciare né accettare), per i 10 anni successivi all’apertura della successione i terzi potrebbero esperire nei loro confronti azioni esecutive?
Canone Rai: l'iter da seguire quando si eredita una casa
Di recente è deceduta mia madre e io sono diventato proprietario esclusivo dell'immobile in cui risiedeva. Le utenze di tale immobile, compresa quella per la fornitura dell'energia elettrica, erano intestate a mia madre. Ora l’immobile è a mia disposizione come seconda casa, visto che io risiedo in un altro immobile in comproprietà con mia moglie, che è fiscalmente a mio carico. Il contratto di fornitura energia per la nostra abitazione è intestato a mia moglie, così come il canone Rai. Qualora io esegua la voltura a mio nome del contratto Enel intestato a mia madre, o comunque disdica tale contratto e sottoscriva in futuro una nuova utenza elettrica, il pagamento del canone Rai su questa seconda casa può essere evitato, considerando che mia moglie paga già il canone Rai tramite la bolletta Enel della nostra abitazione? Qualora ciò fosse possibile, in che modo posso far valere questo diritto di esenzione?





